Come configurare i motori di ricerca nelle Universal Analytics

Migliorare il riconoscimento dei motori di ricerca nelle Universal Analytics di Google

Logo Google AnalyticsI social media possono essere di gran moda, ma i motori di ricerca sono senza dubbio ancora tra i modi migliori per attirare i visitatori altamente qualificati ad un sito web, i visitatori che esplicitamente cercano ciò che abbiamo da offrire.

Per le organizzazioni che utilizzano le Universal Analytics di Google, Analytics riconosce in automatico il traffico di ricerca organico in base al merito™ di oltre 40 principali motori di ricerca internazionali e regionali, tra cui Google, Bing, Yandex, Baidu e Naver. Visite dai motori di ricerca riconosciuti dalle Google Analytics vengono visualizzati nel report Traffico di ricerca organico (Rapporti standard → Sorgenti di Traffico → Sorgenti → Ricerca → Risultati organici).

Perché personalizzare il riconoscimento dei motori di ricerca nelle Universal Analytics?

Alcuni motori di ricerca mancano nell’elenco di base, in particolare quelli a cui servono principalmente un mercato nazionale. Gli ISP locali che erogano un servizio di ricerca fornito dietro le quinte da qualcun altro (generalmente da Google o Bing) sono anche una fonte di traffico basato sulla ricerca. Gli utenti vengono spesso involontariamente dirottati verso i motori di ricerca degli ISP quando cercano di navigare a un dominio inesistente. Come nota a margine, questo può essere evitato utilizzando il DNS pubblico di Google. Le barre degli strumenti per i browser, spesso installate all’insaputa dell’utente, di solito forniscono una funzione di ricerca. Gli utenti tendono ad utilizzare le barre degli strumenti, data la loro alta visibilità in un browser, almeno fino a quando essi non capiscono come toglierle. Alcune persone usano i meta motori di ricerca, come dogpile, che le Google Analytics non riconoscono di default.

Sistemare il rapporto sul traffico di riferimento in entrata

Link
By Stomchak (Own work) [Public domain], via Wikimedia Commons

Il traffico dei motori di ricerca proveniente dagli ISP e le barre degli strumenti finiranno nel rapporto Traffico dai referral (Rapporti standard → Sorgenti di Traffico → Sorgenti → Referral) se le Universal Analytics non sono in grado di rilevarli correttamente. Idealmente il rapporto degli accessi deve solo riferire sui link in entrata, un elemento fondamentale per il successo SEO. Spostando le visite provenienti da motori di ricerca al rapporto sul traffico di ricerca organico a cui appartengono, si ha come conseguenza una panoramica più pulita sul traffico dai link in entrata.

Ottenere dati preziosi sulle parole chiave!

Le parole chiave impiegate dalle persone durante le loro ricerche sono un tesoro per il marketing: ci dicono in modo esplicito ciò a cui una persona stava pensando quando essa è arrivata ​​a un sito. Le parole chiave delle ricerche valgono oro per il marketing, oro puro! Tradizionalmente i motori di ricerca fornivano la frase di ricerca come un parametro nella URL di riferimento (referral) che è passato nelle intestazioni HTTP al sito che l’utente sceglie. Come molte cose nella vita, questa età dell’oro non era destinata a durare.

parole, parole
By Carol Hartmann (Wordle Tag Cloud) [CC0], via Wikimedia Commons

In una mossa giustificata per rendere la ricerca più sicura, Google ha deciso di smettere di fornire le parole chiave della ricerca ai siti di destinazione. Tale traffico appare ancora nella relazione di ricerca organica, ma le parole chiave della ricerca che hanno innescato la visita vengono visualizzate con le “parole chiave” (not provided). Inizialmente Google limitava il numero delle ricerche impattate, ma nel corso del tempo ha applicato la modifica al traffico di ricerca organica a una gran parte delle ricerche fatte su Google.

