Comunicatori, prendete nota: lo stato deplorevole della ricerca nei social media sta cambiando

La velocità con cui le persone condividono informazioni, serie e profane, sui social network e sui siti di social media come Facebook, Twitter e YouTube è sconcertante. 137 milioni di aggiornamenti di stato al giorno appaiono su Facebook, 230 milioni di tweets al giorno vengono condivisi su Twitter e 72 ore di video vengono caricati su YouTube ogni minuto, numeri che aumentano ogni giorno. Senza dubbio, i social media sono vivi e vegeti. Le proprietà dei social media hanno chiaramente assicurato che il processo di creazione e condivisione dei contenuti è un’attività irresistibile per tutti. Ma la storia è del tutto diversa quando si tratta del recupero di contenuti. Hai mai provato a cercare un vecchio post su Facebook? Missione impossibile se l’aggiornamento è stato postato più di un mese fa. Hai mai provato a cercare dei tweet più vecchi di una settimana, utilizzando la ricerca su Twitter? Missione impossibile.

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SMX, la Conferenza sul Search e Social Media Marketing, è in arrivo a Milano!

Logo SMX MilanCome giovane laureato, mi sono trovato dinanzi a quel dilemma che, ovunque, tutti i giovani devono prima o poi affrontare e cioè, cosa farò da grande. Il destino gioca spesso un ruolo determinante in ciò, e senz’altro lo ha fatto nel mio caso. Presto mi è capitato di lavorare su un sistema di indicizzazione e recupero dei dati, quello che oggi verrebbe definito come un sistema di ricerca aziendale, per un museo in California. Parte delle mie responsabilità comprendevano il supporto pre-vendita, il che mi ha introdotto al mondo delle conferenze professionali. Nel solo lasso di tempo di un giorno o due presso le migliori conferenze, i leader del settore e i neofiti hanno condiviso idee, esperienze e contatti attraverso presentazioni formali e chat informali. Animato da nuove intuizioni ed entusiasmo, mi sono quindi rimesso a lavorare dopo aver avuto conferma delle mie pratiche esistenti o, comunque, con la forte determinazione a perfezionarle.

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I clienti si aspettano che le agenzie di PR non ignorino la SEO

Molte aziende devono affrontare una sfida delicata nel tenere felici i loro utenti appassionati mentre si assicurano che la società sia sufficientemente redditizia per pagare le bollette e per investire nel futuro, obiettivi che spesso entrano in conflitto tra di loro. Non è raro che questo conflitto diventi un problema significativo di , come sta sperimentando attraverso la sua gestione di Instagram.

Google risultati di ricerca immagini per Bobby Kotick
I risultati della ricerca di Google in merito ad immagini di Bobby Kotick che lo dipingono come cattivo e il diavolo

Un articolo apparso davanti e al centro nella prima pagina della sezione Business sulla New York Times domenica scorsa ha illustrato chiaramente come i clienti si aspettano anche che le loro società di PR gestiscono attivamente la reputazione nei motori di ricerca:

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IKEA Italia: cosa non fare di fronte ad una crisi sui social media

Prendetevi i popcorn, la crisi sui social media di IKEA Italia sta diventando sempre più avvincente, anche se purtroppo non a favore di IKEA. IKEA Italia ha oscurato il suo sito basta poco per cambiare e lo ha sostituito con il seguente messaggio:

Questo sito ha subito un attacco informatico da parte di hacker.
Siamo perció costretti a oscurare queste pagine per tutelare la privacy
di tutte le persone che avevano lasciato la loro idea sul cambiamento.
Grazie a tutti i contributi.
IKEA Italia

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IKEA Italia ha un problema di social media: potrebbe affrontarlo in modo migliore?

