I laboratori Google hanno nuovamente rilasciato il molto criticato Google Web Acceleratore

I laboratori Google hanno nuovamente rilasciato il molto criticato Google Web Acceleratore

Google Web Accelerator ha fatto una breve apparizione nel maggio 2005, prima che i download fossero bloccati a causa di una “massima capacità d’utenti” raggiunta. L’acceleratore è stato criticato da molti, soprattutto adducendo possibili problemi inerenti la privacy e la sicurezza . I Laboratori Google hanno rilasciato un nuovo Acceleratore che può essere scaricato.

Dedicato agli utenti d’Internet a banda larga in Europa e nel Nord America, Google Web Accelerator è uno strumento per accelerare la consultazione di siti web. Disponibile per utenti MS Windows, il Web Accelerator di Google (WAG) lavora, con alcune differenze, come gli acceleratori disponibili presso gli Isp.

Nel seguente articolo, esaminiamo le funzionalità dell’acceleratore web e consideriamo il suo impatto potenziale sui siti, con particolare attenzione alla Web Analytics (statistiche siti).

Che cosa è un Acceleratore Web?

Un Acceleratore Web è uno strato di software che lavora dietro le applicazioni Internet per accelerare la navigazione Internet di un’utente che sfoglia le pagine del sito. Le richieste dell’utente, come quelle inviate attraverso Internet Explorer o Firefox sono intercettate dall’acceleratore che individua la copia valida più vicina al contenuto richiesto. La copia potrebbe essere già sul computer dell’utente, sui server dell’acceleratore o nei web server del creatore di contenuto. I guadagni in velocità nella consegna sono ottenuti da:

  • Riduzione della distanza di rete consegnando una copia del documento che si trova già vicino all’utente
  • Compressione delle pagine Html prima della consegna, riducendo le richieste di banda di rete
  • Compressione delle , ma questo implica di solito la perdita di dati, riducendo la qualità delle .

Gli amici mi chiamano cache

La tecnica di conservare copie di contenuto web più vicino ad un utente finale allo scopo di agevolare la consegna è chiamata caching (dal Francese cacher, premere, nascondere ¹). Conservando copie di contenuto più vicino agli utenti, il contenuto può essere consegnato più velocemente e efficientemente. Molta gente ha già familiarità con la cache del browser Internet. La risposta istantanea che un utente vede facendo clic sul bottone indietro (back) è una dimostrazione della cache in azione. Messaggi occasionali del browser sul contenuto scaduto o la necessità di fare un POST di qualcosa sono segni di regole aggiuntive, chiamate direttive, impiegate per assicurare che l’utente stia ricevendo una valida copia del contenuto richiesto. Gli acceleratori sono una variante di quello che è chiamato più comunemente client proxy cache.

Utilizzo da Isp

Gli Internet Service Provider (ISP) hanno sfruttato a lungo le ridurre i costi. La compressione delle immagini non è molto diffusa Isp offrono software di cache locale per i clienti dial-up².

Non tutto può finire nella cache

Alcuni contenuti Internet non devono mai finire nella cache. Ad esempio quei contenuti che percorrono un collegamento sicuro (https://), streaming media e contenuto molto compresso come file audio e formati video. Altri contenuti che possono essere etichettati come da non-inserire-nella-cache sono quelli che si trovano nelle testate http (header http).

Perché è diverso l’acceleratore web di Google?

L’innovazione principale dell’acceleratore web di Google è l’aggiunta di funzionalità per recuperare in modo propositivo, prefetch, i contenuti collegati in qualche modo al documento web attualmente sfogliato dall’utente. WAG mira a prevedere quale collegamento un utente potrebbe visitare nel seguito, basando la propria previsione su fattori quali la posizione in cui l’utente ha spostato il mouse e quali documenti collegati sono stati richiesti da altri navigatori. L’obiettivo è di ridurre la latenza, il tempo di ritardo cioè tra quando un utente richiede un documento e quando il documento appare, utilizzando il tempo inattivo del collegamento di rete per recuperare documenti in anticipo rispetto alla richiesta dell’utente.

Le funzionalità per il recupero automatico (prefetch) è apparsa prima nei browser Firefox e SeaMonkey. Mentre lo standard Mozilla richiede agli sviluppatori web di predisporre ogni collegamento per il sistema di prefetch, l’acceleratore web di Google considera qualsiasi collegamento un candidato per il recupero automatico.