La ragione più plausibile per il cambiamento è stata determinata da una causa legale – che ha presentato Google anche con un’opportunità. Con una mossa di pura ipocrisia, Google continua a fornire le parole chiave di ricerca, se gli utenti cliccano su un annuncio. Chiaramente il cambiamento non aveva nulla a che fare con la “sicurezza”, che in ogni caso altro non era se non un abuso linguistico, il cambiamento è davvero sulla privacy , un concetto ben diverso. Ora AdWords offre qualcosa non più disponibile con la ricerca sui risultati in base al merito: l’intenzione dell’utente espressa dalla frase di ricerca. Ci sono stati numerosi i post sul blog che hanno cercato di minimizzare l’impatto delle parole chiave mancanti o che hanno presunto di offrire soluzioni alternative. Sciocchezze. Non si possono inventare dei dati che non ci sono più. Questo cambiamento comporta una perdita ingente per i proprietari di siti web. Sappiamo che il danno si estende anche al di là della comunità di marketing.

Quello che le aziende possono fare è catturare le parole chiave dalle ricerche effettuate utilizzando la ricerca proveniente dagli ISP e dalle toolbar. Nella maggior parte dei casi questo traffico sarà minimo, ma i dati sulle parole chiave fornite altrimenti andrebbero persi e quindi è sempre meglio di niente.

Gli utenti delle Universal Analytics dovrebbero abilitare anche gli Strumenti per i Webmaster per la condivisione dei dati nelle Google Analytics. Sarà quindi possibile vedere il numero di clic su una selezione di parole chiave per un periodo di tempo limitato, al momento degli ultimi 3 mesi (Rapporti standard → Sorgenti di Traffico → Ottimizzazione per i Motori di Ricerca → Query). Per essere chiari, i rapporti degli Strumenti per i Webmaster Google sono solo una soluzione parziale, i dati non sono integrati nei fatti nelle Universal Analytics, questo è chiaro, se si tenta di personalizzare il report:

messaggio di errore nelle Universal Analytics
Figura 1: messaggio di errore visualizzato dalle Universal Analytics durante la personalizzazione del rapporto SEO

Distinguire il traffico SEO per mercato per i motori di ricerca internazionali

globo
By Flappiefh [Public domain], via Wikimedia Commons

Un sito web mirato alla lingua tedesca può desiderare di capire meglio quanto è performante nelle varianti nazionali di Google e Yahoo per ciascuno dei paesi in cui si parla tedesco, tra cui Germania, Austria, Svizzera, Lussemburgo, Liechtenstein, Belgio ed Italia. Il sito aggiunge i seguenti motori di ricerca nelle impostazioni Universal Analytics di Google.

Dominio del motore di ricercaParametro
google.atq
google.beq
google.chq
google.deq
google.itq
google.liq
google.luq
at.search.yahoo.comp
be.search.yahoo.comp
ch.search.yahoo.comp
de.search.yahoo.comp
it.search.yahoo.comp

Abbiamo documentato i domini di ricerca per google, bing, yahoo, Yandex ed ask che possono essere utilizzati per migliorare le reportistiche e l’analisi. C’è un avvertimento per spezzare il traffico di ricerca di Google per dominio. Google è diventato ancora più opaco nel segnalare il traffico di ricerca dai browser che riconoscono la nuova tag meta referrer:

<meta content="origin" id="mref" name="referrer">

Poche righe di JavaScript aggiunte al codice di monitoraggio Universal Analytics di Google sono in grado di ripristinare il parametro della ricerca organica mancante che è richiesta al fine di distinguere il traffico di ricerca organica per dominio google:

ga ('create', 'UA-XXXXXX-1', 'dominiomio.it');
var gsref = document.referrer;
if (~ gsref.indexOf ('://www.google.')) {
    if (gsref.indexOf ('?') == -1) {
         gsref = document.referrer + '?q = ';
         ga ('set', 'referrer', gsref);
    }
}
ga('send', 'pageview');

L’intento è quello di verificare se c’è www.google. nel referer del documento. Attualmente altri servizi Google utilizzano un proprio sotto-dominio, quindi lavoriamo in base al presupposto che www.google è un referrer di ricerca. Ci sono alcune eccezioni, ad esempio alcune pagine di informazioni aziendali di Google sono sul dominio www.google, ma è improbabile che esse “linkino” al nostro sito. Per catturare il traffico proveniente da tutti i mercati specifici dove opera Google, ad esempio google.com, google.co.uk, google.de, google.com.mx non è specificato il pieno dominio. C’è il rischio che potremmo catturare il traffico proveniente da un dominio completamente estraneo che contenga www.google come sotto-dominio. Il codice potrebbe essere migliorato per verificare che i caratteri mancanti del dominio sono di 2, 3, 5 o 6 di lunghezza e il referer contiene solo un dominio senza percorso.

