(Quasi) Tutto quello che c'è da sapere sui Rich Snippet Google e i Microformati

Semplici risultati di ricerca in Google diventano Rich Snippets

Per anni i risultati di ricerca visualizzati su un motore di ricerca sono stati limitati a 3° parti di informazioni: un titolo, una sintesi e un URL. Osservatori attenti ai risultati di una ricerca su Google potrebbero aver notato la comparsa di ulteriori informazioni, e cioè quel che Google definisce rich snippets (astratti arricchiti), in alcuni risultati negli ultimi mesi. Alcuni risultati contengono infatti voti di recensioni, come nel caso in cui un iPod ha ricevuto 5 stelle in 81 recensioni:

Recensione Apple iPod in Google
Figura 1: Recensione Apple iPod in Google

Questa ricerca per informazioni sul concerto degli U2 fornisce i dettagli sulle date del loro tour:

Rich Snippet per l'evento concerto U2 in Google Esempio 1
Figura 2: Rich Snippet per l’evento concerto U2 in Google Esempio 1
Rich Snippet per l'evento concerto U2 in Google Esempio 2
Figura 3: Rich Snippet per l’evento concerto U2 in Google Esempio 2

Si noti come il primo risultato fornisce un migliore dettaglio relativamente a dove si svolge l’evento. In entrambi i casi il nome dell’evento viene ripetuto per ogni data – che possa avere senso o non. I professionisti SEO dispongono di tanto spazio discrezionale nella realizzazione di questi risultati di ricerca.

Ricerche di persone, per verificare una reputazione o per vanità, eseguite da 69% degli utenti internet statunitensi, possono far visualizzare informazioni aggiuntive, in grigio, su una persona:

Rich Snippet di un profilo LinkedIn in Google
Figura 4: Rich Snippet di un profilo LinkedIn in Google
Rich Snippet di un profilo Viadeo in Google
Figura 5: Rich Snippet di un profilo Viadeo in Google
Rich Snippet di un profilo Xing in Google
Figura 6: Rich Snippet di un profilo Xing in Google

La Magia dei Microformati abilita il Web Semantico

Logo MicroformatiI dati supplementari visualizzati da Google provengono dal codice speciale che è inserito nel file HTML di una pagina. Il codice, denominato microformato, è stato ideato nel 2004 da Tantek Çelik presso il motore di ricerca per i blog Technorati.

Il markup Microformato consente a Google e ad altri programmi automatizzati di identificare ed utilizzare i dati strutturati presenti in una pagina web. Attualmente Google supporta recensioni, eventi, aziende e organizzazioni, profili di persone, prodotti, video e ricette, ognuno dei quali si basa su uno dei tanti microformati come hReview, hCard, hProduct, hCalendar e hRecipe. È da notare che la documentazione Google in lingua inglese può essere più aggiornata rispetto a quelle nelle altre lingue. La pagina in italiano non indica il supporto per le ricette, anche se la pagina dedicata alle ricette è stata tradotta. Yahoo, l’ex concorrente di Google, merita un credito particolare per avere impiegato i micoformati al fine di migliorare i propri risultati di ricerca già nell’agosto 2008. Bing, della casa Microsoft, non utilizza ancora i dati strutturati, almeno non riesco a trovare alcuna menzione dei microformati nei loro file di aiuto né post sul loro blog. Aggiornamento: Senza nessun annuncio, Bing ha documentato il suo (presunto) utilizzo di tiles, probabilmente in giugno 2011.

Perché essi sono Importanti: il Tasso di Clic, Ragazzo mio, il Tasso di Clic

Le attività di ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) non si concentrano solo nell’assicurare che una pagina web sia presente nei risultati per parole chiave mirate, ma anche nella realizzazione di un risultato di ricerca che convinca l’utente a cliccare su quel particolare risultato.

In genere gli utenti fanno una scansione veloce dei risultati prima di decidere su quale risultato cliccare. Yahoo ha detto che i loro risultati con un sommario ricco hanno portato fino al 15% di clic in più su risultati estesi, fenomeno che viene confermato anche da Google.

Cronologia Microformati

  • 2004 – Technorati introduce il microformato hCard
  • 21 giugno 2006 – Yahoo! supporta i microformati per gli annunci locali
  • 1 agosto 2008 – Yahoo fa visualizzare sommari ricchi per Yelp e LinkedIn
  • 12 maggio 2009 – Google annuncia un supporto per le recensioni e persone, disponibile anche nella ricerca personalizzata e ricerca nel sito
  • 14 settembre 2009 – Google aggiunge un supporto per i video utilizzando la specificazione RDFa da Yahoo! SearchMonkey
  • 22 gen 2010 – Google estende il supporto di microformati ad informazioni su eventi
  • 13 aprile 2010 – Google include le ricette
  • 26 aprile 2010 – I rich snippet Google sono disponibili in Italia e in altri paesi internazionali
  • 2 giugno 2011 · Google, Bing & Yahoo! annunciano il lancio di un sostegno comune per il markup semantico, schema.org. Questa è la loro seconda collaborazione significativa, dopo sitemaps.org
  • 4 novembre 2011 · Yandex, motore di ricerca russo, si unisce a schema.org
Cronologia Microformat (clicca per la versione interattiva)
Figura 7: Cronologia Microformati

Implicazioni per il Ranking / Classifica

Google dice che i dati nei microformati non vengono utilizzati allo scopo di classificare / ranking, ma certamente il tasso di click-through e la qualità delle pagine saranno perfezionati – entrambi utili allo scopo di migliorare il tasso di conversione.

