Google Zeitgeist ha un fratello, Google Trends (tendenze)

Google Zeitgeist ha un fratello, Google Trends (tendenze)

I Laboratori Google hanno rilasciato un nuovo strumento di ricerca, Google Trends (Tendenze). Google Trends fornisce le percentuali di ricerca nel tempo (dal 2004 in avanti) per un insieme di parole chiave e di frasi di parole chiave indicate dall’utente. Google Trends è il fratello di Google Zeitgeist, che fornisce una fotografia istantanea delle principali tendenze nella ricerca per parole chiave in Google.

In alcuni casi, le notizie sono correlate alle ricerche e permettono di intuire gli eventi che hanno innescato i picchi nelle ricerche impostate dagli utenti. Fate una prova – una ricerca su valentino rossi, ferrari per vedere come Google Trends funziona. Se i dati sono precisi, l’Italia occupa il secondo posto dopo la Gran Bretagna per la ricerca sul Viagra!

Anche se le possibilità sono molto interessanti, un avviso molto chiaro fa notare:

It is based upon just a portion of our searches, and several approximations are used when computing your results. Please keep this in mind when using it.

Quanto è preciso e affidabile Google Trends?

Google sfortunatamente offre talvolta ottimi strumenti il cui pieno potenziale risulta menomato dalla riluttanza di condividere appieno quello che Google realmente conosce. Si tratta di un paradosso nella diffusione di conoscenza da parte di Google.

Creazione di false aspettative: il conflitto irrisolto di Google nella condivisione della conoscenza

Google vuole catalogare le informazioni del mondo. Come gli archivisti tradizionali, i bibliotecari, Google vuole aiutarci a trovare le informazioni che cerchiamo. Google ci illustra la composizione del catalogo, i vari modi per consultarlo (titolo, autore, soggetto – vi ricordate?). Fin qui, tutto a posto. Ma Google ha un grande timore: ha paura che la gente malintenzionata provi a manomettere il catalogo. Così il bibliotecario Google, che ci insegna rispettosamente come il catalogo è aggiornato, come possiamo aiutarlo a fare in modo che i nostri siti web siano compatibili con i motori di ricerca, viene a trovarsi in conflitto con il Google che vuole tenere tutto nascosto nell’«area delle raccolte speciali». È purtroppo un problema difficilmente risolvibile senza una precisa presa di posizione di Google stessa.

Consideriamo alcuni esempi, iniziamo con lo strumento che serve per vedere quali sono i al nostro sito, link:www.miosito.it. Quando un’azienda della statura di Google decide che non può più fornire risultati precisi perché i risultati sono soggetti ad un uso improprio, si trova di fronte a tre scelte:

  • Ritirare lo strumento
  • Menomarlo, documentando il fatto
  • Menomarlo.

Sembra che Google abbia scelto la terza opzione. Purtroppo, menomare lo strumento non è solo inutile, ma anche piuttosto ingannevole, e ciò causa un disservizio sia agli utenti di Google sia a Google stesso.

Questa stessa mancanza di trasparenza ha un impatto anche su altre iniziative di Google come il programma sitemaps, per altri aspetti eccellente. Il famoso Google appare in mezzo alle statistiche, distribuzione PageRank per le pagine del sito. Sfortunatamente, sembra che nessuno sappia quanto spesso e se viene aggiornato.

In Febbraio 2006, il gruppo ha annunciato l’inclusione delle statistiche sulle parole chiave comuni. Quello che non ha detto però è che queste informazioni sono disponibili solo per alcuni siti, presumibilmente quelli più visitati. Ci sono state note molto vaghe del tipo «come troviamo maggiori informazioni sul tuo sito web» che infondono la falsa speranza che si tratti solo di avere un po’ di pazienza. Anche se non ci sono dubbi che Google abbia la necessità di limitare i campi in cui le risorse di calcolo vengono impiegate, ha comunque creato false aspettative grazie a una comunicazione troppo sibillina. Occorre, secondo noi, più trasparenza.

Google Suggest (Google Suggerisce), ora integrato nella versione inglese della barra degli strumenti per il browser Firefox, dimostra una certa freschezza dal momento che fornisce, in tempo reale, suggerimenti per la ricerca. Anche se è comprensibile che Google abbia bisogno di immagazzinare via cache le richieste, sembra che i dati non siano stati aggiornati da più di 6 mesi (verifica effettuata per parole di ricerca italiane – e forse è proprio questo il problema). potrebbe essere uno strumento eccellente, ma ci piacerebbe sapere quanto sono datate le informazioni rese disponibili sulle ricerche. Vorremmo anche vedere una versione in altre lingue – per ora, ci si limita all’inglese.

Ritornando allo strumento Google Trends, numerose ricerche molto interessanti vengono alla mente; rimane da vedere quanto valido sia lo strumento per la ricerca di parole chiave per il SEO. I dati vengono «aggiustati» per settori specifici? Nazioni specifiche? Google Trends subirà ulteriori «aggiustamenti»?

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A proposito di Sean Carlos

Sean Carlos aiuta le aziende nell'ottimizzare i loro risultati di business online. La sua carriera spazia dalla gestione di campagne di telemarketing e direct mailing presso un'organizzazione con più di 10.000 soci ad una significativa esperienza a livello mondiale maturata presso la Hewlett-Packard. Nei primi anni 90 Sean ha sviluppato un applicativo enterprise search, comprensivo di tutte le fasi, dall'indicizzazione alla ricerca dei testi, per il Los Angeles County Museum of Art. Dal 2000 al 2004 Sean è stato IT Manager del sito immobiliare CasaClick.it, parte del gruppo Pirelli. Sean è un docente ufficiale della Digital Analytics Association. È Chairman dello SMX Search and Social Media Conference, 13 & 14 novembre p.v. a Milano. Collabora inoltre con l'Università Bocconi. Nato a Providence, RI, USA, Sean Carlos si è laureato in Fisica. Parla inglese, italiano e tedesco.

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