In realtà non è possibile cambiare il valore del referrer del documento html direttamente, il pezzo ga (‘set’, ‘referrer’, gsref); serve a questo scopo. Questo blocco di codice deve essere inserito dopo ga (‘create’ …) e prima di ga (‘send’ ….). Da utilizzare a proprio rischio. Miglioramenti del codice sono benvenuti.

La logica di cui sopra può anche essere modificata per monitorare il traffico della ricerca di Blekko:

ga ('create', 'UA-XXXXXX-1', 'mydomain.com');
var gsref = document.referrer;
if (~ gsref.indexOf ('://www.google.') | | ~ gsref.indexOf ('://blekko.com/')) {
    if (gsref.indexOf ('?') == -1) {
         gsref = document.referrer + '?q = ';
         ga ('set', 'referrer', gsref);
    }
}
ga('send', 'pageview');

Una volta che il nuovo codice viene inserito nelle pagine web, aggiunge blekko come motore di ricerca con il parametro q utilizzando l’interfaccia di amministrazione,

Come aggiungere un motore di ricerca alle Universal Analytics di Google

Aggiungere il riconoscimento di un motore di ricerca nelle Universal Analytics è ingannevolmente semplice. Google dice,

  1. Vai a una proprietà. Se non sei nella schermata delle impostazioni, fai clic su Amministrazione. Seleziona l’account e la proprietà che desideri modificare.
  2. Fai clic su Informazioni di monitoraggio e successivamente su Sorgenti di Ricerca organica.
  3. Fai clic su + Aggiungi motore di ricerca.
  4. Nel modulo, specifica cosa Contiene il nome di dominio e il Parametro di ricerca. Puoi anche specificare un Nome di motore di ricerca e cosa Contiene il percorso.
  5. Fai clic su Crea.
Aggiunta di una definizione di un motore di ricerca nelle Universal Analytics di Google
Figura 2: Aggiungere la definizione di un motore di ricerca nelle Google Universal di Google

Come spesso accade, il diavolo si nasconde nei dettagli. Si applicano le seguenti considerazioni:

