Google scommette sulla pubblicità per spingere Google+

Google scommette sulla pubblicità per spingere Google+

Quello di cui Google ha veramente bisogno è un incidente significativo per Facebook

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Figura 1: Annuncio Google+ a piena pagina nel la Süddeutsche Zeitung (clicca per ingrandire)

Negli ultimi mesi Google, la società pubblicitaria che storicamente ha evitato la pubblicità tradizionale, ha impiegato mezzi di stampa e TV per promuovere Google+, cioè la sua risposta al fenomeno Facebook. I telespettatori negli Stati Uniti forse hanno visto anche alcuni spot Google+, come il videoritrovo Google+ con i Muppets. Google sta inoltre promuovendo Google+ in tutta Europa. Annunci a piena pagina sono apparsi nei principali quotidiani europei, come la Süddeutsche Zeitung in Germania (vedi immagine) e La Repubblica in Italia. Nel Regno Unito uno spot televisivo basato su Come vi piace di Shakespeare cerca di convincere i telespettatori dell’utilità di Google+ in ogni fase della loro vita. In Italia, gli spot Google+ sono mirati a valorizzare cose apprezzate dagli italiani come la moda e i telefoni cellulari. Indipendentemente dal mercato, le campagne di Google+ mirano a convincere le masse che Google+ è il social network che fa proprio al caso loro.

Figura 2: Come vi piace applicato a Google+

Ma Google+ è una città fantasma, vero?

Proprio mentre Google sta facendo di tutto per convincere il pubblico ad utilizzare Google+, alcuni giornalisti hanno definito Google+ una città fantasma, un meme che non vuole morire, anche se molte persone e marchi, MarketingLand compreso, impiegano Google+ con successo per la comunicazione professionale.

Facebook dominerà il Social Networking finché non succederà qualcosa di grave

Google+ è un prodotto eccellente, in qualche modo superiore a Facebook (e non mi riferisco solo ai videoritrovi, basta provare a cercare un post su Facebook – non è possibile). Eppure, l’eccellenza non è necessariamente sufficiente per diventare il numero uno come Sony ha ben imparato quando a suo tempo rinunciò alla battaglia Betamax / VHS. Il VHS di Facebook continuerà ad essere sufficientemente buono per la maggior parte degli utenti a meno che Facebook non subisca un incidente grave, come una violazione dei dati che permetta ai dati privati degli utenti di diventare pubblici. Sembra improbabile che la pubblicità Google+ risulterà più capace di convincere un numero consistente di persone a migrare verso Google+ più di quanto gli annunci Bing (o Ask prima di loro) fossero efficaci nello spostare le persone dalla ricerca Google. Raro è che l’utente voglia gestire una seconda o terza rete sociale – forse Google dovrebbe lavorare sulla pubblicazione simultanea su più reti sociali? Se Facebook, nota per le sue politiche di giardino murato, può pubblicare su Twitter e viceversa, sembra strano che Google+ sia ancora chiusa. Se un aggiornamento è davvero importante, probabilmente esso dovrebbe essere predisposto per ogni social network al fine di ottimizzare la formattazione, la selezione delle immagini etc, ma per la persona comune, la pubblicazione simultanea potrebbe accelerare l’adozione di Google+.

I comunicatori traggono ancora benefici utilizzando Google+

Nonostante alcuni dubbi sull’utilizzo a breve termine di Google+, chi vuole comunicare in modo professionale dovrebbe utilizzare Google+ – se non altro per approfittare del rilievo che Google sta dando a Google+ in molti risultati della ricerca di Google. Attualmente Google+ impatta principalmente i risultati della ricerca in inglese su Google.com. Coloro che si trovano fuori dagli Stati Uniti sono nella posizione privilegiata di poter vedere il futuro già adesso e hanno quindi la facoltà di agire di conseguenza, prima che il futuro arrivi! Quando si prende in considerazione la visibilità nella ricerca Google, la misura in cui qualcuno utilizza o meno Google+ rappresenta un aspetto secondario.

