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I risultati della ricerca Google contengono alcuni aggiornamenti degli utenti Facebook fuoriusciti dal giardino recintato
Facebook ha meritato la sua reputazione di giardino recintato, nello stile AOL, mantenendo nascosta la maggior parte dei contenuti generati all’interno di Facebook dietro una richiesta di login. Una schermata di login non solo impedisce agli utenti generali di Internet di visualizzare i contenuti di Facebook senza che essi si siano preventivamente autenticati, ma impedisce anche l’indicizzazione da parte dei motori di ricerca. Attualmente Google è in grado di indicizzare:
- una visione limitata dei profili degli utenti di Facebook
- Pagine “fan”, tra cui i messaggi degli utenti
Riconoscimento da parte dei motori di ricerca degli attributi link rel=”" – il bigliettino
I lettori con un’infarinatura delle regole d’arte della SEO sono probabilmente a conoscenza dell’attributo rel=”nofollow” per i link, il quale dice in sostanza ai motori di ricerca che il proprietario del sito non garantisce la bontà di un link in uscita e che, con tutta probabilità, quel link è stato aggiunto da un visitatore al sito. Forse anche il rel=”canonical”, utilizzato per fornire ai motori di ricerca l’URL del documento definitivo nel caso dei contenuti raggiungibili tramite più URL, risulta vagamente familiare. Ma che dire di rel=”author”, utilizzato da Google per l’attribuzione dell’autore o rel=”next” per l’impaginazione?
Le reti sociali e la visibilità nei motori di ricerca: un motivo in più per partecipare
Per le aziende è importante trovarsi sulle stesse piazze dove si trovano anche i propri clienti e i clienti potenziali. In rete, le piazze sono indiscutibilmente le reti sociali come Facebook, Twitter, friendfeed, Google+e, particolarmente per la vendita ad altre aziende, LinkedIn. Ma prima che un’azienda decida di dedicare del tempo e delle persone a presiedere le reti sociali come si deve, ci sono tutta una serie di vantaggi e svantaggi da valutare.
Microsoft / Yahoo Search Alliance: è l’ora di prestare più attenzione agli Strumenti per i webmaster Bing
Giunti alla sua terza iterazione significativa, gli Strumenti per i Webmaster Bing meritano uno sguardo più attento alla luce della transizione continua da Yahoo alla tecnologia Bing per la ricerca come previsto dall’accordo Microsoft / Yahoo Search Alliance. Durante la pausa estiva nell’emisfero nord, entrambi Bing ed Yahoo hanno emesso una serie di annunci importanti riguardanti l’alleanza. Il 22 luglio Yahoo ha dichiarato che ulteriori 6 paesi vengono adesso alimentati da Bing per i risultati organici di ricerca; il 4 agosto Yahoo ha aggiunto a questa lista altri 6 paesi, portando il totale a 17. Il 16 agosto Bing ha reso nota l’integrazione dei dati sul traffico di ricerca presso Yahoo in Bing Webmaster Tools.

Figura 1: Il logo Yahoo è apparso negli Strumenti per i Webmaster Bing per segnalare che i dati sono di entrambi.
Disturbo di mancanza di attenzione all’Internet di Microsoft (IADD)
Microsoft può lamentarsi della dominanza di Google su Internet, eppure è proprio Microsoft a soffrire notoriamente di IADD, cioè del disturbo di mancanza di attenzione all’Internet.
Microsoft ha una lunga storia nell’aver lanciato prodotti e servizi Internet, per poi abbandonarli. Il rivale Google ha anche eliminato molti prodotti, come i notebook e wave, ma questi erano probabilmente secondari per la missione di Google di rendere l’informazione mondiale accessibile (e convincere qualcuno a pagare per questo), né vi sono stati casi in cui Google abbia eliminato un prodotto in una categoria in cui Microsoft aveva un’offerta più forte.
È ufficiale, l’Italia è entrata nella crème delle nazioni dell’ecommerce
Google ha finalmente lanciato la ricerca di Google Shopping in Italia, più di 8 anni dopo il lancio di Froogle, nome originale di Google Shopping (chiamato Google Product Search negli Stati Uniti). Google Shopping è disponibile nel Regno Unito e in Germania dal 2004.
Figura 1. Home page della ricerca di Google Shopping in Italia Le aziende che desiderano includere i loro prodotti nella ricerca di Google Products devono caricare i propri dati utilizzando il Merchant Center di Google, precedentemente noto come Google Base.
Semplici risultati di ricerca in Google diventano Rich Snippets
Per anni i risultati di ricerca visualizzati su un motore di ricerca sono stati limitati a 3° parti di informazioni: un titolo, una sintesi e un URL. Osservatori attenti ai risultati di una ricerca su Google potrebbero aver notato la comparsa di ulteriori informazioni, e cioè quel che Google definisce rich snippets (astratti arricchiti), in alcuni risultati negli ultimi mesi. Alcuni risultati contengono infatti voti di recensioni, come nel caso in cui un iPod ha ricevuto 5 stelle in 81 recensioni:

