Aggiungere i motori di ricerca alle Google Analytics per misurare al meglio la SEO

Migliorare la rilevazione dei motori di ricerca e delle parole chiave dalle Google Analytics, una buona strategia SEO

In tre brevi anni1 le Google Analytics sono diventate uno strumento importante per molte aziende che cercano di ottenere il massimo dalla loro presenza sul web.

L’ampia gamma di informazioni che le Google Analytics offrono sull’utilizzo di un sito web, dalle fonti di traffico ai tassi di conversione, forniscono preziose indicazioni sulle prestazioni aziendali del sito web, tutto per un costo iniziale che è difficile da battere.

Un rapporto particolare, quello sul traffico proveniente dai motori di ricerca, è di speciale interesse per le aziende che cercano di ottimizzare le loro attività di marketing mediante i motori di ricerca.

Per ciascun motore di ricerca, un approfondimento consente la visualizzazione e l’analisi delle parole chiave utilizzate dai visitatori – le parole chiave che esprimono gli intenti di un visitatore quando è arrivato al tuo sito web.

Aggiornato 2013-08-26: Gli esempi si riferiscono ora al 3° versione asincrona del codice di monitoraggio di Google, rilasciato nel 2009. Gli utenti delle Universal Analytics dovrebbero consultare questo articolo aggiornato.

Conviene notare che quando parliamo di motori di ricerca in questo articolo, intendiamo quel traffico che deriva da una ricerca web, che sia da un motore di ricerca puro come Google o da un portale, tipo o Kataweb, che ha un motore di ricerca web incorporato.

Le Google Analytics sono già equiparate con una lista di circa 40 stringhe di corrispondenza ai motori di ricerca (tenendo conto di voci duplicate per AOL e mamma/mama)2. Per molti siti, l’elenco utilizzato da Google è probabilmente sufficiente. Detto questo, due limitazioni potenziali all’utilità del report sul traffico proveniente dai motori di ricerca diventano evidenti per molti, man mano che essi consultano il rapporto. Il primo problema è che molte fonti importanti di traffico di ricerca non sono monitorate con quel livello di precisione che si può pretendere.

Le Google Analytics elaborano le ricerche provenienti dal provider di servizi Internet (ISP) quali i portali Libero o Kataweb e da molti importanti motori di ricerca regionali quali Naver in Corea o Rambler in Russia come semplice referrer (siti di provenienza) – tutte le preziose informazioni sulle parole chiave, vale a dire gli intenti dei visitatori, vengono perdute. Lo stesso vale per motori di ricerca recenti come cuil e mahalo.

Un secondo punto è rappresentato dalla tendenza ad aggregare insieme fonti di ricerca, rendendo difficile, se non impossibile, capire esattamente dove un sito sia visibile o meno nella rete. Invece di trovare il traffico proveniente dalla ricerca su Google in tutto il mondo, appare semplicemente come “google“; potrebbe essere utile invece conoscere il numero di visitatori provenienti da google.it, google.ch e google.com (è possibile segmentare il traffico proveniente da “Google” per la dimensione Paese / Zona, ma poi si perde l’elenco delle parole chiave per Paese / Zona).

Il nostro sito è più visibile in Google.it che in Google.com? E in Google.ch?

L’elenco ufficiale dei motori di ricerca (e fonti di traffico attribuite alla ricerca web) tracciato dalle Google Analytics è documentato² ma questo non riflette sempre ciò che effettivamente viene monitorato. Al momento di questa stesura, le Google Analytics tracciano kvasir, sesam, ozu, terra, nostrum, mynet, ekolay e ilse3 in aggiunta ai motori di ricerca ufficialmente documentati. Per fortuna, Google consente modifiche relativamente facili che cambieranno il modo in cui le Google Analytics rilevano il traffico attribuito alle ricerche web.