Nel parlare con una sezione trasversale dei professionisti di marketing in Europa, è emerso che costoro sono consapevoli di Google+ in generale, ma non sono ancora convinti che ci sia un valore aggiunto offerto da Google+ per il loro mix attuale dei mezzi di comunicazione. Gli strumenti di gestione per Google+ possono mancare, ma, allo stesso tempo, è davvero così difficile incollare un aggiornamento di Facebook in Google+? Sì, è vero che Google+ è un’altra piattaforma per i social media che si deve necessariamente imparare a padroneggiare e ci sarà la necessità di rispondere ai commenti che vi vengono lasciati. Eppure gli eventuali costi aggiuntivi devono essere minimi rispetto al valore dato dalla visibilità aggiuntiva nelle ricerche fatte su Google.

Non sei convinto? Fatti mostrare i dati da Google+

Non sei ancora convinto che valga la pena ricorrere a Google+? Il coinvolgimento degli utenti all’interno di Google+ è facile da misurare. Ogni post sui social media (vale a dire Facebook, twitter, Google+, etc) contiene almeno tre possibilità di coinvolgimento: un utente può appoggiare (+1, mi piace, preferito), commentare e/o condividere (inoltrare) un post. Google mette in evidenza le statistiche di coinvolgimento su ogni post presso Google+ (manca tuttavia una visualizzazione di un elenco di tutti i post con le loro statistiche e un sommario), dati che sono disponibili anche su Facebook. Le ondulazioni ripples, una caratteristica unica di Google+, permette una visualizzazione della portata (reach) reale di qualsiasi post Google+ che sia stato condiviso pubblicamente. Se un messaggio contiene un link, i clic possono essere monitorati utilizzando un accorciatore degli URL – un quarto punto di coinvolgimento. Il traffico verso un sito aziendale può essere misurato impiegando un tradizionale sistema di web analytics, come ad esempio le Google Analytics dello stesso Google. Naturalmente non tutti gli utenti dei social media sono partecipanti attivi – ci sarà sempre anche una percentuale significativa di lurkers (coloro che stanno a guardare senza interagire) che vedono i nostri post, ma non sono tracciati.

La storia sociale di Google non è ben compresa

Un problema che Google può avere è che le persone non prendano sufficientemente sul serio le aspirazioni sociali che Google ha. Sembra che pochi sappiano che Google ha inventato uno dei primi social network generalisti, Orkut, nel lontano 2004, tre anni prima del lancio di Facebook. Ad una recente presentazione di un practice leader di un gruppo di consulenza importante, Orkut è stato descritto come un’acquisizione fatta da Google – Google deve chiaramente fare un po’ di formazione…. Il vero problema è che fino allo scorso anno l’aspetto sociale non rappresentava una priorità per i dirigenti Google – e come tutti noi sappiamo, senza il sostengo da parte dei dirigenti, un progetto, comunque meritorio, è di solito destinato a languire. Internamente, Google ha legato i bonus all’andamento in campo sociale. Esternamente, beh, c’è un annuncio per questo!

Questo articolo è stato pubblicato anche su MarketingLand, sito di rifermento in lingua inglese per il marketing online.

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A proposito di Sean Carlos

Sean Carlos aiuta le aziende nell'ottimizzare i loro risultati di business online. La sua carriera spazia dalla gestione di campagne di telemarketing e direct mailing presso un'organizzazione con più di 10.000 soci ad una significativa esperienza a livello mondiale maturata presso la Hewlett-Packard. Nei primi anni 90 Sean ha sviluppato un applicativo enterprise search, comprensivo di tutte le fasi, dall'indicizzazione alla ricerca dei testi, per il Los Angeles County Museum of Art. Dal 2000 al 2004 Sean è stato IT Manager del sito immobiliare CasaClick.it, parte del gruppo Pirelli. Sean è un docente ufficiale della Digital Analytics Association. È Chairman dello SMX Search and Social Media Conference, 13 & 14 novembre p.v. a Milano. Collabora inoltre con l'Università Bocconi. Nato a Providence, RI, USA, Sean Carlos si è laureato in Fisica. Parla inglese, italiano e tedesco.

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