Simone dice... o si tratta di Google dice?

Simone dice… o si tratta di Google dice?

La panacea link rel=”canonical” per i contenuti duplicati

Come molti lettori probabilmente sanno, Google ed altri motori di ricerca hanno recentemente annunciato un supporto per una sintassi html link rel=”canonical”. Il nuovo valore canonical (vale la pena di notare che non è una tag, il link è la tag HTML) può essere utilizzato dagli sviluppatori web per specificare quale pagina web è la versione definitiva di più pagine sostanzialmente simili.

Un problema noto come sorge quando siti web utilizzano diversi URL, in genere attraverso parametri, per fornire versioni leggermente diverse di una pagina, come una versione della pagina per stampare o per consentire il monitoraggio di una campagna nello strumento per le Web Analytics.

Al fine di dare ai loro utenti scelte univoche, i motori di ricerca tendono a scegliere l’URL “migliore” per una pagina, per non visualizzare le versioni troppo simili.

Durante la sua presentazione presso lo SMX West l’ingegnere Matt Cutts di Google ha osservato che l’attributo canonical per la tag link dovrebbe essere considerata una soluzione di ultima istanza. Non è una panacea per i contenuti duplicati. L’attributo rel=”canonical” non risolve un problema di link in ingresso verso più “pagine”, link dispersivi che dovrebbero concentrare il loro valore per i motori di ricerca su una sola pagina. Inoltre, lattributo rel=”canonical” non risolve un problema di URL duplicati nei report delle Web Analytics. In ciascun caso la soluzione migliore può variare, dall’appoggio ai fogli di stile CSS per rendere una pagina web pronta per la stampa (l’URL rimane lo stesso) o, per tagliare la testa del toro, impiegando le direttive del file robots.txt o l’header http X-Robots-Tag per evitare che i robot dei motori di ricerca eseguano la scansione di contenuti duplicati. Una scansione di pagine inutili da parte dei motori di ricerca non è solo uno spreco di risorse, ma si corre il rischio che minor attenzione (frequenza e profondità di scansione) venga dedicata alle pagine del sito che contano.

Giochiamo a Google dice …

Quello che effettivamente trovo preoccupante circa l’annuncio da parte di Google, ed anche il punto di questo articolo, è come esso è stato interpretato da molti professionisti del web o forse aspiranti professionisti tali.

Ho l’impressione che ogni volta che Google annuncia qualcosa, la gente sospenda la sua capacità critica e ripeta ad nauseam: “Google dice X, quindi X deve essere una buona cosa, un po’ come il gioco inglese per bambini Simone dice.

La gente che ripropone gli annunci Google o perde un avvertimento significativo – in questo caso il punto è che si tratta di una soluzione di ultima istanza – o non pensa fino in fondo alle implicazioni nell’adottare o meno tecniche SEO nuove.

Non preoccuparti di riscrivere quegli URL complessi … se sei il mio concorrente

Altri due esempi recenti servono per illustrare un modello che si ripete. Lo scorso settembre Google ha detto in sostanza di non preoccuparsi delle tecniche di riscrittura per gestire la complessità degli URL, visto che sono diventati abbastanza bravi nella loro gestione.

Il tentativo di Google di gestire in automatico la complessità degli URL è ammirevole. Tuttavia, nei fatti, spetta agli sviluppatori di siti web controllare come gli URL finiscono nei motori di ricerca – quali essi sono e la loro forma. Non si tratta solo delle questioni di contenuti duplicati, ma anche del fatto che URL complessi tendono a dissuadere l’utente a cliccarvi sopra e quindi ad effettuare una conversione sul sito.

Si prega di utilizzare & Silverlight in modo indiscriminato

Un altro post di Google che è diventato per molti un semaforo verde che pare legittimare azioni autolesioniste tratta di un miglior riconoscimento da parte di Google di testo e link in formato Flash.

Tali notizie sono rapidamente girate sul web su come Google sostenga l’utilizzo di Flash (o Silverlight che sia). La realtà è ben più complessa. Ci sono molti motivi per evitare Flash e questo non è cambiato granché con l’annuncio di Google. Google ha bisogno di trarre il meglio da una cattiva situazione. Ciò non significa che si debba far parte del gioco.

Non preoccuparti di Yahoo!, Microsoft od Ask

Anche se l’interpretazione comune di molti annunci di Google centrava l’obbiettivo, le persone sembrano dimenticare che Google non è l’unico protagonista. E` vero che, nei fatti, per molti mercati Google è l’unico attore significativo, ma gli sviluppatori web devono ancora prendere decisioni sulla SEO sulla base della loro applicabilità a qualsiasi motore di ricerca, valido oggi ed anche domani. Ciò significa, ad esempio, evitando le impostazioni specifiche disponibili per un sito in Google Strumenti per i Webmaster e Yahoo Site Explorer.

Nel caso di link rel=”canonical”, Yahoo, Microsoft ed Ask hanno annunciato ciascuno un supporto teorico, ma quando Danny Sullivan ha chiesto a SMX West a partire da quando tale supporto sarà effettivamente operativo, loro non si sono sbilanciati affatto.

Per carità, non mi dà fastidio quando persone inciampano nell’interpretare gli annunci di Google. Potrei trovarmi senza un lavoro altrimenti :-)

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A proposito di Sean Carlos

Sean Carlos aiuta le aziende nell'ottimizzare i loro risultati di business online. La sua carriera spazia dalla gestione di campagne di telemarketing e direct mailing presso un'organizzazione con più di 10.000 soci ad una significativa esperienza a livello mondiale maturata presso la Hewlett-Packard. Nei primi anni 90 Sean ha sviluppato un applicativo enterprise search, comprensivo di tutte le fasi, dall'indicizzazione alla ricerca dei testi, per il Los Angeles County Museum of Art. Dal 2000 al 2004 Sean è stato IT Manager del sito immobiliare CasaClick.it, parte del gruppo Pirelli. Sean è un docente ufficiale della Digital Analytics Association. È Chairman dello SMX Search and Social Media Conference, 13 & 14 novembre p.v. a Milano. Collabora inoltre con l'Università Bocconi. Nato a Providence, RI, USA, Sean Carlos si è laureato in Fisica. Parla inglese, italiano e tedesco.

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