Come aggiungere un motore di ricerca alle Google Analytics

La documentazione delle Google Analytics nota che si deve solo inserire una voce nel codice di tracciamento delle Google Analytics per ogni motore che si desidera aggiungere.4 Il cambiamento è evidenziato qui sotto in rosso:

<script type="text/javascript">

  var _gaq = _gaq || [];
  _gaq.push(['_setAccount', 'UA-xxxxx-z']);
  _gaq.push(['_addOrganic','name_of_searchengine','q_var']);
  _gaq.push(['_trackPageview']);

  (function() {
    var ga = document.createElement('script'); ga.type = 'text/javascript'; ga.async = true;
    ga.src = ('https:' == document.location.protocol ? 'https://ssl' : 'http://www') + '.google-analytics.com/ga.js';
    var s = document.getElementsByTagName('script')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s);
  })();

</script>

dove name_of_searchengine è uno o più componenti del nome del dominio del motore di ricerca, ad esempio www.google.it o it.search.yahoo.com, e q_var è il parametro che contiene le parole chiave utilizzate dal navigatore web. Questo codice può essere inserito ovunque DOPO che var pageTracker è stato impostato e prima che pageTracker._trackPageview(); venga chiamato.

Nota: talvolta circa le Google Analytics si notano riferimenti alla riga pageTracker._initData ();. Questo non fa più parte del codice predisposto da Google nel cruscotto Analytics e quindi non è più necessario.

Nell’esempio URL di ricerca fornito da Google, http://www.google.com/search?q=motorcycle, la stringa di riconoscimento per il motore di ricerca deve essere

_gaq.push(['_addOrganic','google','q']);

o, se vogliamo essere molto specifici, si potrebbero aggiungere voci distinte per ogni variante del dominio di Google, ad esempio:

_gaq.push(['_addOrganic','google.com','q']);
_gaq.push(['_addOrganic','google.co.uk','q']);
_gaq.push(['_addOrganic','google.de','q']);
_gaq.push(['_addOrganic','google.it','q']);

Per essere prudenti e per assicurarsi che non venga dimenticata una variante locale, dobbiamo seguire i domini specifici per i motori di ricerca con versioni generiche, ad esempio,

_gaq.push(['_addOrganic','google.com','q']);
_gaq.push(['_addOrganic','google.co.uk','q']);
_gaq.push(['_addOrganic','google.de','q']);
_gaq.push(['_addOrganic','google.it','q']);
_gaq.push(['_addOrganic','google','q']);

L’elenco dei motori fornito già da Google non è in alcun ordine particolare (il generico “google” viene prima del più specifico “google.interia” come “search” appare prima di “search.ilse“), ma la nostra analisi indica che l’ordine è importante (come d’altro canto Google implica5), vale a dire le Google Analytics fermano l’elaborazione della lista dei motori di ricerca una volta che venga trovata una corrispondenza. Ci sono diverse implicazioni qui. Questa riga

_gaq.push(['_addOrganic','google.com','q']);

corrisponderà al traffico di ricerca da google.com.mx se google.com.mx non è già stato specificato. Pertanto, si devono specificare davvero tutte le varianti regionali note di un motore di ricerca al fine di evitare una concordanza fuorviante.

_gaq.push(['_addOrganic','google.com.mx','q']);
…altri varianti locali di google.com qui…
_gaq.push(['_addOrganic','google.com','q']);

Una voce molto generica

_gaq.push(['_addOrganic','google','q']);

potrebbe corrispondere anche a siti non di proprietà Google che hanno utilizzato google come un sottodominio, ad esempio http://google.isp-portal-example.com/. L’unico modo per evitare questi falsi positivi è quello di evitare l’uso di stringhe generiche per i nomi dei motori di ricerca. Qualsiasi motore di ricerca non riconosciuto verrà trovato nel report Siti di provenienza, pur senza parole chiave.

