Category Archives: Uncategorized
Il motore di ricerca sociale Volunia affronta le critiche
Ad un primo sguardo rivolto al motore di ricerca sociale Volunia, ho considerato le principali caratteristiche che differenziano Volunia dai motori di ricerca esistenti – e preso atto anche della strada in salita che viene a pararsi di fronte a qualsiasi nuovo motore di ricerca. Il fondatore di Volunia, Massimo Marchiori, ha detto che una delle ragioni principali per lanciare Volunia adesso era quella di raccogliere i feedback dei beta tester. Ho parlato con Marchiori per scoprire che cosa Volunia ha imparato dopo una settimana di esposizione agli utenti e per capire in che direzione Volunia stia andando. Gli ho anche chiesto in merito al supporto di Volunia ai webmaster.
Riconoscimento da parte dei motori di ricerca degli attributi link rel=”" – il bigliettino
I lettori con un’infarinatura delle regole d’arte della SEO sono probabilmente a conoscenza dell’attributo rel=”nofollow” per i link, il quale dice in sostanza ai motori di ricerca che il proprietario del sito non garantisce la bontà di un link in uscita e che, con tutta probabilità, quel link è stato aggiunto da un visitatore al sito. Forse anche il rel=”canonical”, utilizzato per fornire ai motori di ricerca l’URL del documento definitivo nel caso dei contenuti raggiungibili tramite più URL, risulta vagamente familiare. Ma che dire di rel=”author”, utilizzato da Google per l’attribuzione dell’autore o rel=”next” per l’impaginazione?
Le reti sociali e la visibilità nei motori di ricerca: un motivo in più per partecipare
Per le aziende è importante trovarsi sulle stesse piazze dove si trovano anche i propri clienti e i clienti potenziali. In rete, le piazze sono indiscutibilmente le reti sociali come Facebook, Twitter, friendfeed, Google+e, particolarmente per la vendita ad altre aziende, LinkedIn. Ma prima che un’azienda decida di dedicare del tempo e delle persone a presiedere le reti sociali come si deve, ci sono tutta una serie di vantaggi e svantaggi da valutare.
Google e l’attribuzione dell’autore rel=”author”: promozione impropria di Google+?
Nel giugno 2011 Google ha introdotto una modalità per gli autori di contenuti che consente loro di migliorare la visualizzazione dei loro articoli nei risultati di ricerca di Google grazie all’associazione di una foto dell’autore e di una riga di attribuzione “a cura di”. Ulteriori informazioni sull’autore nei risultati di ricerca, dette authorship markup, continuano l’implementazione di rich snippets (astratti arricchiti) da parte di Google, un concetto originariamente introdotto da Yahoo come risultati migliorati (enhanced results).
Nell’attuazione del codice per l’attribuzione dell’autore, Google dice di essersi appoggiata agli standard già esistenti come l’attributo rel="author" di HTML5 per i tag link ed ancora, anche se rel="author" in realtà non è proprio nuovo come Google sa, e l’attributo rel="me", definito dalla XFN (XHTML Friends Network).
Monitoraggio di eventi con le Google Analytics – nuova opzione per evitare un impatto sulla frequenza di rimbalzo
Quando le Google Analytics hanno aggiunto il tracciamento di eventi nel giugno 2009, si potevano quasi sentire gli applausi – è ora possibile tenere traccia di “cose” distinte da pagine, come ad esempio gli errori del sito e i download di file zip, senza gonfiare artificialmente le statistiche sulla visualizzazione di una pagina. Eppure non è dovuto passare molto tempo prima che una lettura attenta della documentazione abbia forato il pallone: con l’impostazione predefinita, gli eventi delle Google Analytics vengono trattati come un coinvolgimento degli utenti, così se un utente visita una pagina su un sito, finisce per innescare un evento in questa pagina, come ad esempio la visualizzazione di un video o scaricare un file, poi lascia il sito, la visita della singola pagina non conterà come un rimbalzo.
Microsoft / Yahoo Search Alliance: è l’ora di prestare più attenzione agli Strumenti per i webmaster Bing
Giunti alla sua terza iterazione significativa, gli Strumenti per i Webmaster Bing meritano uno sguardo più attento alla luce della transizione continua da Yahoo alla tecnologia Bing per la ricerca come previsto dall’accordo Microsoft / Yahoo Search Alliance. Durante la pausa estiva nell’emisfero nord, entrambi Bing ed Yahoo hanno emesso una serie di annunci importanti riguardanti l’alleanza. Il 22 luglio Yahoo ha dichiarato che ulteriori 6 paesi vengono adesso alimentati da Bing per i risultati organici di ricerca; il 4 agosto Yahoo ha aggiunto a questa lista altri 6 paesi, portando il totale a 17. Il 16 agosto Bing ha reso nota l’integrazione dei dati sul traffico di ricerca presso Yahoo in Bing Webmaster Tools.

Figura 1: Il logo Yahoo è apparso negli Strumenti per i Webmaster Bing per segnalare che i dati sono di entrambi.
La liberazione di dati da Google+: una promessa non ancora soddisfatta
Avete mai notato come MS Office è in grado di importare moltissimi formati di documenti, ma le opzioni di esportazione sono praticamente limitati a Microsoft formati (rtf è un formato di Microsoft, tra l'altro)? Ciò non è casuale. Le aziende intelligenti hanno capito che i dati sono una bene, da utilizzare strategicamente, anche come barriera per bloccare che i clienti si spostano al concorrenza.
Qualche considerazione al volo su Google+, pro e contro.
