Come monitorare il traffico naturale proveniente dal motore di ricerca blekko nelle Google Analytics

Monitorare il motore di ricerca emergente blekko nelle Google Analytics e in altri sistemi delle Web Analytics

Più di un anno è passato da quando il motore di ricerca blekko è stato lanciato, ma gli analisti di web marketing che utilizzano strumenti di misurazione dei media digitali come le Google Analytics non avranno visto traffico attribuito a blekko nei rapporti sul traffico naturale proveniente dal search marketing. Invece, il traffico fornito da blekko apparirà in un rapporto sui siti web di provenienza. È possibile attribuire correttamente il traffico di ricerca mediante blekko con l’attuazione di tecniche di configurazione avanzate per le web analytics. Ma vale davvero la pena di fare tale sforzo aggiuntivo? Certamente ci sono investitori che stanno scommettendo su blekko. A fine settembre scorso, blekko ha ricevuto un ulteriore investimento di 30 milioni di dollari, metà dei quali proviene dal motore di ricerca russo Yandex.

Perché i Sistemi delle Web Analytics non riescono a vedere le Parole chiave di ricerca di blekko?

La difficoltà che molti sistemi delle web analytics incontrano nel riconoscere blekko come motore di ricerca è dovuta al fatto che si è affidato ai motori di ricerca il compito di specificare le parole chiave di ricerca nella richiesta della pagina web di destinazione, utilizzando dei parametri nell’URL del referrer. Purtroppo blekko si discosta da quello che è stato storicamente lo standard de facto per la trasmissione di informazioni sulla query di ricerca. In assenza della configurazione avanzata dello strumento, il traffico proveniente da blekko apparirà in un rapporto sui siti di provenienza invece che in un rapporto sul traffico naturale (non a pagamento) proveniente dai motori di ricerca. Anche se questo scenario è sempre meglio di niente, è pur vero che esso rende difficile l’analisi delle parole chiave. La conoscenza e l’analisi delle parole chiave delle queries di ricerca rappresentano un elemento cruciale del search marketing visto che le parole chiave di ricerca utilizzate dagli utenti esprimono l’intento di costoro quando essi selezionano un sito da una lista di risultati di ricerca.

Nella discussione che segue, le Google Analytics saranno utilizzate per illustrare le soluzioni, ma la stessa logica di trasformazione dei dati può essere applicata anche ad altri strumenti. Le persone inclini alla tecnica sono invitate a continuare nella lettura. Tutti gli altri possono invece passare questo articolo al loro staff tecnico per un’analisi accurata e l’implementazione.

Decostruire ed accomodare il Referrer di una ricerca su blekko

Un tipico URL per traffico proveniente da blekko contiene il nome del dominio blekko, il parametro ws e la query dell’utente. Gli spazi tra più parole di ricerca vengono sostituiti da segni più. Nell’esempio che segue, le parole chiave di ricerca dell’utente stop+blekko+indexing seguono http://blekko.com/ws/ nell’URL della pagina dei risultati del motore di ricerca, visibile nella barra dell’indirizzo del browser.

Un risultato di ricerca blekko con le parole chiave dell'utente nel URL del risultato

Figura 1: Un risultato di ricerca blekko con le parole chiave dell’utente nel URL del risultato

Purtroppo questo non è nella forma che la maggior parte dei sistemi delle web analytics è abituata a riconoscere quando essi elaborarono il traffico organico (naturale) che proviene dai motori di ricerca. Il pezzo ws/ dell’URL deve essere espresso come parametro, nel formato nome = valore, cioè ?ws=stop+blekko+indexing.

Così http://blekko.com/ws/stop+blekko+indexing deve essere trasformato in http://blekko.com/?ws=stop+blekko+indexing

Due possibili soluzioni per risolvere il problema del riconoscimento di blekko

Ci sono due possibili soluzioni per il corretto riconoscimento di blekko come motore di ricerca da parte dei sistemi delle web analytics. Il primo approccio è quello di modificare i dati grezzi inviati al sistema di raccolta dati delle web analytics. Il secondo è quello di trasformare i dati raccolti dal sistema di misurazione web prima che essi siano elaborati per le reportistiche.

Opzione 1: Modificare Il Referrer di ricerca inviato alle Google Analytics

L’URL referrer di blekko ha bisogno della trasformazione nel formato standard de facto che comprende la query dell’utente tramite l’utilizzo di parametri URL, ad esempio?query=parole+chiave, formato riconosciuto dalla maggior parte dei sistemi di analisi web. JavaScript è adatto a questo tipo di compito. Lo standard HTML non permette la manipolazione diretta del referrer di un documento (pagina), ma il referrer inviato al sistema per la raccolta dati delle Google Analytics può essere cambiato con l’assegnazione di un valore modificato a un parametro particolare, _setReferrerOverride.

