Microsoft / Yahoo Search Alliance: è l'ora di prestare più attenzione agli Strumenti per i webmaster Bing

Microsoft / Yahoo Search Alliance: è l’ora di prestare più attenzione agli Strumenti per i webmaster Bing

Giunti alla sua terza iterazione significativa, gli Strumenti per i Webmaster Bing meritano uno sguardo più attento alla luce della transizione continua da Yahoo alla tecnologia Bing per la ricerca come previsto dall’accordo Microsoft / Yahoo Search Alliance. Durante la pausa estiva nell’emisfero nord, entrambi Bing ed Yahoo hanno emesso una serie di annunci importanti riguardanti l’alleanza. Il 22 luglio Yahoo ha dichiarato che ulteriori 6 paesi vengono adesso alimentati da Bing per i risultati organici di ricerca; il 4 agosto Yahoo ha aggiunto a questa lista altri 6 paesi, portando il totale a 17. Il 16 agosto Bing ha reso nota l’integrazione dei dati sul traffico di ricerca presso Yahoo in Bing Webmaster Tools.
Bing Webmaster Tools Traffic Performance Report
Figura 1: Il logo Yahoo è apparso negli per segnalare che i dati sono di entrambi.

Perché gli operatori SEO devono prestare attenzione

Il consolidamento Bing / Yahoo non sfiderà a breve il monopolio effettivo di Google nella maggior parte dei mercati internazionali, con gli Stati Uniti come eccezione importante, ma metterà Bing in una posizione migliore per rendere la vita più difficile a Google – un punto importante per chiunque lavori nella SEO internazionale.

La crescente importanza di Bing dà i SEOisti un maggiore incentivo per comprendere Bing nelle loro strategie di search engine marketing, per entrambe le componenti, quella guadagnata (SEO) e quella pagata (PPC).

Microsoft merita molto riconoscimento per li suo terzo rimodernamento degli Strumenti per i webmaster Bing. La sfortunata interfaccia Silverlight, introdotta con la seconda versione principale, ora non c’è più, permettendo ai Bing Webmaster Tools di funzionare su quasi tutte le combinazioni di browser e piattaforma (Silverlight non funziona in molti browser per Mac e non funziona affatto su Linux a causa della politica interessante di Microsoft di distribuire solo inutili versioni obsolete, originariamente attraverso il suo partner di Novell).

L’alacre comunicazione Bing per i webmaster e non solo

La squadra di Bing è chiaramente impegnata con la comunicazione con i professionisti del web, con un continuo rilascio di documenti finalizzati a fare pressione affinché le aziende prendano in considerazione i motori di ricerca durante la progettazione, lo sviluppo e la manutenzione di siti web. Purtroppo il grosso della documentazione, se non addirittura tutta, è limitata alla lingua inglese, il che potrebbe rappresentare un problema per molti. Una lettura frequente del Blog Bing per i Webmaster (in inglese) è indispensabile; Duane Forrester, responsabile per la comunicazione fra Bing e i “webmaster”, ha scritto la maggior parte degli articoli recenti. È probabile che il suo nome non sia ancora così familiare ai lettori come quello di Matt Cutts, casa Google. Duane conosce in prima persona la fatica che i webmaster (e molti professionisti del marketing) devono affrontare quando si lavora per promuovere l’importanza di SEO con tutte le parti di un progetto web, dai rappresentanti delle imprese ai web designer e agli amministratori di sistema: in precedenza Duane è stato responsabile per il programma SEO del gruppo MSN all’interno di Microsoft. Duane è stato anche uno speaker frequente a conferenze sul come SMX West dove l’ho incontrato per la prima volta. La comprensione e la passione che Duane mette nel suo lavoro è una risorsa per chi vuole utilizzare Bing al meglio per promuovere la propria azienda o organizzazione.

Dati, un sacco di dati gloriosi, anche da esportare!

