Parole Chiave Archives - Antezeta Digital Marketing

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I suggerimenti di completamento automatico per la ricerca in Google censurati dal Tribunale di Milano

Il Tribunale di Milano ha respinto il ricorso di un ordinanza del 21/25 gennaio che ha ingiunto a Google di eliminare i suggerimenti automatici per completare le parole di ricerca che associavano due parole chiave diffamatorie, truffa e truffatore, ad una persona che opera nel settore finanziario. Mentre Google esegue alcune censure preventive sulla base di norme locali di natura sociale e giuridica, questa è almeno la seconda volta che un tribunale europeo ha disposto la censura di frasi relative ai truffatori.

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Quello che Google sa su Google e su alcune altre cose

C’è un meraviglioso detto che circola nelle grandi aziende, in particolare quando si parla di iniziative sulla gestione della conoscenza (Knowledge Management – KM), “solo se sapessimo quello che sappiamo“. È improbabile che Google sia esente da questo problema, ma la loro cultura basata sui dati ha lanciato vari cruscotti d’informazione che mirle richieste dei governiano a superare questo problema, facilitando la comunicazione interna ed esterna dei dati, dagli stati di servizio dei servizi Google fino alle statistiche internet.

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Google Instant: cosa cambia? Poco – e alcune considerazioni di SEO sull’ABC delle ricerche Google in italiano

Ora che su Google Instant sono stati versati fiumi d’inchiostro, spesso senza tanta cognizione di causa, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su quel che comporta questa novità per le aziende e le organizzazioni.

Google Instant è un cambiamento di interfaccia

Prima di tutto, è importante capire cos’è Google Instant e anche cosa non è. Google Instant è una nuova interfaccia utente, che modifica il modo in cui Google presenta i risultati di ricerca.

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Google Autocomplete, già Google Suggest, precursore di Google Instant

Con tutto il rumore sul rilascio di Google Instant, è facile trascurare il fatto che Google istante non sia proprio nuovo. Nel 2004 i laboratori di Google, i Google Labs, hanno lanciato un nuovo strumento chiamato Google Suggest ossia Suggerimenti di Google. Google Suggest ha fornito un elenco di parole chiave potenziali per la ricerca in base ai tasti appena digitati da un utente. Inizialmente Google Suggest visualizzava anche il numero stimato di risultati per una determinata frase di parole chiave. Google Suggest è stato sviluppato dall’ingegnere Google Kevin Gibbs durante la famosa iniziativa promossa da Google sul 20% del tempo (gli ingegneri possono dedicare il 20% del loro tempo a un proprio progetto, senza necessitare del benestare del capo, o almeno funziona così sulla carta).

Google Suggest

Google Suggest in azione. Da notare le stime dei risultati, non più disponibili.

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Google Trends per i siti web, ora con meno dati

Chi non è innamorato degli strumenti di web marketing forniti da Google per analizzare i dati sui concorrenti? Di tutte le fonti pubbliche per le statistiche web, Google è potenzialmente la più accurata. Perché? Nessun altro dispone della quantità né dell’ampiezza di dati web che possiede Google. Né comScoreNielsen. Né Hitwise, quantcast, competeAlexa. Dimenticate i loro comunicati stampa, anche se imponenti. Essi, semplicemente, non raccolgono una quantità e qualità di dati neppure paragonabili a quelle raccolte da Google. Da considerare che:

  • Google tiene traccia di molti siti direttamente mediante le Google Analytics;
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Semplici risultati di ricerca in Google diventano Rich Snippets

Per anni i risultati di ricerca visualizzati su un motore di ricerca sono stati limitati a 3° parti di informazioni: un titolo, una sintesi e un URL. Osservatori attenti ai risultati di una ricerca su Google potrebbero aver notato la comparsa di ulteriori informazioni, e cioè quel che Google definisce rich snippets (astratti arricchiti), in alcuni risultati negli ultimi mesi. Alcuni risultati contengono infatti voti di recensioni, come nel caso in cui un iPod ha ricevuto 5 stelle in 81 recensioni:

Recensione Apple iPod in Google
Figura 1: Recensione Apple iPod in Google

Questa ricerca per informazioni sul concerto degli U2 fornisce i dettagli sulle date del loro tour:

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Strumenti SEO di Yahoo: Cosa è in pericolo con l’accordo Microsoft & Come evitare sorprese

Quando Yahoo e Microsoft hanno annunciato la loro Search Alliance nel luglio 2009, erano disponibili solo i dettagli ad alto livello dell’accordo:

  • Microsoft è responsabile per lo sviluppo e la gestione della tecnologia per i risultati del motore di ricerca (bing) per entrambi;
  • Microsoft è responsabile per la piattaforma di pubblicità per i motori di ricerca e la rete dei contenuti (adCenter);
  • Microsoft gestirà il rapporto con inserzionisti fai-da-te;
  • Yahoo gestirà i rapporti con i grandi clienti;
  • Yahoo fornirà una propria interfaccia utente sui risultati Bing che appariranno sui siti Yahoo.
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Bing – le caratteristiche e i consigli SEO

Alla fine di maggio Microsoft ha annunciato il suo nuovo motore di ricerca, Bing. Microsoft ha giustificato molte delle nuove funzionalità di Bing evidenziando che il 50% delle queries di ricerca o vengono abbandonate o raffinate – spesso gli utenti non ricevono la risposta giusta al primo tentativo – citando studi provenienti da Jakob Nielsen, Enquiro e loro interni. Microsoft ha anche indicato che gli utenti dei motori di ricerca si concentrano sempre di più sui compiti e sulle decisioni – di conseguenza le sessioni coi motori di ricerca diventano sempre più lunghe mentre gli utenti proseguono il loro processo decisionale.