Nel caso di Google, la stringa per il parametro di ricerca è sempre q. Alcune aziende, come ad esempio l’italiana Tiscali, sono meno coerenti. Talvolta Tiscali utilizza q talvolta query:

_gaq.push(['_addOrganic','tiscali.cz','query']);
_gaq.push(['_addOrganic','tiscali.it','q']);
_gaq.push(['_addOrganic','tiscali.nl','q']);
_gaq.push(['_addOrganic','tiscali.co.uk','query']);

Se più parametri per le parole chiave sono attualmente in uso, abbiamo bisogno di una voce separata per ciascuna:

_gaq.push(['_addOrganic','tiscali.cz','query']);
_gaq.push(['_addOrganic','tiscali.it','q']);
_gaq.push(['_addOrganic','tiscali.nl','q']);
_gaq.push(['_addOrganic','tiscali.co.uk','query']);
_gaq.push(['_addOrganic','tiscali.co.uk','q']);

Naturalmente se si decide di ignorare l’elenco dei motori di ricerca predefinito dalle Google Analytics, sarà nostra responsabilità aggiungere nuovi motori di ricerca e mantenere l’elenco dei motori di ricerca con i nomi di dominio giusti e le stringhe dei parametri di ricerca utilizzate dai motori di ricerca e le fonti di traffico derivante dalla ricerca. Questo punto non è da sottovalutare: l’ecosistema web è molto dinamico!

Un elenco esteso dei motori di ricerca può diventare piuttosto lungo, “gonfiando” le pagine web. La soluzione a questo problema è semplice: si mettono tutti i motori di ricerca personalizzati in un file JavaScript esterno in modo che il lavoro per caricare l’elenco si verifichi solo una volta nel corso della sessione di navigazione (ed ancor meno per i visitatori che tornano a seconda delle impostazioni delle direttive http cache del server web).

Tornando al nostro codice JavaScript originale, si chiude il codice che definisce la variabile pageTracker. Dopo di ciò, viene inserito l’elenco esterno dei motori di ricerca. Una volta fatto questo, si aggiunge ogni ulteriore personalizzazione, chiudendo con la chiamata _trackPageview.

<script type="text/javascript">

  var _gaq = _gaq || [];
  _gaq.push(['_setAccount', 'UA-xxxxx-z']);
</script>
<script src="/js/gasea.js" type="text/javascript"></script>
<script type="text/javascript">
  _gaq.push(['_trackPageview']);

  (function() {
    var ga = document.createElement('script'); ga.type = 'text/javascript'; ga.async = true;
    ga.src = ('https:' == document.location.protocol ? 'https://ssl' : 'http://www') + '.google-analytics.com/ga.js';
    var s = document.getElementsByTagName('script')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s);
  })();

</script>

Nota: cambiare /js/gasea.js se necessario. Sostituire l’ID delle Google Analytics in azzurro con il tuo ID di account e profilo.

Le visite delle pagine cache dei motori di ricerca

Una parte di monitoraggio del traffico proveniente dai motori di ricerca spesso trascurato riguarda il monitoraggio delle pagine cache visualizzate nei motori di ricerca. Quando un motore di ricerca visualizza i risultati di una ricerca, c’è spesso un accanto all’URL di una copia della pagina originale come rilevato dal crawler del motore di ricerca (l’uso del meta tag robots “noarchive” è il motivo principale per cui un link cache non appare). Il numero di pagine viste dai cache è probabilmente basso per la maggior parte dei siti, ma aggiungendo il rilevamento delle visite dalle cache può migliorare la precisione dei report sulla ricerca (e la perplessità su alcuni siti di provenienza) con uno sforzo minimo.

Se un utente web decide di visualizzare una pagina di un sito web con il cache di Google, un indirizzo IP numerico si aprirà nel report sui siti di provenienza. Attualmente gli indirizzi IP utilizzati da Google per la visualizzazione di una pagina cache finiscono in 104, come 72.14.205.104. Yahoo! utilizza il dominio *.wrs.yahoo.com. Le visualizzazioni della cache di Microsoft sono viste dal dominio cc.msnscache.com. Ask utilizza il dominio *.askcache.com, ad esempio www.askcache.com o uk.askcache.com, anche se le pagine cache nei risultati di una ricerca non sembrano disponibili per tutte le aree geografiche servite da Ask.