Diversamente da quanto accade per gli acceleratori web degli Isp, un utente di Google Web Accelerator non ha un collegamento diretto al cache server. Per questo motivo è difficile stabilire se Google può servire una nuova pagina più velocemente del sito di provenienza poiché non è chiaro se Google sia più vicino del sito stesso. Se la funzione di prefetch è disabilitata, l’unico vantaggio navigando con Google Web Accelerator è la compressione dei contenuti testuali prima che arrivino sul computer dell’utente.

Gli acceleratori web sono di solito mirati al mercato di dial-up. Google sostiene che il proprio Acceleratore Web è ottimizzato per utenti a banda larga – tuttavia la latenza, il tempo di caricamento delle pagine, non è solitamente un argomento significativo per gli utenti a banda larga.

Miglioramenti nel rilascio 0.2.62.80

Google ha sistemato molti dei problemi noti a maggio (di che anno). Google Web Accelerator non segue più i link con parametri – rendendo più difficile l’esecuzione involontaria di un’azione di cancellazione o altre azioni innescate da un collegamento. Come precauzione aggiuntiva, Google Web Accelerator non esegue più JavaScript. Quindi, dialoghi di conferma fatti in JavaScript fermano anche l’acceleratore.

Considerazioni sul Google Web Accelerator

Privacy: «Per favore, leggere questo con attenzione»

La privacy era una delle preoccupazioni significative espresse a maggio. A discapito di Google va detto che le implicazioni riguardanti la privacy sono chiaramente evidenziate durante l’installazione dell’acceleratore. Un messaggio in rosso annota (tradotto da inglese): Leggete questo per favore con attenzione. Questo non è la solita Yada Yada (BLA BLA) ed è diverso dalla Yada Yada per la Barra degli strumenti Google che potete avere visto prima. Leggendo questo avvertimento, Google fa notare:

  • Google Web Accelerator invia richieste di pagine web, salvo pagine web (HTTPS) sicure, a Google, che registra le richieste. Alcune pagine web possono contenere informazioni personali tra queste richieste.
  • Google riceve e mette nella cache temporaneamente dati di cookie che il computer invia con le richieste di pagina web per migliorare le prestazioni.
  • Allo scopo di accelerare la consegna dei contenuti, Google Web Accelerator può recuperare i contenuto delle pagina web che non avete richiesto, e conservarlo nella vostra cache di Google Web Accelerator.

Per saperne di più, consigliamo la nostra Google Web Accelerator Politica di Privacy (http://webaccelerator.google.com/privacy).

In breve, l’utente finale fornirà molte delle proprie informazioni di navigazione, compresi i dati personali, a Google. L’eccezione rilevante è costituita dai collegamenti in https://.

Alterazione dei valori nei report delle statistiche

L’adozione di massa dell’acceleratore web di Google potrebbe incidere sulla reportistica delle statistiche di un sito. Mentre l’impatto esatto dipenderà da una serie di fattori che comprendono la configurazione del web server, la configurazione del sistema di e il profilo generale degli utenti del sito, è possibile riassumere per sommi casi alcuni dei problemi potenziali:

  1. Sembrerà che un po’ di traffico abbia origine da un host Google (ad esempio 64.233.17x.*, 72.14.19x.*) invece che dall’ISP dell’utente. Questo nel caso in cui le informazioni sulla posizione geografica vengano utilizzate. Il fenomeno non è nuovo, molti siti notano un numero spropositato di utenti dalla Virgina dove guarda caso sono ubicati server di AOL.
  2. Il numero dei visitatore sembrerà calare. I sistemi meno sofisticati di Web Analytics, e quelli mal configurati tracciano i visitatori esclusivamente sul host dell’utente per determinare l’unicità dei visitatori. Se più utenti arrivano solo attraverso il WAG, il sito avrà un decremento dei visitatori. Questo problema non è nuovo né specifico al WAG.
  3. Ci sarà un aumento del traffico sulle pagina poiché WAG preleva pagine che un utente può non esaminare mai. Se un sito è statico, il sito può essere molto cachabile. In questo particolare scenario, l’effetto sarebbe provvisorio.
  4. Il sito può avere un declino di traffico in quando Google preleva una copia delle pagine del sito dalla propria cache invece di instradare il traffico direttamente sul sito.