Figura 1: Recensione Apple iPod in Google
Questa ricerca per informazioni sul concerto degli U2 fornisce i dettagli sulle date del loro tour:
Strumenti SEO di Yahoo: Cosa è in pericolo con l’accordo Microsoft & Come evitare sorprese
Quando Yahoo e Microsoft hanno annunciato la loro Search Alliance nel luglio 2009, erano disponibili solo i dettagli ad alto livello dell’accordo:
- Microsoft è responsabile per lo sviluppo e la gestione della tecnologia per i risultati del motore di ricerca (bing) per entrambi;
- Microsoft è responsabile per la piattaforma di pubblicità per i motori di ricerca e la rete dei contenuti (adCenter);
- Microsoft gestirà il rapporto con inserzionisti fai-da-te;
- Yahoo gestirà i rapporti con i grandi clienti;
- Yahoo fornirà una propria interfaccia utente sui risultati Bing che appariranno sui siti Yahoo.
Strategie di domini e URL per siti plurilingua & internazionali
Un problema che i motori di ricerca devono affrontare, quando eseguono l’indicizzazione e la classificazione dei contenuti di un sito web, è quello di identificare il mercato geografico e linguistico al quale si rivolge una determinata pagina web. Il World Wide Web è, infatti, mondiale e la questione è particolarmente complessa, soprattutto per i siti Web in lingua che hanno un’ampia portata geografica come l’inglese e lo spagnolo.
Fortunatamente per i proprietari dei siti, ci sono indizi che i motori di ricerca possono utilizzare per abbinare i contenuti dei siti web con l’ubicazione dell’utente che fa la ricerca.
… E poi rimarranno in due: L’accordo Microsoft – Yahoo! per la ricerca al convegno SMX West 2010
Con l’approvazione da parte delle autorità di regolamentazione dell’UE dell’accordo Microsoft-Yahoo per la collaborazione sui motori di ricerca, i professionisti di search marketing si troveranno a lavorare presto in un nuovo contesto. Nell’Europa occidentale, dove Google domina su circa il 90% del mercato, c’è la tentazione di reagire all’accordo con un grande sbadiglio. Eppure, Yahoo! spesso ha un impatto maggiore sul nostro search marketing di quanto si possa riconoscere.
Per molti, Yahoo, tramite il suo Site Explorer e Yahoo Search Boss / Site Explorer API, costituisce una fonte primaria di dati competitivi sui backlink. E chi di noi non effettua di tanto in tanto qualche ricerca su Yahoo per verificare se i risultati in Google siano davvero buoni?
Le Yahoo Web Analytics (ex IndexTools) presto nella terra di nessuno?
Quando, a luglio scorso, Yahoo ha annunciato la sua uscita effettiva dal business dei motori di ricerca, i punti principali sembravano chiari:
- Microsoft fornirà lo sviluppo tecnologico e la gestione dei risultati per il motore di ricerca
- Microsoft fornirà la piattaforma che gestirà i piccoli annunci per la ricerca e la rete dei contenuti
- Microsoft gestirà il rapporto commerciale con gli inserzionisti tranne i grandi clienti
- Yahoo fornirà l’interfaccia utente sovrapposta ai dati provenienti da Bing (Microsoft) per gli utenti Yahoo!.
Bing – le caratteristiche e i consigli SEO
Alla fine di maggio Microsoft ha annunciato il suo nuovo motore di ricerca, Bing. Microsoft ha giustificato molte delle nuove funzionalità di Bing evidenziando che il 50% delle queries di ricerca o vengono abbandonate o raffinate – spesso gli utenti non ricevono la risposta giusta al primo tentativo – citando studi provenienti da Jakob Nielsen, Enquiro e loro interni. Microsoft ha anche indicato che gli utenti dei motori di ricerca si concentrano sempre di più sui compiti e sulle decisioni – di conseguenza le sessioni coi motori di ricerca diventano sempre più lunghe mentre gli utenti proseguono il loro processo decisionale.



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