Microsoft / Yahoo Search Alliance I professionisti v saranno senza dubbio interessati ai ricchi dati offerti generosamente da Bing a chi possa verificare un rapporto a un determinato sito web o ad una sezione di un sito web. L’interfaccia web di Bing Strumenti per i Webmaster facilita l’esplorazione dei dati attuali e, per molti report, anche i dati storici fino a 6 mesi fa (o da quando un sito è stato aggiunto ai Bing Webmaster Tools, se meno di 6 mesi fa). Gli amanti dei dati apprezzeranno sicuramente la possibilità di esportare i dati per ulteriori analisi nei programmi di foglio elettronico (MS Excel, LibreOffice Calc, ecc.) o per un’integrazione con altri dati in altre applicazioni. L’opzione per l’esportazione dei dati consente anche ai siti di mantenere i loro dati storici per le analisi esterne per il confronto di anno in anno (YOY) e dall’inizio anno (YTD). Ecco il punto cruciale: nonostante un sacco di bontà nei dati, Microsoft non offre ancora un’API Bing Webmaster Tools per facilitare una frequente esportazione dei dati: un utente deve caricare ogni scheda e scheda secondaria per ogni sito e gamma di date per salvare ogni insieme di dati.

Le differenze dei dati disponibili da parte dei Bing Webmaster Tools e

Ci sono diverse aree in cui l’approccio sui dati degli strumenti per i webmaster Bing differiscono dagli strumenti Google per i webmaster.

I dati link degli strumenti webmaster: Google regredisce

I dati sui link in entrata sono senza dubbio tra i più interessanti per i professionisti SEO e su questo tema Google ha fallito. Per anni Google ha offerto l’operatore di ricerca link:, ma lo dimostra solo un piccolo sottoinsieme dei dati che Google ha a disposizione, una “caratteristica” non documentata che continua a trarre in inganno molti novizi. Nel 2007 Google Webmaster Tools ha cominciato ad offrire un file con fino a 1.000.000 link in ingresso organizzati per pagina (Pagina, Link, Ultimo trovato), ma a metà del 2010 Google ha rimosso il campo data e nell’ottobre 2010 ha sostituito l’esportazione completa dei dati con diversi insiemi di dati generici (cioè Url pagine con un conteggio di link in entrata, piuttosto che con i link esatti), ognuno limitato ad un massimo di 1000 righe. L’interfaccia web può essere utilizzata per visualizzare i domini che forniscono link in arrivo per ogni pagina con un approfondimento nei dati, ma non è possibile visualizzare né estrarre un elenco di tutti i link in entrata ad una pagina, per non parlare poi di avere una lista di tutti i link in ingresso a tutte le pagine di un sito come prima: una netta regressione. Un ulteriore approfondimento può essere effettuato per visualizzare i link in arrivo da un dominio specifico ad una pagina, ma tutti questi clic supplementari sono di un’utilità limitata. Lo scopo del rinnovamento sembra concentrato sull’oscuramento dei dati con un’esagerazione di clic. L’interfaccia può andar bene per un uso occasionale, ma fallisce qualsiasi test oggettivo sull’usabilità. Che Google abbia anche rimosso l’esportazione completa dei dati sui link in entrata rende il loro intento abbastanza chiaro. Come nota a margine, questa non è la prima volta che Google ha reso informazioni meno accessibili sul web.

I dati sui link negli Strumenti per i webmaster: Bing promosso quasi a pieni voti

Bing fornisce un’utile esportazione dei dati fino a 20.000 link in entrata ad un sito, nella forma di Pagina di destinazione, Url di origine e Testo di ancoraggio. Una barra di scorrimento nell’interfaccia Webmaster Tools Bing consente la visualizzazione del numero complessivo di link nel corso del tempo. Purtroppo non è possibile visualizzare né esportare un sottoinsieme di link in base alla data scoperta che consentirebbe un sito di revisionare solo gli ultimi link in entrata. La revisione può aiutare con gli scenari tipici come quando la gente linka alla pagina “sbagliata” di un sito, come ad esempio la home page, quando invece sarebbe più sensato per tutti gli interessati avere il ​​link per portare gli utenti direttamente a una pagina più specifica nel sito, noto ai professionisti come deep linking (linkaggio profondo). Bing offre inoltre la possibilità di visualizzare ed esportare fino a 20.000 link in entrata per ogni pagina.

Come per i Google Webmaster Tools, coloro che cercano dati competitivi sui link o per dati su più di 20.000 link in ingresso dovranno guardare altrove.

Bing offre più dati storici

I Google Webmaster Tools forniscono solo gli ultimi 35 giorni (5 settimane o giù di lì) di dati storici rispetto ai 6 mesi resi disponibili da Bing per i dati con una valenza temporale. Si tratta di una regressione rispetto ai 6 mesi di dati che Google offriva in precedenza.