Alcuni sistemi di Web Analytics non sono in grado di seguire l’attività di un sito a meno che JavaScript non sia abilitato nel browser dell’utente. In questo caso, è, in effetti, un vantaggio poiché Google Web Accelerator non dovrebbe eseguire codice di rilevazione JavaScript.

Tecniche d’attenuazione dell’alterazione

Su molti forum e si è discusso sulle tecniche più appropriate per attenuare il fenomeno: da vietare il prefetch (in base alla X-moz: prefetch testata http) sino a vietare completamente il Google Web Accelerator in base alla sua gamma IP. Riteniamo che quest’ultima in particolare sia una pessima idea. Contattate Antezeta per scoprire quale potrebbe essere la migliore tecnica di attenuazione per il vostro sito, per gli utenti e per i report delle statistiche di accesso.

Problemi correlati alla gestione di un sito

I problemi legati alla gestione del sito richiedono attenzione immediata. Le pagine di un sito protette da un login utente dovrebbero essere indicate come non cachabili utilizzando direttive http per la gestione di cache appropriate. Nota: Le etichette Html meta http-equiv per il controllo della cache non sono una soluzione idonea dal momento che spesso non funzionano. Contattate Antezeta per saperne di più sulle tecniche di gestione cache corrette e sul loro utilizzo come strumento per migliorare le prestazioni, la precisione e la qualità delle statistiche del vostro sito.

Conseguenze per il posizionamento sui ?

Google Web Accelerator consente a Google una maggior visibilità sulle abitudini degli utenti che navigano in Internet. Presumibilmente questa intuizione sarà impiegata come uno dei molti fattori che determinano l’attinenza di una pagina di un sito web a una particolare interrogazione sul motore di ricerca.

Google è già in grado di seguire le abitudini di navigazione per gli utenti che hanno installato la barra degli strumenti di Google con la visualizzazione del PageRank™ abilitata. Anche la versione di Google Analytics rilasciata di recente permette a Google di avere una visibilità su quello che fanno gli utenti che altrimenti non potrebbe avere. Google Web Accelerator aumenterà dunque le vie per verificare quali siti gli utenti stanno veramente visitando.

Un sito che utilizzi le tecniche d’ottimizzazione per i motori di ricerca in base al merito™ può trarre beneficio dai miglioramenti negli algoritmi del ranking dei motori di ricerca.

Ne vale la pena?

Mentre apprezziamo particolarmente molte delle innovazioni introdotte da Google, riteniamo che gli svantaggi dell’acceleratore così com’è attualmente, sembrindo superare di gran lunga qualsiasi vantaggio potenziale per i proprietari dei siti e per gli utenti finali.

Dettagli su Google Web Accelerator

Sistema operativo:MS Windows
Browser:Internet Explorer, Mozilla Firefox. Altri sono supportati tramite una configurazione manuale
Versione:googlewebaccclient.exe: Versione 0.2.62.80 pintail.a googlewebaccwarden.exe: Versione 0.1.62.80 dogcatcher.a estensione Firefox: Versione 1.0.62.80
URL Amministrativa:http://localhost:9100

Ulteriori informazioni su Google Web Accelerator

Inviateci i vostri commenti o scriveteci per saperne di più su questo tema e sul web in genere.

Note in calce

Riferimenti

Google Web Accelerator

Altre risorse sugli Acceleratori Web

Cache

Sbagliare la gestione cache, errore molto diffuso, può incidere sia sulla corretta visualizzazione delle pagine sia sulle statistiche di un sito.

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A proposito di Sean Carlos

Sean Carlos aiuta le aziende nell'ottimizzare i loro risultati di business online. La sua carriera spazia dalla gestione di campagne di telemarketing e direct mailing presso un'organizzazione con più di 10.000 soci ad una significativa esperienza a livello mondiale maturata presso la Hewlett-Packard. Nei primi anni 90 Sean ha sviluppato un applicativo enterprise search, comprensivo di tutte le fasi, dall'indicizzazione alla ricerca dei testi, per il Los Angeles County Museum of Art. Dal 2000 al 2004 Sean è stato IT Manager del sito immobiliare CasaClick.it, parte del gruppo Pirelli. Sean è un docente ufficiale della Digital Analytics Association. È Chairman dello SMX Search and Social Media Conference, 13 & 14 novembre p.v. a Milano. Collabora inoltre con l'Università Bocconi. Nato a Providence, RI, USA, Sean Carlos si è laureato in Fisica. Parla inglese, italiano e tedesco.

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