Motori di Ricerca Archives - Antezeta Digital Marketing

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Migliorare il riconoscimento dei motori di ricerca nelle Universal Analytics di Google

Logo Google AnalyticsI social media possono essere di gran moda, ma i motori di ricerca sono senza dubbio ancora tra i modi migliori per attirare i visitatori altamente qualificati ad un sito web, i visitatori che esplicitamente cercano ciò che abbiamo da offrire.

Per le organizzazioni che utilizzano le Universal Analytics di Google, Analytics riconosce in automatico il traffico di ricerca organico in base al merito™ di oltre 40 principali motori di ricerca internazionali e regionali, tra cui Google, Bing, Yandex, Baidu e Naver. Visite dai motori di ricerca riconosciuti dalle Google Analytics vengono visualizzati nel report Traffico di ricerca organico (Rapporti standard → Sorgenti di Traffico → Sorgenti → Ricerca → Risultati organici).

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Elenco dei motori di ricerca predefiniti nelle Google Analytics

La seguente tabella elenca i motori di ricerca riconosciuti dalle Google Analytics e dalle Universal Analytics. Essa rappresenta diverse eliminazioni (ad esempio Altavista, Alltheweb) e aggiunte (ad esempio 360.cn, avg, babylon, Comcast), rispetto a ciò che è attualmente documentato (anche se alcuni vengono menzionati in un registro delle modifiche se si è al corrente di cercare anche lì). L’elenco è frutto di un’analisi del codice di monitoraggio delle Google Analytics (GATC) ga.js.

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Quello che Google sa su Google e su alcune altre cose

C’è un meraviglioso detto che circola nelle grandi aziende, in particolare quando si parla di iniziative sulla gestione della conoscenza (Knowledge Management – KM), “solo se sapessimo quello che sappiamo“. È improbabile che Google sia esente da questo problema, ma la loro cultura basata sui dati ha lanciato vari cruscotti d’informazione che mirle richieste dei governiano a superare questo problema, facilitando la comunicazione interna ed esterna dei dati, dagli stati di servizio dei servizi Google fino alle statistiche internet.

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Caro Google, grazie per Anteprima istantanea: ora ci vuole il riconoscimento della meta tag “nopreview”

I motori di ricerca offrono ai proprietari di siti web una vasta gamma di opzioni per specificare esattamente quali contenuti (pagine) di un sito web possono essere indicizzati e in che modo i contenuti possono essere presentati nei risultati di una ricerca in un motore di ricerca. Che sia così è solo giusto, in quanto è il proprietario del sito a creare i contenuti. Al di là della miriade di opzioni esistenti, i webmaster che si concentrano sulla visibilità in Google hanno ora un ulteriore problema da considerare relativo alla presentazione di un risultato di ricerca: consentire a Google di presentare un’anteprima immediata o meno. Purtroppo Google ha reso la scelta di rinunciare alla anteprime di una pagina più difficile di quanto dovrebbe essere, ma prima di tornare a questo punto, una breve rassegna delle attuali opzioni per controllare la presentazione dei risultati di una ricerca è doverosa.

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Testo come immagini: problema SEO ormai superato con @font-face

Le prime pagine web che sono apparse nel lontano 1992 rispecchiavano fortemente il mondo della loro provenienza e cioè quello accademico caratterizzato dalla produzione scritta che privilegia le informazioni testuali all’aspetto visuale.

Pagine web nel 1992
Figura 1: Pagine web nel 1992

Quando i grafici sono arrivati nel web, si è tentato di porre rimedio alla nuova situazione, ma è intercorso un po’ di tempo prima che alcuni cominciassero a capire che si trattava di una bestia difficile da domare.

Il web non è la carta stampata

Purtroppo per i grafici amanti di Photoshop e abituati alla carta stampata, il web non è la stampa. Durante la transizione a Internet, i grafici affrontano una serie di problemi comuni:

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Google Instant: cosa cambia? Poco – e alcune considerazioni di SEO sull’ABC delle ricerche Google in italiano

Ora che su Google Instant sono stati versati fiumi d’inchiostro, spesso senza tanta cognizione di causa, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su quel che comporta questa novità per le aziende e le organizzazioni.

Google Instant è un cambiamento di interfaccia

Prima di tutto, è importante capire cos’è Google Instant e anche cosa non è. Google Instant è una nuova interfaccia utente, che modifica il modo in cui Google presenta i risultati di ricerca.

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Semplici risultati di ricerca in Google diventano Rich Snippets

Per anni i risultati di ricerca visualizzati su un motore di ricerca sono stati limitati a 3° parti di informazioni: un titolo, una sintesi e un URL. Osservatori attenti ai risultati di una ricerca su Google potrebbero aver notato la comparsa di ulteriori informazioni, e cioè quel che Google definisce rich snippets (astratti arricchiti), in alcuni risultati negli ultimi mesi. Alcuni risultati contengono infatti voti di recensioni, come nel caso in cui un iPod ha ricevuto 5 stelle in 81 recensioni:

Recensione Apple iPod in Google
Figura 1: Recensione Apple iPod in Google

Questa ricerca per informazioni sul concerto degli U2 fornisce i dettagli sulle date del loro tour:

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Ma questo Twitter è davvero uno strumento di marketing o soltanto molto rumore per nulla?