La maggior parte delle aziende di grandi dimensioni che hanno imparato ad adottare i come strumento di comunicazione sanno ormai che il percorso verso il successo presenta un sacco di ostacoli lungo l’intero percorso. Italia sta sperimentando questo in prima persona visto che alcuni lavoratori immigrati coinvolti in una controversia di lavoro a Piacenza, impiegano, insieme ai loro sostenitori, i social media per dare maggiore visibilità al loro caso. Si registrano una spiacevole pagina su , degli scontri con la polizia su YouTube e, forse la cosa più scomoda, dei commenti poco lusinghieri su un sito IKEA che ironicamente si autodefinisce un movimento per il cambiamento, utilizzando lo slogan basta poco per cambiare (cambiare grazie ai mobili IKEA, naturalmente).

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Si può sintetizzare l’influenza sociale con un punteggio? Parte II, le insidie

I servizi per la misurazione dell’ come Klout, Kred PeerIndex sono in grado di fornire dati preziosi per il marketing, ma è importante comprendere i loro limiti e i loro punti di forza.

(Nota:.. questo articolo è la seconda parte di due; forse vuoi leggere la prima parte.)

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Si può sintetizzare l’influenza sociale con un punteggio? Parte I, il potenziale

Klout, PeerIndex & Kred badges Quanto influente è una persona online? Vale forse la pena contattarla in una campagna per stimolare le discussioni passaparola di un prodotto o marchio? Se stavate pensando al modo di misurare o confrontare l’influenza nei social media, ci sono più aziende, tra cui Klout, PeerIndex e Kred, che offrono a gran voce di aiutarti nell’identificazione e il contatto con gli influenzatori dagli elevati punteggi di capitale sociale. Anche se una connessione con gli influenzatori non costituisce un’esigenza immediata, il capo potrebbe chiedere spiegazioni in merito al punteggio Klout di un vostro brand, così è proprio il momento cruciale per capire meglio di cosa si tratta!

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Google può essere battuto sui dati dell’intelligenza competitiva in rete?

Banner promozionale per DoubleClick Ad Planner Una delle grandi promesse del marketing digitale è la presunta disponibilità di statistiche di qualità sull’utilizzo di siti e sui loro utenti. I dati di web intelligence possono essere utilizzati per il confronto con la concorrenza, per valutare nuovi mercati potenziali e per rispondere alle molte domande interessanti che emergono lungo la strada. Molte aziende sono attive in questo settore, in particolare Nielsen, comScore, Experian Hitwise, Compete e Quantcast, anche se non tutte sono operative in Italia. Un fornitore si distingue per la sua capacità di offrire statistiche sui siti web nella maggior parte del mondo ad un prezzo imbattibile: Google.

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Specchio, specchio delle mie brame, Google ha più dati di intelligenza web del reame

Con Lotusblak (per lavori) [CC-BY-SA-3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons
Spio con il mio piccolo occhio …

Quando le sono state avviate, il promotore delle Avinash Kaushik ha constatato che esse (e Google Ad Planner) potrebbero avere la tendenziosità di chi cerca. Se si accetta che questo potesse essere il caso nel 2008, è altamente improbabile che sia il caso oggi, se si considerano i diversi modi con cui Google è in grado di monitorare l’uso di Internet. L’elenco che segue intende illustrare questo punto.

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I risultati della ricerca Google contengono alcuni aggiornamenti degli utenti Facebook fuoriusciti dal giardino recintato

giardino recintato
Il giardino recintato ha una perdita

ha meritato la sua reputazione di giardino recintato, nello stile AOL, mantenendo nascosta la maggior parte dei contenuti generati all’interno di Facebook dietro una richiesta di login. Una schermata di login non solo impedisce agli utenti generali di Internet di visualizzare i contenuti di Facebook senza che essi si siano preventivamente autenticati, ma impedisce anche l’indicizzazione da parte dei motori di ricerca. Attualmente Google è in grado di indicizzare:

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Google scommette sulla pubblicità per spingere Google+

Quello di cui Google ha veramente bisogno è un incidente significativo per

(clicca per ingrandire)
Figura 1: Annuncio Google+ a piena pagina nel la Süddeutsche Zeitung (clicca per ingrandire)

