Il sito web Tizio sta copiando i miei contenuti web. Devo intraprendere un'azione legale?

Come affrontare un sito web che copia le tue pagine e altri contenuti

Facendo una ricerca di verifica nel solito motore di ricerca, compaiono informazioni del tuo sito, ma su un sito di terzi. Cosa fare?

La risposta giusta e le azioni da intraprendere dipendono molto dal caso specifico.

Il sito che rileva e ripropone il tuo contenuto lo fa in un modo da aggiungere valore ai navigatori di Internet, e a te? O lo fa in un modo parassitico?

Google, con i suoi crawler, è probabilmente lo “scraper” (rilevatore di contenuti) più prolifico sul web – ma il modo in cui Google ripropone i contenuti di altri (un titolo, un sommario, l’url del contenuto originario, e un’anteprima nel caso di contenuti multimediali) rientra per quasi tutti nell’ambito di un utilizzo corretto, il cosiddetto “fair use“, e aggiunge valore sia ai navigatori internet sia ai siti originari.

Invece, ci sono siti che si avvalgono dei contenuti di altri senza rispettare il diritto d’autore e senza aggiungere valore all’ecosistema web.

Nel caso che il proprietario di contenuti web non voglia che i contenuti appaiano su un altro sito, ci sono due tipi di attività complementari da intradeprendere.

Tecniche

La prima mossa, che è doverosa, è quella tecnica. Le ragioni sono due:

  1. E’ molto più facile apportare modifiche al proprio sito che modificare il comportamento della gente (mediante lettere di diffida e cause legali);
  2. Un caso legale probabilmente controllerà se il proprietario dei contenuti sia ricorso a pratiche consuete per proteggere i suoi contenuti, cioè opt-out dell’indicizzazione da terzi o alcuni terzi, utilizzando il protocollo robots.txt, anche se questo rimane un punto aperto (rif: il
    caso Google – Copiepresse in Belgio
    )

Si consiglia caldamente che ogni sito abbia un file robots.txt nella cartella principale del sito.

Per i crawler che non prendono atto di robots.txt (i “manigoldi” per intenderci), ci sono modalità per vietare traffico verso un sito in base al nome del crawler (cioè useragent) e/o indirizzo IP di provenienza.

Avviso a colui che preleva contenuto

Qui si tratta di una prima comunicazione di telefonata e/o e-mail, seguita da una lettera raccomandata. Se la via amichevole non porta ai risultati attesi e non risulta possibile una soluzione tecnica, rimane l’opzione di rivolgersi ad un avvocato esperto in diritto d’autore e temi Internet.

Per maggior informazioni su questo tema, consulta il nostro articolo “5 modi per evitare che Google ed altri motori di ricerca indicizzino il vostro sito“.

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A proposito di Sean Carlos

Sean Carlos aiuta le aziende nell'ottimizzare i loro risultati di business online. La sua carriera spazia dalla gestione di campagne di telemarketing e direct mailing presso un'organizzazione con più di 10.000 soci ad una significativa esperienza a livello mondiale maturata presso la Hewlett-Packard. Nei primi anni 90 Sean ha sviluppato un applicativo enterprise search, comprensivo di tutte le fasi, dall'indicizzazione alla ricerca dei testi, per il Los Angeles County Museum of Art. Dal 2000 al 2004 Sean è stato IT Manager del sito immobiliare CasaClick.it, parte del gruppo Pirelli. Sean è un docente ufficiale della Digital Analytics Association. È Chairman dello SMX Search and Social Media Conference, 12 & 13 novembre p.v. a Milano. Collabora inoltre con l'Università Bocconi. Nato a Providence, RI, USA, Sean Carlos si è laureato in Fisica. Parla inglese, italiano e tedesco.

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