Il Team Lotus F1 si fa gay per un attimo in occasione delle Olimpiadi

Il Team Lotus F1 si fa gay per un attimo in occasione delle Olimpiadi

Colori arcobaleno sul logo del Huffington Post su twitter

Figura 1: Logo Huffington Post

I giochi olimpici invernali di Sochi hanno messo molte aziende di fronte a un dilemma. Sulla carta, l’ideale olimpico fondato sulla sportività, che accomuna persone di diversi colori, provenienze ed esperienze, è talmente interessante che non può certo essere ignorato. Eppure la discriminazione attuata politicamente dalla Russia nei confronti degli omosessuali opacizza molto questo ideale e rischia di evocare un brutto confronto con i giochi che si tennero nel 1936 sotto la Germania nazista.

Alcune marche, saggiamente, hanno trovato numerose forme intelligenti per prendere le distanze da questa discriminazione russa. Google ha messo i colori arcobaleno visibili sulla sua home page (come nota a margine, il suo co-fondatore Sergey Brin emigrò dalla Russia in gioventù). The Guardian ha colorato la G del proprio logo. Chevrolet sta facendo trasmettere gli spot televisivi per la celebrazione della diversità. L’Huffington Post ha applicato i colori dell’arcobaleno al suo logo sul proprio account twitter principale.

Il logo del The Guardian con la sua G con la bandiera arcobaleno per le Olimpiadi

Figura 2: The Guardian ha avvolto la sua G con la bandiera arcobaleno per le Olimpiadi

Ognuna di quese manifestazioni di solidarietà è piuttosto sottile, probabilmente calibrata ad indirizzare il giusto messaggio alle persone giuste, senza offendere coloro che vivono ancora negli anni ’50. Ma cosa succede se qualcuno in un’organizzazione, forse preso dall’entusiasmo di essere dalla parte giusta della storia, invia un messaggio di un’evidenza esplicita tale da non passare affatto inosservato? Forse l’organizzazione dovrebbe stare dietro a lui o a lei, anche se il supporto anti-discriminazione non era stato approvato in anticipo? Oppure l’organizzazione dovrebbe fare un passo indietro e, potenzialmente, sanzionare la persona che gestisce l’account dei social media? Dovrebbe chiedere scusa a coloro che ritiene siano stati “offesi” dal messaggio? Che dire poi di quelli che si offendono per una scusa che assume che ci fosse una ragione per essere offesi in primo luogo? Meriterebbero una scusa anche loro?

Il bacio del Team Lotus F1 che non osa mostrarsi

Eppure il seguente tweet e la sua successiva cancellazione rischiano di far finire il Team Lotus F1 nelle discussioni dei libri di testo universitari sulle carenze dei social media (#fail):

Il bacio gay del Team Lotus F1 postato su Twitter, screen capture da Antezeta

Figura 3: Il bacio gay del Team Lotus F1 postato su Twitter

Diverse ore dopo la sua pubblicazione, una “scusa” è stata twittata e il post originale è stato eliminato:

Il tweet con la "scusa" del Team F1

Figura 4: Il tweet con la “scusa” del Team F1

Secondo la BBC sono state le preoccupazioni per il finanziamento russo che hanno portato alla cancellazione. Presumo che abbia ragione. La foto avrebbe potuto essere provocatoria in una campagna di Oliviero Toscani per Benetton 30 anni fa, ma dubito che avrebbe creato scalpore oggi, almeno non tra coloro che seguono il Team Lotus su twitter.

Sentiment Analysis: Lotus avrebbe dovuto mantenere il Tweet

Se eseguiamo un’analisi delle reazioni nelle risposte al tweet, esse sembrano abbastanza positive:

Risposte al tweet del Team Lotus F1 sul bacio gay

Figura 5: Risposte al tweet del Team Lotus F1 sul bacio gay

Lo stesso non si può dire per le “scuse” di Lotus:

Le risposte al tweet di "scuse" del Team Lotus F1 per il bacio gay

Figura 6: Le risposte al tweet di "scuse" del Team Lotus F1 per il bacio gay

Gli errori dei Social Media possono verificarsi

Le aziende di successo lavorano duramente con i social media al fine di trovare la loro voce e mantenerla. A volte esse vengono chiamate a superare limiti ferrei – il che porta alle inevitabili scuse. A volte un post, sebbene sincero, rappresenta un errore così palese che a nessuno mancherà se esso viene eliminato. Ah, ma qui sta il problema. Come assai spesso ho ricordato ai miei allievi, Internet conserva una memoria (in realtà, ha molti ricordi). Bisogna solo sapere dove e come cercare.

Il Team Lotus ha un account twitter conosciuto per tweets taglienti. Il Racing è tagliente. Con la giusta dose di creatività, anche la noia può essere descritta in modo accattivante.

Anche la noia può essere tagliente

Figura 7: Anche la noia può essere tagliente

Quindi si pone la domanda: Lotus deve scusarsi per le sue “scuse”? Io penso di sì.

Il caso sottolinea la necessità per le organizzazioni di garantire che abbiano definite politiche per i social media e abbiano un programma di formazione continua. È anche chiaro che tutta la direzione dell’organizzazione deve essere adeguatamente coinvolta nel programma di social media prima che si verifichi una “crisi sui social media”, non solo a fatto compiuto.


A proposito di Sean Carlos

Sean Carlos aiuta le aziende nell'ottimizzare i loro risultati di business online. La sua carriera spazia dalla gestione di campagne di telemarketing e direct mailing presso un'organizzazione con più di 10.000 soci ad una significativa esperienza a livello mondiale maturata presso la Hewlett-Packard. Nei primi anni 90 Sean ha sviluppato un applicativo enterprise search, comprensivo di tutte le fasi, dall'indicizzazione alla ricerca dei testi, per il Los Angeles County Museum of Art. Dal 2000 al 2004 Sean è stato IT Manager del sito immobiliare CasaClick.it, parte del gruppo Pirelli. Sean è un docente ufficiale della Digital Analytics Association. È Chairman dello SMX Search and Social Media Conference, 12 & 13 novembre p.v. a Milano. Collabora inoltre con l'Università Bocconi. Nato a Providence, RI, USA, Sean Carlos si è laureato in Fisica. Parla inglese, italiano e tedesco.

Lascia un commento

Avviso: i tuoi commenti sono i benvenuti se sono costruttivi. L'amministratore si riserva la facoltà di cancellare i commenti anonimi, con secondi fini e/o con toni non civili.