Negli ultimi mesi Google, la società pubblicitaria che storicamente ha evitato la pubblicità tradizionale, ha impiegato mezzi di stampa e TV per promuovere Google+, cioè la sua risposta al fenomeno Facebook. I telespettatori negli Stati Uniti forse hanno visto anche alcuni spot Google+, come il videoritrovo Google+ con i Muppets. Google sta inoltre promuovendo Google+ in tutta Europa. Annunci a piena pagina sono apparsi nei principali quotidiani europei, come la Süddeutsche Zeitung in Germania (vedi immagine) e La Repubblica in Italia. Nel Regno Unito uno spot televisivo basato su Come vi piace di Shakespeare cerca di convincere i telespettatori dell’utilità di Google+ in ogni fase della loro vita. In Italia, gli spot Google+ sono mirati a valorizzare cose apprezzate dagli italiani come la moda e i telefoni cellulari. Indipendentemente dal mercato, le campagne di Google+ mirano a convincere le masse che Google+ è il social network che fa proprio al caso loro.

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È forse giunta l’ora che gli inserzionisti di Facebook verifichino se i clic siano fraudolenti?

Un tallone di Achille della pubblicità su Internet dove si paga per ogni clic è rappresentato dal rischio che si “clicchi” su un annuncio per il quale non si nutre il benché minimo interesse. Se i clic non qualificati sono limitati a pochi utenti nervosi per i troppi caffè bevuti che si mettono a cliccare all’impazzata, non c’è davvero da preoccuparsi – soprattutto per gli inserzionisti abituati ai vincoli di targeting dei media tradizionali. Ma i clic fraudolenti, di solito chiamati dalle piattaforme pubblicitarie clic non validi, hanno rappresentato nel corso degli anni una vera e propria preoccupazione.

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Nativo digitale: Visualizza pure il tuo biglietto Trenitalia sullo schermo del computer – ma ti becchi una multa perché si considera che stai viaggiando senza biglietto.

Ceci n'est pas une billet
Ceci n’est pas un billett – con scuse a Magritte.

C’è un dettaglio non da poco, che appare in fondo ai biglietti dei treni regionali venduti on-line: se non si esibisce una copia stampata del biglietto elettronico, si considera che si sta viaggiando senza biglietto e si è perciò soggetti a pagare il prezzo del biglietto maggiorato del costo di acquisto a bordo e di una multa pari a 50 € oppure dell’importo della tassa regionale, qualunque essa sia.

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Buone notizie: le carte fedeltà di Trenitalia Cartafreccia possono essere lette dai distributori automatici dei biglietti

In un precedente articolo su una lunga giornata a porte aperte trascorso con il Gruppo FS / , ho fatto notare la mia frustrazione nel dover inserire manualmente il numero della mia carta fedeltà ad ogni acquisto di un biglietto presso un distributore automatico di biglietti Trenitalia. Le macchine più recenti sono fornite sia di smart chip che di lettori RFID. Avevo provato il lettore RFID in passato senza successo e pensavo, erroneamente, che le carte fossero dotate solo del chip ben in evidenza. All’evento #meetFS ho chiesto allora perché il lettore di chip POS non riconoscesse le carte .

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C’è spazio sui social media per le aziende in fase di ristrutturazione?

Pubblicità delle sigarette negli anni 30
Figura 1: nessun diritto di replica: affermazioni palesemente false e ingannevoli del 1930

Ai bei vecchi tempi la comunicazione commerciale era semplice. Un’azienda o organizzazione sviluppava i propri slogan e poi si adoperava a diffonderli attraverso i media a pagamento e quelli in base al merito. C’era un certo conforto nel sapere che se si ripeteva abbastanza spesso un messaggio, le persone lo avrebbero gradualmente assorbito. Non ci si doveva preoccupare dei detrattori; il meglio che essi potevano fare era inviare una lettera al redattore di un giornale, una lettera probabilmente scritta con uno stile acuto che persone più ragionevoli avrebbero stigmatizzato come il frutto di un pazzo. Ah, quelli erano bei tempi davvero.

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