  1. Le Universal Analytics eseguono un confronto di corrispondenza inclusa su un dominio. google.com corrisponderà a google.com, images.google.com, google.com.au, google.com.mx e molti altri! Quando si specificano i criteri di corrispondenza, l’obiettivo è quello di essere più specifici possibile per evitare false corrispondenze, evitando di essere così specifichi che le future modifiche da parte del motore di ricerca non verranno rilevate automaticamente. Attualmente web.de utilizza suche.web.de per il proprio motore di ricerca. Ho scelto di specificare .web.de in modo da evitare una corrispondenza con tutto ciò che contiene web.de, compresi gli altri domini. Ho evitato di specificare suche siccome web.de potrebbe decidere di utilizzare www o qualcosa d’altro per i loro risultati della ricerca nel futuro.
  2. L’elenco personalizzato dei domini dei motori di ricerca viene valutato in ordine. Appena le Universal Analytics trovano una corrispondenza adeguata, la valutazione della lista si ferma. Quindi se vogliamo monitorare il traffico proveniente da google.com, dobbiamo specificare esplicitamente tutte le altre possibili corrispondenze per prime: images,google.com, google.com.au, google.com.mx etc.
  3. Le definizioni dei motori di ricerca predefiniti per le Universal Analytics vengono valutate dopo le definizioni dei motori di ricerca personalizzati. Si noti che fino ad oggi Google non è sempre stato molto bravo a tenere l’elenco dei motori di ricerca riconosciuti, uno dei punti che ben sanno gli alunni del corso sulle Google Analytics Antezeta. I motori di ricerca predefiniti non possono essere più rimossi, ma il nome che compare nei report può essere sovrascritto utilizzando il nuovo campo Nome motore di ricerca, davvero un bel miglioramento rispetto alla precedente funzione _addOrganic. Magari alcuni vogliono utilizzare la lettera maiuscola per il nome dei motori di ricerca oppure utilizzare caratteri non latini per rendere i rapporti più comprensibili.
  4. Il Nome motore di ricerca è sensibile alle maiuscole. Google.com apparirà separatamente da google.com se in un certo momento le lettere vengono cambiate da maiuscole a minuscole per una definizione.
  5. Il nuovo parametro Il percorso contiene può essere utilizzato nel caso che i servizi della ricerca e non che utilizzano lo stesso parametro URL siano disponibili su un dominio, un altro bel miglioramento rispetto alla funzione _addOrganic.
  6. Solo un parametro per la frase di ricerca può essere specificato. Se un motore di ricerca utilizza più nomi possibili per il parametro delle parole chiave di ricerca, crea una voce separata per ciascuno, utilizzando lo stesso esatto nome del motore di ricerca per ogni occorrenza. Le Universal Analytics aggregheranno automaticamente i risultati. Ad esempio, crea una voce per yahoo con il parametro di query p e una voce separata per yahoo col parametro q (È solo un esempio, Google fa questo già per yahoo).
  7. Al momento non è possibile copiare le definizioni dei motori di ricerca personalizzati da una proprietà verso un’altra, né condividere l’elenco dei motori di ricerca tramite una funzione d’importazione / esportazione. Coloro che gestiscono più siti devono prepararsi per un noioso e ripetitivo inserimento dei dati.
  8. Non c’è nessun controllo degli errori durante l’inserimento dei dati. È possibile creare una voce duplicata senza alcun preavviso. Questo non è così innocuo come si potrebbe pensare. Anzi, in un lungo elenco, potrebbe trasformarsi in un incubo durante le verifiche sul buon andamento.
  9. Le definizioni dei motori di ricerca non sono retroattive. Dovrebbero essere configurate appena possibile. Un buona “migliore prassi” è quella di utilizzare un’annotazione nei rapporti delle Universal Analytics per notare la modifica alla configurazione.
  10. Le definizioni dei motori di ricerca devono essere mantenute. Se un motore di ricerca comincia ad apparire nel report Traffico dai referral, può darsi che il parametro per le parole chiave sia cambiato. Tieni presente che qualche domino associato a un motore di ricerca ospita anche altri servizi che possono fornire traffico a un sito web. Un link in un doc Google si mostrerà correttamente come referral e non come traffico di ricerca. Alcuni “motori di ricerca” subiranno cambiamenti di nome, come ad esempio quando Tiscali ha ceduto gran parte della propria attività fuori dall’Italia. Nuovi motori di ricerca dovranno essere aggiunti di volta in volta.
  11. Non è possibile documentare eventuali problemi di tracciamento. Ad esempio, è possibile misurare il traffico di ricerca da DuckDuckGo e internet.tre.it ma i parametri URL associati in realtà non forniscono la frase di parole chiave di ricerca.
  12. I filtri delle viste (già filtri di profili) vengono valutati dopo che i motori di ricerca personalizzati sono stati applicati ai dati raccolti. Questo consente l’uso di una soluzione alternativa per aggiungere motori di ricerca come DuckDuckGo e tre.it che non forniscono le parole chiave delle ricerche.
  13. Al momento non è possibile utilizzare le espressioni regolari per specificare meglio le condizioni di corrispondenza di dominio.

Caspita, che lista lunga! Non preoccuparti, aiuto e formazione sono disponibili se vuoi.

Suggerimenti per i motori di ricerca generali da aggiungere

Stringa di corrispondenza per il dominio del motore di ricercaParametro URLPercorsoNote
alexa.comq
attrakt.comq
blekko.comqAttualmente necessita di codice JavaScript aggiuntivo per aggiungere un parametro q fittizio. Vede l’esempio in questo documento.
dogpileq
duckduckgo.comuddgLa frase di parole chiave non è disponibile. Tuttavia questo dovrebbe almeno spostare DuckDuckGo nel rapporto di ricerca invece che nel rapporto sui referrer. La pagina di destinazione apparirà come parola chiave. Questo può essere facilmente sistemato .
excite.q
teoma.comq

Suggerimenti per i motori di ricerca regionali da aggiungere alle Universal Analytics

Stringa di corrispondenza per il dominio del motore di ricercaParametro URLMercatoNote
1und1.deqGermania
benefind.deqGermania
freenet.dequeryGermania
metager.deeingabeGermania
suche.t-online.deqGermania
suche.web.deqGermania
fastweb.itqItalia
.tre.itqItaliaLe parole chiave non sono disponibili, appariranno come “Cerca nel web”. Considera l’utilizzo di un filtro vista / profilo per cambiare questo in (not provided) o simili.
istella.itkeyItalia
libero.itqueryItalia
qrobe.itqItalia
zapmeta.itqItalia
.bt.compUK
sky.comtermUK
talktalk.co.ukqueryUK
virginmedia.comqUK
earthlink.netqUSA
netzero.netqueryUSA
verizon.netqUSA