Le ricerche nei blog, d’immagine e per prodotti

Il primo elenco dei motori di ricerca si è concentrato soprattutto sulla ricerca tradizionale sul Web. È compreso anche il tracciamento delle ricerche sui Blog nel Google Ricerca Blog e un supporto rudimentale per il traffico da Google ricerca immagini. È da tenere presente che per la ricerca delle immagini Google utilizza un parametro codificato all’interno di un parametro7, che rende questo monitoraggio solo parzialmente utile. Google non utilizza un sottodominio dedicato per la ricerca di prodotti (già conosciuto come Froogle); queste ricerche dovrebbero apparire come ricerche web normali. Una maggiore attenzione sarà dedicata alla ricerca di blog, prodotti e media come immagini e video in un prossimo futuro.

Considerazioni sulle prestazioni

Un elenco estensivo dei motori di ricerca potrebbero degradare le prestazioni del tuo sito web quando un utente nuovo richiede la prima pagina del sito – il mio elenco personalizzato è attualmente più di 30k. Un saggio utilizzo delle direttive cache a livello del server web può assicurare che le pagine viste successivamente carichino il file JavaScript esterno dalla cache del browser. Le prestazioni possono anche essere mitigate inserendo il codice Analytics nella parte bassa della pagina HTML piuttosto che nella parte alta. Si tratta del caso di mettere l’esperienza dell’utente in primo piano (con il rischio di ridurre il numero delle pagine monitorate), una tattica caldamente consigliata. Se la dimensione del file JavaScript diventa preoccupante, prendere in considerazione un nome più corto per la variabile pageTracker (dentro e fuori del file – a partire dalla dichiarazione fino alla chiamata TrackPage!).

È da valutare la possibilità di utilizzare solo un sottoinsieme della lista completa dei motori di ricerca qui presentata. La tabella che fornisco può essere riordinata per geografia o motore di ricerca per aiutarvi a scegliere i motori di ricerca e le fonti di traffico di ricerca più utili per il vostro mercato.

Alcuni avvertimenti prima di concludere

  1. Si noti che la modifica dei motori di ricerca riconosciti dalle Google Analytics non è retroattiva – la lista ha un impatto solo nel momento in cui i dati sono raccolti. Questo può rendere più difficile il confronto fra i dati vecchi e quelli nuovi.
  2. Il dettaglio delle varianti locali dei motori di ricerca internazionale come Google e Yahoo! consentirà un’analisi più puntuale del traffico e del rendimento delle parole chiave in ogni variante locale, ma renderà più difficile una visione globale delle prestazioni per un determinato motore di ricerca.
  3. In questo articolo si presume che si stia utilizzando l’attuale codice di monitoraggio ga.js piuttosto che il vecchio urchin.js. Se non è così, si consiglia la consultazione dell’articolo eccellente a cura di Brian Clifton, già capo delle Google Analytics in Europa, sul rilevamento dei motori di ricerca con urchin.js.
  4. Qualora si decida di azzerare la lista gestita da Google per tracciare i motori di ricerca, diventa necessario non solo impostare una propria lista ma anche mantenerla, cambiando parametri di ricerca e/o aggiungendo nuovi motori di ricerca a seconda del caso.
  5. Alcuni motori di ricerca non prevedono parametri nella loro URL di provenienza (spesso riscrivono i parametri come cartelle). Le Google Analytics non sono in grado di rilevare le parole chiave da questi motori di ricerca; puoi trovare questi motori nel rapporto siti di provenienza. Tra gli esempi figurano A9.com (Amazon), Excite.com, il meta-motore di ricerca dogpile.com, ed il proprio laboratorio di ricerca di Google, Searchmash.com.
  6. Le informazioni qui fornite sono senza alcuna garanzia – utilizzare queste informazioni ed apportare modifiche alle Google Analytics a proprio rischio e pericolo. L’uso di queste informazioni può comportare la perdita e/o corruzione di dati.
    1. È facile avere una perdita di dati nei sistemi di monitoraggio basato sul browser a causa di problemi di configurazione, e non è possibile recuperarli in un secondo tempo.
    2. Google può apportare modifiche alle Google Analytics in qualsiasi momento, modifiche che potrebbero invalidare le indicazioni presentate in questo articolo.
    3. Non abbiamo un accesso al codice sorgente delle Google Analytics, di conseguenza non possiamo essere sicuri sul funzionamento delle Google Analytics né oggi né domani.
    4. Etc!