Bing permette l’esportazione quasi indolore dei dati

Bing permette la diretta esportazione di dati semplicemente inserendo l’Url appropriato in una scheda (tab) del browser, a patto che l’utente è già autenticato negli Strumenti Bing per i Webmaster nello stesso browser. Questa caratteristica, descritta nella documentazione Bing, ha ispirato la creazione di uno strumento per scaricare i dati dagli Strumenti per i webmaster Bing di Antezeta, descritti nel paragrafo seguente.

La gente di Google fa ancora un passo avanti, per dire. Un’API Google Webmaster Tools è stata rilasciata nel API.html”>2008, ma fino ad oggi è tristemente, e molto probabilmente volutamente, incompleta – la liberazione dei dati, sì, va bene, almeno per i dati sulla scansione, le sitemaps e le parole chiave, ma per quanto riguarda i dati cari ai professionisti di marketing, i dati sui link si distinguono per la loro assenza. Google ha anche impedito la possibilità di accedere direttamente ai link per esportare i dati all’interno di un browser grazie all’aggiunta di un “gettone di sicurezza” che cambia in continuazione ad ogni link – così Google forza anche gli utenti registrati a navigare noiosamente ogni sottomenù, scheda e pulsante da premere per scaricare i dati di oggi, un sito alla volta. Google non ci consente di fornire uno strumento per esportare facilmente e rapidamente i dati Webmaster Tools, come abbiamo fatto per Bing.

Lo strumento di Antezeta per scaricare i dati dagli Strumenti per i Webmaster Bing

Abbiamo costruito un’interfaccia per esportare i dati rapidamente dagli Strumenti per i Webmaster Bing, un’API Bing Webmaster Tools da poveri se volete, ispirato alla documentazione di Microsoft. Il requisito principale è che l’utente acceda prima ai Bing Webmaster Tools utilizzando un’altra scheda dello stesso browser. Diverse impostazioni dello strumento consentono la personalizzazione dei tre parametri relativi all’esportazione dei dati. Nell’impostazione predefinita, Bing esporta i dati per tutti i siti autenticati dall’utente negli Strumenti per i Webmaster Bing. Tuttavia, alcune serie di dati sono disponibili solo se un preciso Url autenticato viene specificato; in ogni caso è spesso più vantaggioso esaminare i dati su di un sito alla volta. Negli Strumenti per i Webmaster Bing, come è il caso con Google Webmaster Tools, un Url autenticato può essere un dominio, un sottodominio o una cartella su un dominio. Alcuni insiemi di dati contengono i dati relativi a un intervallo di tempo che deve essere specificato. Attualmente, il lasso di tempo di riferimento può andare da un minimo di una settimana ad un massimo di 6 mesi circa. Due opzioni aggiuntive determinano la presentazione dei dati esportati. La prima opzione determina se i dati debbano essere visualizzati nel browser per una visualizzazione rapida o debbano essere salvati come file. La seconda opzione, un codice di “mercato” per la lingua ed in alcuni casi, paese o regione, determina la lingua delle intestazioni di collane sui dati e il formato della data usata nel nominare il file di esportazione (m-g-aaaa, gg-mm-aaaa, gg.mm.yyyy, ecc.) Non che si debba guardare in bocca a caval donato, ma le traduzioni attuali delle intestazioni potrebbero necessitare di una piccola revisione. Alcune intestazioni delle colonne dati non sono ancora state tradotte (Last Crawled ed Urls Submitted nei dati sitemap), mentre altri potrebbero essere migliorati (ad esempio, pochi italiani tradurrebbero la parola link come collegamento, che di solito viene lasciata link).

Alcuni appunti sul nostro strumento per scaricare dati dagli Strumenti per i Webmaster Bing

Versione del browser: lo strumento richiede un browser moderno, conforme agli standard web. Internet Explorer è storicamente avverso agli standard. Gli utenti di Internet Explorer potrebbero prendere in considerazione l’aggiornamento ad un browser multipiattaforma come Firefox o Chrome se incontrano problemi.

Traduzioni: di partenza, lo strumento è disponibile in inglese, italiano e tedesco. Sarà tradotto in altre lingue se ci sono volontari disposti a fornire e mantenere le traduzioni delle stringhe di testo necessarie. Se vuoi tradurre lo strumento nella tua lingua, ti preghiamo di contattarci.