Vale la pena dire in anticipo che sono strafelice per il lancio, anche se in un test limitato, di Google+. Google+ rappresenta già un miglioramento significativo rispetto all'altro sito sociale, spesso dimenticato, di casa Google, Orkut, e sembra dimostrare che Google ha imparato molto dai suoi precedenti sforzi in campo sociale come Friend Connect e il suo Buzz, simile a twitter.
Google Friend Connect, gli strumenti sociali per un sito, meritano un altro sguardo
Mentre Facebook cattura i cuori e le menti di molti navigatori internet (circa 600 milioni di utenti nel gennaio 2011), Google ha lavorato alla sua versione del web sociale, rendendo disponibile una miriade di servizi che facilitano l’interazione sociale sul web. Alcuni, come Google Buzz, sono stati mal concepiti e criticati aspramente, giustamente, al loro lancio. Ma altri, come Google Friend Connect (GFC), probabilmente non hanno ottenuto l’attenzione che meritano. Google Friend Connect offre una vasta gamma di funzionalità di base per sostenere la creazione e la valorizzazione di una comunità presso un sito web.
Disturbo di mancanza di attenzione all’Internet di Microsoft (IADD)
Microsoft può lamentarsi della dominanza di Google su Internet, eppure è proprio Microsoft a soffrire notoriamente di IADD, cioè del disturbo di mancanza di attenzione all’Internet.
Microsoft ha una lunga storia nell’aver lanciato prodotti e servizi Internet, per poi abbandonarli. Il rivale Google ha anche eliminato molti prodotti, come i notebook e wave, ma questi erano probabilmente secondari per la missione di Google di rendere l’informazione mondiale accessibile (e convincere qualcuno a pagare per questo), né vi sono stati casi in cui Google abbia eliminato un prodotto in una categoria in cui Microsoft aveva un’offerta più forte.
È ufficiale, l’Italia è entrata nella crème delle nazioni dell’ecommerce
Google ha finalmente lanciato la ricerca di Google Shopping in Italia, più di 8 anni dopo il lancio di Froogle, nome originale di Google Shopping (chiamato Google Product Search negli Stati Uniti). Google Shopping è disponibile nel Regno Unito e in Germania dal 2004.
Figura 1. Home page della ricerca di Google Shopping in Italia Le aziende che desiderano includere i loro prodotti nella ricerca di Google Products devono caricare i propri dati utilizzando il Merchant Center di Google, precedentemente noto come Google Base.
I suggerimenti di completamento automatico per la ricerca in Google censurati dal Tribunale di Milano
Il Tribunale di Milano ha respinto il ricorso di un ordinanza del 21/25 gennaio che ha ingiunto a Google di eliminare i suggerimenti automatici per completare le parole di ricerca che associavano due parole chiave diffamatorie, truffa e truffatore, ad una persona che opera nel settore finanziario. Mentre Google esegue alcune censure preventive sulla base di norme locali di natura sociale e giuridica, questa è almeno la seconda volta che un tribunale europeo ha disposto la censura di frasi relative ai truffatori.
Google Apps: da 50 utenti gratuiti a solo 10 a partire dal 10 maggio
Oggi Google ha inviato il seguente messaggio agli amministratori dei domini registrati con gli applicativi Google Apps:
A partire dal 10 maggio, ogni organizzazione che sottoscriverà un nuovo account e vorrà attivare più di 10 utenti dovrà scegliere la versione a pagamento Google Apps for Business. Tuttavia, desideriamo mantenere fede ai preesistenti accordi con i clienti esistenti e quindi voi potrete continuare ad aggiungere oltre 10 utenti al vostro account … senza costi aggiuntivi e secondo i termini dell’accordo iniziale.
Gentile azienda, è il momento di convertire il tuo profilo Facebook in una pagina prima che sia troppo tardi
Molte aziende hanno creato la loro presenza istituzionale o quella di un prodotto su Facebook utilizzando i profili Facebook. Con 600 milioni di utenti attivi ogni mese (di cui 19 milioni in Italia), la piazza digitale offerta da Facebook è la componente essenziale di una strategia di digital media marketing per le aziende moderne. Si deve sapere, tuttavia, che c’è un piccolo problema che minaccia l’esistenza stessa di queste aziende su Facebook!
Google Analytics v5 è promettente, ma con molte caratteristiche perse sembra un lavoro ancora in corso
Come molti appassionati della misurazione digitale, ho messo alla prova la nuova Google Analytics versione 5 e amo perlopiù quello che vedo. Google fornisce documentazione su ciò che c’è di nuovo ed una mappa per trovare report specifici che potrebbero essere stati rinominati o spostati nella navigazione.
Cosa sembra mancare è un elenco comprensivo di ciò che manca, quindi ecco un inizio con alcuni dei punti che ho notato finora:

Figura 1: Visita un sito web esterno con un solo clic I link per visualizzare i siti di provenienza sono scomparsi, così è molto più difficile visitare le pagine esterne che si collegano a noi. Questa caratteristica era aggiunta ad un certo punto a Google Analytics, quindi spero che tornerà presto, mi manca già.
A partire dal 10 maggio, ogni organizzazione che sottoscriverà un nuovo account e vorrà attivare più di 10 utenti dovrà scegliere la versione a pagamento Google Apps for Business. Tuttavia, desideriamo mantenere fede ai preesistenti accordi con i clienti esistenti e quindi voi potrete continuare ad aggiungere oltre 10 utenti al vostro account … senza costi aggiuntivi e secondo i termini dell’accordo iniziale.
Commenti recenti