Nel codice di monitoraggio asincrono delle Google Analytics che segue, il codice in rosso trasformerà gli URL referrer da blekko e assegnerà il risultato a _setReferrerOverride . Il codice

  • assegna il referrer della pagina alla variabile blekref
  • verifica se blekref contiene la stringa http://blekko.com/ws/
    • in tal caso, verifica se http://blekko.com/ws/ contiene già alcuni parametri URL che iniziano con un ?
      • in caso affermativo, sostituisce il ? con una & che indica i parametri URL successivi
    • sostituisce ws/ con ?ws=
    • assegna l’URL modificato alla variabile delle Google Analytics _setReferrerOverride
<script type="text/javascript">

var _gaq = _gaq || [];
_gaq.push(['_setAccount','UA-xxxxx-1']);

var blekref = document.referrer ;
if (~blekref.indexOf('http://blekko.com/ws/')) {
if (~blekref.indexOf('?')) {
blekref = document.referrer.replace('?','&');
}
blekref = blekref.replace('/ws/', '/?ws=');
_gaq.push(['_setReferrerOverride',blekref]);
}
_gaq.push(['_trackPageview']);

(function() {
var ga = document.createElement('script'); ga.type = 'text/javascript'; ga.async = true;
ga.src = ('https:' == document.location.protocol ? 'https://ssl' : 'http://www') + '.google-analytics.com/ga.js';
var s = document.getElementsByTagName('script')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s);
})();

</script>

Nota: questo codice dovrà essere modificato se blekko cambia i suoi URL in qualche modo, ad esempio con l’utilizzo di www.blekko.com in aggiunta a blekko.com. Come per qualsiasi modifica di codice, consultare l’attuale documentazione Google e testare scrupolosamente le modifiche prima di metterle in produzione. Gli errori di JavaScript in una pagina possono impedire l’esecuzione successiva del motore JavaScript . Nessuna garanzia viene fornita, implicita o esplicita!

Dire alle Google Analytics come riconoscere blekko come motore di ricerca

Una volta che la stringa del referrer di blekko si è trasformata nel formato standard parametro di query=parole+chiave, il passo finale è quello di aggiungere blekko alla lista dei motori di ricerca conosciuti delle Google Analytics. Anche questo deve essere fatto all’interno del codice di monitoraggio delle Google Analytics inserito in ogni pagina del sito. La sintassi per aggiungere un motore di ricerca ha la forma

_gaq.push(['_addOrganic','blekko','ws']);

dove blekko è una stringa nel dominio del referrer e ws è il nome del parametro della query.

Questo deve essere inserito da qualche parte prima della chiamata ['_trackPageview'], cioè dal precedente esempio si può cambiare

_gaq.push(['_trackPageview']);

in

_gaq.push(['_addOrganic','blekko','ws'],['_trackPageview']);

Una discussione più approfondita su come utilizzare l’opzione di configurazione _addOrganic è disponibile in un articolo sulla personalizzazione della lista dei motori di ricerca nelle Google Analytics.

È abilitato il monitoraggio della velocità delle Pagine nelle Google Analytics?

Durante le verifiche è emerso che le Google Analytics ignorerebbero il valore di _setReferrerOverride se _trackPageLoadTime fosse stato specificato. Utilizzando il debugger delle Google Analytics, è risultato chiaro che Google deprecasse _trackPageLoadTime quindi il messaggio è semplice: rimuovere _trackPageLoadTime dall’esistente codice di monitoraggio al fine di evitare le conseguenze impreviste.

Opzione 2: Trasformazione dei dati raccolti

Nel caso in cui siti non fossero in grado di modificare il proprio codice di monitoraggio delle Google Analytics, o se il loro sistema delle Web Analytics non dovesse fornire un’opzione per specificare un referrer modificato, vi è un secondo approccio, che dovrebbe funzionare altrettanto bene. La tecnica prevede la trasformazione dei dati raccolti prima che i report vengano creati. Nelle Google Analytics i filtri per i profili eseguono questa operazione. Il processo è:

  1. Identificare i referral di ricerca proveniente da blekko
  2. Aggiornare i campi della campagna mezzo, sorgente e termine.