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Perché la SEO e l’usabilità si assomigliano come due gocce d’acqua

Un’esperienza utente positiva è fondamentale per il successo di un sito web:

Su Internet, vige la regola della sopravvivenza di ciò che è più semplice: se i clienti non riescono a trovare un prodotto, essi non saranno neppure in grado di comprarlo. Se invece si consente agli utenti di fare una buona esperienza con la loro ricerca, essi diventeranno molto probabilmente clienti frequenti e fedeli. Ma il web offre anche costi bassi per cambiare i fornitori … I visitatori rimarranno solo se un sito è estremamente facile da usare.” – Parole del Guru dell’usabilità, Jakob Nielsen1

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7 fonti di informazione sui link dei concorrenti e considerazioni per la ricerca di link a scopo SEO

Può sembrare un cliché, ma un sito web non è un’isola. Qualsiasi sito di merito avrà accumulato più di un link in ingresso e certamente contiene link in uscita verso altre risorse sul web. Infatti, si può facilmente dire che senza link capaci di interconnettere i siti web, non potrebbe esistere il web globale.

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I risultati di una ricerca Google in formato AJAX, il monitoraggio nelle Google Analytics e, ahimè, uno sfogo sulle API Google

Come molti lettori forse già sanno, Google sta sperimentando da diversi mesi l’utilizzo di Ajax (JavaScript) per produrre i risultati di una ricerca. Un problema che è emerso con le prime prove è stato quello di una mancata fornitura delle informazioni di provenienza (referrer) quando un utente fa clic su uno dei risultati della ricerca, “rompendo” la storica capacità dei sistemi delle Web Analytics di monitorare il traffico delle ricerche fatte su Google. Ricordiamoci che Google dispone di più servizi su ciascun dominio dai quali è possibile inviare traffico ad un sito web, come Google Reader e la Directory Google.

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Sto pensando a un corso SEO. Potreste darmi qualche consiglio?

Questa domanda mi è arrivata in chat. E devo ammetterlo, sono spesso proprio i messaggi istantanei a rappresentare una valida fonte di ispirazione per i post. Prima di rispondere, una piccola avvertenza è d’obbligo: sono docente di un corso SEO, quindi non è detto che io sia del tutto imparziale su questo tema. Caveat emptor:-).

A chi serve il corso SEO e quali sono le sue esigenze?

Non manca un’ampia scelta di corsi SEO sul mercato italiano. Nel decidere quale sarà la formazione migliore per te, conviene prima capire le tue esigenze di alunno.

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La SEO e le ragazze della Girl Geek Dinner meneghina

Venerdì sera si è svolta la settima edizione della Girl Geek Dinner meneghina presso il CoWo di Milano. Il tema della serata è stata l’ottimizzazione e il marketing dell’identità digitale sui motori di ricerca e la gestione del brand di una Girl Geek.

Sara Borghi, SEO Junior per MOCA Interactive di Treviso, ha cominciato, introducendo i motori di ricerca e i concetti di base, come gli spider e il processo di indicizzazione. Sara ha un futuro molto promettente davanti a se: ce ne sono pochi, anche nel mondo anglosassone, che sanno spiegare cosa significa la sigla SEM (spesso viene confuso con la keyword advertising ossia PPC)!

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Offerte di AdWords per il marchio di un concorrente: ne vale la pena?

In alcuni paesi, un inserzionista di Google AdWords può far apparire un suo annuncio quando una ricerca viene fatta su di un marchio registrato, anche se egli non è il proprietario del marchio. L’annuncio in sé non può contenere il marchio; il marchio viene specificato solo nelle parole chiave “dietro le quinte” per far uscire l’annuncio durante una ricerca (o su una pagina che impiega Google AdSense, ecc).

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Le pagine viste importano poco nella monetizzazione di un sito web

Il titolo è un po’ provocatorio, ma il tema è importante per tutte quelle aziende che vogliono assicurarsi che il loro sito web rappresenti una fonte di guadagno e non di costo. Il numero di pagine viste è spesso poco indicativo come misurazione di quanto si riesca a monetizzare un sito. Oggi è il contenuto specifico di una pagina che risulta invece più significativo in tal senso. In seguito ne vedremo il perché.

In questo articolo ci limiteremo a considerazioni sulla pubblicità come strumento di monetizzazione.

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