Google, naturalmente, vedrà i dati esposti, quindi ci sono automaticamente implicazioni per la classifica se dati supplementari verranno incorporati nelle pagine web. Certamente non ci vuole molta fantasia per pensare che Google prima o poi utilizzerà la ricca struttura semantica dei microformati nei loro oltre 200 fattori utilizzati nel ranking.

La Guerra sul Formato del Markup Semantico – Microformats, Microdata e RDFa

Attualmente Google sostiene tre linguaggi di marcatura per i dati strutturati: i microformati, RDFa del W3C e lo standard microdata dell’HTML 5. Nonostante l’approvazione del W3C, RDFa è un po’ più complesso da padroneggiare in confronto ai microformati e, teoricamente, ne ostacolando la diffusione.

Ciò non significa che non valga la pena indagarlo, ci sono vantaggi potenziali, come un minor numero di codici di marcatura, il che implica pagine di più piccole dimensioni e che dovrebbero, quindi, caricarsi più velocemente. Anche lo standard microdata dell’HTML 5 sembra molto promettente, ma si tratta ancora di un lavoro in corso.

Lo Strumento di Test per Simulare i Rich Snippet

Gli sviluppatori di siti web possono testare i propri microformat markup utilizzando un apposito validatore per i microformati di Google . Lo strumento simula anche la visualizzazione del risultante rich snippet. Un validatore alternativo è disponibile sul sito Microformati.

Non ancora Disponibile per tutti i Siti e si è tornati a “Segnalare un Sito”!

Un piccolo dettaglio, non così facilmente intuito dai vari annunci di Google sui sommari ricchi, è che per ora Google fa visualizzare i sommari ricchi solo per siti selezionati, per lo più siti autorevoli ben noti, quelli cioè che ricevono già molto traffico.

Google procede lentamente nell’estendere un supporto per i rich snippet su tutti i siti a causa della preoccupazione che alcuni siti negativi possano scegliere di inserire una marcatura di dati non “appropriati” ossia tentare di truffare i risultati di Google. Come risultato, Google ha rimesso l’orologio indietro al 1999 e precisamente quando i motori di ricerca incoraggiavano i proprietari di siti a segnalare il loro sito ai motori di ricerca. Google sta chiedendo ai proprietari di siti di segnalare a Google se il sito sia stato programmato con i microformati. Presumibilmente Google abilita manualmente la visualizzazione dei risultati ricchi per un sito solo dopo una revisione manuale.

La segnalazione dell’uso dei microformat a Google probabilmente aiuta ad accelerare la revisione manuale di un sito per l’inclusione nel programma di risultati migliori.

Gli Scrapers (Raschietti)

L’unico lato oscuro della marcatura di dati per il web semantico è che gli scrapers negativi (coloro che trainano il web in cerca di indirizzi e-mail da spammare e / o contenuti da rubare e ripubblicare; Google, probabilmente lo scraper più attivo, è un esempio buono) avranno un accesso molto più facile. Evitate di mettere indirizzi e-mail direttamente nel web semantico o codice html.

Si può provare ad offuscare gli indirizzi email utilizzando JavaScript per aggiungere componenti dell’indirizzo – ma se avete un sito web molto visibile, gli scrapers useranno robot abilitati al Javascript per raccogliere gli indirizzi e-mail.

Vale la pena implementare i Microformati per avere i Google Rich Snippet?

Già nel 2006 un articolo della rivista inglese .net parlava di microformati ed esso mi ha spinto ad aggiungere il codice hCard alla pagina di contatto Antezeta.

Un programma di technorati in grado di leggere questi dati consente così agli utenti di salvare i dati del web semantico come un biglietto elettronico vCard pronto per l’importazione successiva nella gestione di contatti come Thunderbird ed Outlook.

Pur essendo già a mio agio con i microformati, faccio presente solo ora ad alcuni dei miei clienti che Google offre i rich snippet fuori dagli USA e che possono quindi ottenere un ROI positivo nell’immediato o nel prossimo futuro, utilizzando i microformati per Google.

Attualmente sto collaborando con un’ importante Università qui in Italia che sicuramente rappresenta un candidato ideale per l’uso dei microformati. Essa dispone infatti di molti dati che si prestano a sommari ricchi e che posseggono indiscutibilmente quei requisiti che Google riconosce ad un sito autorevole.

Siti di piccole dimensioni hanno basse probabilità di trovare il loro markup microformato nei risultati di ricerca (se avete degli esempi positivi, sentitevi liberi di segnalare le parole chiave per la query nei commenti – i commenti spam verranno eliminati).

Se un’azienda sta per rilanciare il suo sito attuale o un sito completamente nuovo e l’azienda dispone di molti dati ricchi da esporre con i microformati, allora il mio consiglio è inequivocabilmente quello di utilizzare i microformati.

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A proposito di Sean Carlos

Sean Carlos aiuta le aziende nell'ottimizzare i loro risultati di business online. La sua carriera spazia dalla gestione di campagne di telemarketing e direct mailing presso un'organizzazione con più di 10.000 soci ad una significativa esperienza a livello mondiale maturata presso la Hewlett-Packard. Nei primi anni 90 Sean ha sviluppato un applicativo enterprise search, comprensivo di tutte le fasi, dall'indicizzazione alla ricerca dei testi, per il Los Angeles County Museum of Art. Dal 2000 al 2004 Sean è stato IT Manager del sito immobiliare CasaClick.it, parte del gruppo Pirelli. Sean è un docente ufficiale della Digital Analytics Association. È Chairman dello SMX Search and Social Media Conference, 13 & 14 novembre p.v. a Milano. Collabora inoltre con l'Università Bocconi. Nato a Providence, RI, USA, Sean Carlos si è laureato in Fisica. Parla inglese, italiano e tedesco.

2 risposte a "Semplici risultati di ricerca in Google diventano Rich Snippets"

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