Logo TwitterTwitter è uno strumento internet che consente l’invio di messaggi brevi, come gli SMS, a più destinatari. A differenza dell’email marketing, i destinatari devono scegliere di ricevere i messaggi. Grazie ad una tecnica di inoltro, un destinatario può, a sua volta, inoltrare un messaggio ricevuto ai suoi seguaci, innescando così una diffusione virale. Grazie alla sua apparente semplicità e flessibilità twitter ha conseguito un successo indiscusso a livello internazionale. A prima vista la complicazione più evidente è che twitter possiede un linguaggio tutto suo. I destinatari vengono chiamati followers (seguaci), i messaggi tweets e l’inoltro di un messaggio retweet.

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Torna il motore di ricerca Teoma. Ma importa a qualcuno?

Se è da anni che utilizzi il web, ricorderai forse i gloriosi motori di ricerca del passato come AltaVista di DEC. Eclissato da Google, AltaVista esiste tuttora come banco di prova per la tecnologia Yahoo!, anche se per poco, fin quando l’accordo Bing-Yahoo! verrà pienamente attuato. Professionisti di search engine marketing (SEM) di vecchia data probabilmente conoscono anche AlltheWeb di Fast technology ed A9 di Amazon. Uno dei miei preferiti è stato Teoma.

Teoma nel lontano 2001

Teoma nel 2001
Figura 1: Teoma nel 2001

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Strumenti SEO di Yahoo: Cosa è in pericolo con l’accordo Microsoft & Come evitare sorprese

Quando Yahoo e Microsoft hanno annunciato la loro Search Alliance nel luglio 2009, erano disponibili solo i dettagli ad alto livello dell’accordo:

  • Microsoft è responsabile per lo sviluppo e la gestione della tecnologia per i risultati del motore di ricerca (bing) per entrambi;
  • Microsoft è responsabile per la piattaforma di pubblicità per i motori di ricerca e la rete dei contenuti (adCenter);
  • Microsoft gestirà il rapporto con inserzionisti fai-da-te;
  • Yahoo gestirà i rapporti con i grandi clienti;
  • Yahoo fornirà una propria interfaccia utente sui risultati Bing che appariranno sui siti Yahoo.
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Strategie di domini e URL per siti plurilingua & internazionali

Un problema che i motori di ricerca devono affrontare, quando eseguono l’indicizzazione e la classificazione dei contenuti di un sito web, è quello di identificare il mercato geografico e linguistico al quale si rivolge una determinata pagina web. Il World Wide Web è, infatti, mondiale e la questione è particolarmente complessa, soprattutto per i siti Web in lingua che hanno un’ampia portata geografica come l’inglese e lo spagnolo.

Fortunatamente per i proprietari dei siti, ci sono indizi che i motori di ricerca possono utilizzare per abbinare i contenuti dei siti web con l’ubicazione dell’utente che fa la ricerca.

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… E poi rimarranno in due: L’accordo Microsoft – Yahoo! per la ricerca al convegno SMX West 2010

Con l’approvazione da parte delle autorità di regolamentazione dell’UE dell’accordo Microsoft-Yahoo per la collaborazione sui motori di ricerca, i professionisti di search marketing si troveranno a lavorare presto in un nuovo contesto. Nell’Europa occidentale, dove Google domina su circa il 90% del mercato, c’è la tentazione di reagire all’accordo con un grande sbadiglio. Eppure, Yahoo! spesso ha un impatto maggiore sul nostro search marketing di quanto si possa riconoscere.

Per molti, Yahoo, tramite il suo Site Explorer e Yahoo Search Boss / Site Explorer API, costituisce una fonte primaria di dati competitivi sui backlink. E chi di noi non effettua di tanto in tanto qualche ricerca su Yahoo per verificare se i risultati in Google siano davvero buoni?

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Le Yahoo Web Analytics (ex IndexTools) presto nella terra di nessuno?

Quando, a luglio scorso, Yahoo ha annunciato la sua uscita effettiva dal business dei motori di ricerca, i punti principali sembravano chiari:

  • Microsoft fornirà lo sviluppo tecnologico e la gestione dei risultati per il motore di ricerca
  • Microsoft fornirà la piattaforma che gestirà i piccoli annunci per la ricerca e la rete dei contenuti
  • Microsoft gestirà il rapporto commerciale con gli inserzionisti tranne i grandi clienti
  • Yahoo fornirà l’interfaccia utente sovrapposta ai dati provenienti da Bing (Microsoft) per gli utenti Yahoo!.
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Stampa italiana a Google: sei ingiusta (e siamo confusi)

La settimana scorsa l’autorità antitrust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha condotto un controllo della sede italiana di Google e ha annunciato di avviare un’indagine su eventuali abusi di Google esercitati dalla sua posizione dominante nel mercato italiano dei motori di ricerca. Il caso è stato montato da una segnalazione presentata dalla Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG). La FIEG rappresenta gli editori di giornali e riviste, nonché le agenzie di stampa.

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Bing – le caratteristiche e i consigli SEO

Alla fine di maggio Microsoft ha annunciato il suo nuovo motore di ricerca, Bing. Microsoft ha giustificato molte delle nuove funzionalità di Bing evidenziando che il 50% delle queries di ricerca o vengono abbandonate o raffinate – spesso gli utenti non ricevono la risposta giusta al primo tentativo – citando studi provenienti da Jakob Nielsen, Enquiro e loro interni. Microsoft ha anche indicato che gli utenti dei motori di ricerca si concentrano sempre di più sui compiti e sulle decisioni – di conseguenza le sessioni coi motori di ricerca diventano sempre più lunghe mentre gli utenti proseguono il loro processo decisionale.

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