I dati per il riconoscimento esteso dei Motori di ricerca nelle Google Analytics

Si può semplicemente copiare il nostro codice di monitoraggio JavaScript ga.js, una lista dei motori di ricerca per le Google Analytics, in una directory sul tuo sito. Puoi fare riferimento a questo file con un link in un post (articolo) sul tuo sito ma si prega di non inserirlo nel codice delle pagine del tuo sito in modo che venga chiamato dal nostro server. Ciò sarebbe una netiquette (comportamento) scorretta (scroccare la banda di qualcun altro senza permesso) e comporterebbe per te un rischio per la sicurezza. Qui si potrebbe modificare il codice che viene eseguito sul tuo sito, in qualsiasi momento, ad esempio per far visualizzare immagini scomode o peggio. È una cosa da evitare, no?. Potete consultare la lista dei motori di ricerca dal quale abbiamo creato il file JavaScript.

adCenter Analytics di Microsoft

Non è attualmente possibile effettuare modifiche alla lista dei motori di ricerca (o fonti di traffico attributi alla ricerca web) riconosciuti dalle adCenter Analytics. Tuttavia, le persone che presiedono l’assistenza alle adCenter Analytics sono molto disponibili; in un articolo correlato potete trovare una lista dei motori di ricerca riconosciuti dalle adCenter Analytics.

IndexTools, di casa Yahoo!

Purtroppo non ho ancora ricevuto un invito per utilizzare IndexTools (per ora è disponibile solo per i clienti storici ed i clienti di Yahoo! Search Marketing), così non sono in grado di proporre una possibile soluzione.


1 Le Google Analytics sono state brevemente aperte al pubblico il 14 novembre 2005. A causa di una domanda non prevista, l’accesso ai nuovi utenti è stato limitato, per consentire il potenziamento delle infrastrutture.
2 Quali sono i motori di ricerca identificati dalle Google Analytics?
3 Controllare i valori nella variabile d.fa contenuta nel codice di monitoraggio delle Google Analytics per un elenco attuale.
4 Come posso fare in modo che le Google Analytics identifichino motori di ricerca supplementari nei rapporti Referral?
5 La documentazione per il metodo _clearOrganic() dice “Utilizzare questo metodo quando si desidera definire la precedenza dell’ordinamento della lista personalizzata dei motori di ricerca“.
6 Questo è documentato nell’assistenza tecnica delle Google Analytics. Vedi API di monitoraggio: Motori di ricerca e rimandi.
7 Una discussione sul webmaster world contiene un buon esempio di codice per risolvere il problema.

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A proposito di Sean Carlos

Sean Carlos aiuta le aziende nell'ottimizzare i loro risultati di business online. La sua carriera spazia dalla gestione di campagne di telemarketing e direct mailing presso un'organizzazione con più di 10.000 soci ad una significativa esperienza a livello mondiale maturata presso la Hewlett-Packard. Nei primi anni 90 Sean ha sviluppato un applicativo enterprise search, comprensivo di tutte le fasi, dall'indicizzazione alla ricerca dei testi, per il Los Angeles County Museum of Art. Dal 2000 al 2004 Sean è stato IT Manager del sito immobiliare CasaClick.it, parte del gruppo Pirelli. Sean è un docente ufficiale della Digital Analytics Association. È Chairman dello SMX Search and Social Media Conference, 13 & 14 novembre p.v. a Milano. Collabora inoltre con l'Università Bocconi. Nato a Providence, RI, USA, Sean Carlos si è laureato in Fisica. Parla inglese, italiano e tedesco.

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