Non è una nuova funzionalità, ma l’aggiunta di motori di ricerca è stata difficile da effettuare

Le versioni precedenti delle Google Analytics già consentivano alle aziende di personalizzare l’elenco predefinito dei motori di ricerca riconosciuti. Ciò è stato fatto tramite una configurazione avanzata del codice di monitoraggio posta nelle pagine web. Con le Universal Analytics, qualche configurazione del codice di monitoraggio è stato spostato dal client (il browser) ai server di Google. Gli obiettivi di Google sono senza dubbio tesi a migliorare i tempi di caricamento della pagina web, vale a dire migliorare l’esperienza dell’utente e a ridurre la dipendenza del reparto Marketing al reparto IT per la configurazione delle Universal Analytics. Una configurazione lato server facilita anche la misurazione al di là del browser utilizzando il protocollo di misurazione delle Universal Analytics. Nella mia esperienza pochissime aziende effettivamente hanno migliorato il riconoscimento dei motori di ricerca nelle Google Analytics. Una mancanza di consapevolezza della necessità di farlo e la necessità di lavorare con l’IT per soddisfare i requisiti di configurazione sono gli ostacoli principali.

I miglioramenti che mi piacerebbe vedere

Per coloro che aggiungono uno o due motori di ricerca, l’interfaccia d’amministrazione delle Universal Analytics funziona bene. Ci sono diversi miglioramenti che sarebbero meravigliosi, a mio avviso.

  1. Consentire la possibilità di condividere le definizioni del motore di ricerca tra le proprietà di un account. Idealmente essi verrebbero definiti a livello di account e applicati alle proprietà in modo che avrebbero solo bisogno di essere mantenuti una volta a livello di account, simile ai filtri delle viste (già filtri di profili)
  2. Consentire la possibilità di importare ed esportare le definizioni con un file di testo. Ciò faciliterebbe la condivisione tra gli account delle Universal Analytics
  3. Aggiungere un campo di nota ai campi di definizione dei motori di ricerca. Sarebbe utile per specificare che l’ordine di una voce particolare è importante. O che la voce ha un filtro di vista associata, come alcuni potrebbero voler fare con una configurazione di ricerca personalizzata DuckDuckGo.
  4. Consentire la possibilità di aggiungere un nuovo motore di ricerca in qualsiasi posizione in un elenco. Qualora la lista diventi lunga, come sarà il caso se si specifica ogni versione locale di Google, Yahoo, Yandex e bing, ordinare i nuovi motori di ricerca che sono collocati in fondo alla lista diventa molto noioso.
  5. Oggi è possibile aggiungere le stesse stringhe di corrispondenza per i motori di ricerca più volte. Il controllo degli errori sarebbe bello.

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Questo articolo fa riferimento al monitoraggio dei motori di ricerca utilizzando le Universal Analytics di Google. I siti che utilizzano la versione sincrona di ga.js dovrebbero consultare questo articolo .

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A proposito di Sean Carlos

Sean Carlos aiuta le aziende nell'ottimizzare i loro risultati di business online. La sua carriera spazia dalla gestione di campagne di telemarketing e direct mailing presso un'organizzazione con più di 10.000 soci ad una significativa esperienza a livello mondiale maturata presso la Hewlett-Packard. Nei primi anni 90 Sean ha sviluppato un applicativo enterprise search, comprensivo di tutte le fasi, dall'indicizzazione alla ricerca dei testi, per il Los Angeles County Museum of Art. Dal 2000 al 2004 Sean è stato IT Manager del sito immobiliare CasaClick.it, parte del gruppo Pirelli. Sean è un docente ufficiale della Digital Analytics Association. È Chairman dello SMX Search and Social Media Conference, 12 & 13 novembre p.v. a Milano. Collabora inoltre con l'Università Bocconi. Nato a Providence, RI, USA, Sean Carlos si è laureato in Fisica. Parla inglese, italiano e tedesco.

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