Garanzia: Come uno strumento gratuito, non ci sono garanzie fornite. Da utilizzare a proprio rischio. Ti preghiamo di contattarci se incontri un difetto. È anche possibile lasciare un commento qui sotto se hai proposte di miglioramento.

Formazione: forniamo formazione SEO per coloro che vogliano capire meglio come fare buon uso di questi dati. Tra poco offriremo un corso specifico sulle Sitemaps dei motori di ricerca e i vari Strumenti per i Webmaster; contattaci per maggiori dettagli.

RIP, dati link da Yahoo Site Explorer

Al suo rilascio il 29 settembre 2005 il presto defunto Site Explorer di Yahoo è stato un successone tra i professionisti SEO e, senza dubbio, tra alcuni accademici, grazie ad un particolare riguardo alle informazioni indicizzate del motore di ricerca: pagine indicizzate e dati sui link in arrivo, con un’opzione per salvare i dati backlink per qualsiasi sito, concorrenti compresi. I professionisti SEO di lunga data possono ricordare che Bing, ai tempi MSN Live Search, ha offerto tre operatori di ricerca distinti: link: linkdomain:, e LinkfromDomain: per fornire il “grafico” (diagramma) dei link per qualsiasi sito. Ma ciò che Bing ha dato, Bing ha anche portato via. A parole Microsoft ha ripristinato questi operatori quando ha lanciato i Live Search Webmaster Tools (il nome in precedenza per Bing Webmaster Tools), ma i dati disponibili sono ristretti ai propri siti, come fa Google. Yahoo è rimasto il principale motore di ricerca trasparente, grazie alla forniture di dati sul suo grafico di link noti per qualsiasi sito web. Mentre l’integrazione dei backlink offerta da Yahoo per qualsiasi sito è una chiara opportunità per Bing per distinguersi da Google, sembra improbabile che Bing sarà all’altezza della situazione, ma la speranza è l’ultima a morire.

Pietre miliari degli Strumenti per i Webmaster Bing e Yahoo Site Explorer

Icona BingIcona YahooDataEvento
Icona Yahoo2005/09/29Yahoo Site Explorer fa il suo debutto – fornisce i dati sulle pagine e backlink nell’indice Yahoo per tutti i siti indicizzati – utile per il confronto con i concorrenti.
Icona BingIcona Yahoo2006/11/15Bing e Yahoo si impegnano a riconoscere le Sitemaps.
Icona Bing2007/11/14Gli Strumenti per i Webmaster Bing lanciati come Live Search Webmaster Tools.
Icona Bing2010/07/21Bing lancia la seconda versione principale di Strumenti per i Webmaster; a causa di uno sfortunato requisito Silverlight, non funziona più su Linux né su molti browser per Mac.
Icona Bing2010/08/17Bing aggiunge funzionalità per l’esportazione dei dati alla versione 2.
Icona Bing2011/06/08La terza versione principale dei Bing Webmaster Tools viene lanciata.
Icona Yahoo2011/07/08Yahoo annuncia la chiusura di Site Explorer.
Icona BingIcona Yahoo2011/08/16Bing Strumenti per i Webmaster integra i dati di traffico anche da Yahoo!
Icona Yahooda annunciareYahoo chiude Yahoo Site Explorer dopo il passaggio completo alla tecnologia di ricerca Bing.

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A proposito di Sean Carlos

Sean Carlos aiuta le aziende nell'ottimizzare i loro risultati di business online. La sua carriera spazia dalla gestione di campagne di telemarketing e direct mailing presso un'organizzazione con più di 10.000 soci ad una significativa esperienza a livello mondiale maturata presso la Hewlett-Packard. Nei primi anni 90 Sean ha sviluppato un applicativo enterprise search, comprensivo di tutte le fasi, dall'indicizzazione alla ricerca dei testi, per il Los Angeles County Museum of Art. Dal 2000 al 2004 Sean è stato IT Manager del sito immobiliare CasaClick.it, parte del gruppo Pirelli. Sean è un docente ufficiale della Digital Analytics Association. È Chairman dello SMX Search and Social Media Conference, 13 & 14 novembre p.v. a Milano. Collabora inoltre con l'Università Bocconi. Nato a Providence, RI, USA, Sean Carlos si è laureato in Fisica. Parla inglese, italiano e tedesco.

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