Purtroppo le Google Analytics consentono un filtro profilo di aggiornare un solo campo alla volta, sarà quindi necessario creare più filtri. Per cominciare, navigare all’area dell’amministrazione delle Google Analytics e creare nuovi filtri avanzati come illustrato qui di seguito. I filtri possono essere creati a livello di account, rendendo più semplice una rapida applicazione dei filtri a più profili.

filtro per impostare il mezzo per traffico da blekko

Figura 2: filtro per impostare il mezzo per traffico da blekko

Il filtro illustrato sopra seleziona traffico proveniente da blekko che contiene /ws/ nel URL e cambia il mezzo della campagna per le Google Analytics da referral ad organic (è necessario che il traffico blekko appaia nel rapporto di ricerca naturale). Attualmente, non è strettamente necessario che il requisito del Campo B venga specificato, ma esso potrebbe essere utile per differenziarlo dalla ricerca a pagamento se blekko dovesse offrirla nel futuro. Si noti che i valori referral ed organic devono essere specificati in inglese, anche se l’interfaccia delle Google Analytics è in una lingua diversa.

filtro per impostare la sorgente per blekko

Figura 3: filtro per impostare la sorgente per blekko

blekko.com è rilevato in automatico come fonte di traffico; tuttavia, alcuni potrebbero voler vedere la sorgente espressa come “blekko” invece di “blekko.com” nei report, per essere coerenti alla forma in cui le altre fonti di traffico di ricerca appaiono nelle Google Analytics . Il filtro qui sopra, che è opzionale, farà proprio questo.

filtro per impostare le termini della campagna

Figura 4: filtro per impostare le termini della campagna

Il filtro dei termini della campagna raccoglie la query di ricerca dell’utente e la mette nel campo Termini della campagna, che è la fonte delle parole chiave che compaiono nel rapporto Google Analytics sul traffico della ricerca organica. La chiave è l’espressione regolare specificata nel Campo A:

^http://blekko\.com/ws/(.*)\??

L’espressione dice, selezionare i referrer che iniziano con http://blekko.com/ws/, raccogliere tutto quello che segue fino ad un punto interrogativo, se presente, e mettere il risultato nel campo termini della campagna.

I lettori più attenti potrebbero notare che rimane ancora un problema: più parole chiave saranno ancora divise da uno o più segni più che dovrebbero essere convertiti in spazi. Purtroppo, non sembra che le Google Analytics offrano una sostituzione ripetuta mediante filtri, ma nello spirito del crowdsourcing, il lettore potrebbe intervenire per migliorare quest’ultimo passo. Per ovviare, si potrebbero creare più filtri di sostituzione, ciascuno che vada a sostituire un singolo + con un singolo spazio:

Filtro per sostituire un segno più, +, trovato in parole chiave di ricerca blekko, con uno spazio

Figura 5: Filtro per sostituire un segno più, +, trovato in parole chiave di ricerca blekko, con uno spazio

Una volta che i filtri di profilo sono stati creati, c’è bisogno di applicarli a ciascun profilo delle Google Analytics per attivarli. L’ordine in cui i filtri vengono applicati non è importante, con l’eccezione dei filtri per sostituire il segno più, che hanno bisogno di essere collocati dopo il filtro che imposta i termini della campagna. Una regola d’arte per le Google Analytics è quella di mantenere almeno un profilo senza filtri in quanto, una volta che i dati sono stati trasformati dai filtri, non vi è alcun modo per annullare le modifiche. Un profilo puro è anche utile per la risoluzione di eventuali problemi che potrebbero sorgere. I nuovi filtri possono (e dovrebbero) essere collaudati su un nuovo profilo “usa e getta”, prima di essere applicati ai profili di produzione.

Una nota sulle Slashtag di blekko

Una delle caratteristiche distintive di blekko è la possibilità, incoraggiata da blekko, per gli utenti di restringere ulteriormente le loro ricerche con operatori e filtri di ricerca, il che viene definito da blekko slashtags. Siccome le slashtags condizionano la query dell’utente e, in certa misura, esprimono l’intenzione dell’utente, nessuno dei due approcci sopra illustrati tenta di rimuovere le slashtags, se presenti, dalle parole chiave della ricerca.

Questo articolo è stato pubblicato anche in lingua inglese su Search Engine Land, il sito di rifermento in lingua inglese per il marketing mediante i motori di ricerca.

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A proposito di Sean Carlos

Sean Carlos aiuta le aziende nell'ottimizzare i loro risultati di business online. La sua carriera spazia dalla gestione di campagne di telemarketing e direct mailing presso un'organizzazione con più di 10.000 soci ad una significativa esperienza a livello mondiale maturata presso la Hewlett-Packard. Nei primi anni 90 Sean ha sviluppato un applicativo enterprise search, comprensivo di tutte le fasi, dall'indicizzazione alla ricerca dei testi, per il Los Angeles County Museum of Art. Dal 2000 al 2004 Sean è stato IT Manager del sito immobiliare CasaClick.it, parte del gruppo Pirelli. Sean è un docente ufficiale della Digital Analytics Association. È Chairman dello SMX Search and Social Media Conference, 13 & 14 novembre p.v. a Milano. Collabora inoltre con l'Università Bocconi. Nato a Providence, RI, USA, Sean Carlos si è laureato in Fisica. Parla inglese, italiano e tedesco.

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