7 fonti di informazione sui link dei concorrenti e considerazioni per la ricerca di link a scopo SEO

7 fonti di informazione sui link dei concorrenti e considerazioni per la ricerca di link a scopo SEO

Può sembrare un cliché, ma un sito web non è un’isola. Qualsiasi sito di merito avrà accumulato più di un link in ingresso e certamente contiene link in uscita verso altre risorse sul web. Infatti, si può facilmente dire che senza link capaci di interconnettere i siti web, non potrebbe esistere il web globale.

Per i motori di ricerca, come Google, i link in entrata sono un segnale forte dell’autorità di un sito web. Se più siti web linkano ad un sito specifico per un determinato argomento, ci sono buone probabilità che ci sia un valido motivo che il sito citato da altri venga considerato molto rilevante. Google e gli altri motori di ricerca individuano il tema di una pagina di un sito web effettuando un’analisi sul contenuto di una pagina e sul testo dei link in entrata – il testo sottolineato su cui si clicca per arrivare ad una pagina. I link, in particolare i link in arrivo, sono quindi uno dei più significativi fattori tra gli oltre 200 che Google prende in considerazione nei suoi algoritmi per determinare il posizionamento dei siti. I link in ingresso da altri siti nello stesso settore di un’azienda rappresentano anche un’ottima fonte di traffico diretto altamente qualificato.

Dove si possono trovare dati sulla link popularity?

Se i link sono così importanti per la visibilità di un sito web, quali sono le fonti disponibili ad un professionista di web marketing per trovare dati competitivi sui link dei concorrenti? L’approccio generale sta nel fare un elenco dei siti (e delle loro pagine) che sono già altamente visibili in Google per le parole chiave e le frasi di parole chiave che ci interessano (le cosiddette keywords). È molto probabile che quell’elenco sarà rappresentativo dei concorrenti principali di un’azienda. Una volta stesa la lista di , arriva il momento di scoprire chi linka a questi URL. Ci sono più risorse per l’analisi di link sul web. Più avanti in questo articolo prenderemo in esame le diverse fonti di dati sui link, con un accenno ai relativi punti di forza e di debolezza.

Come stimare il valore di un link o come non tutti i link sono creati uguali

Gli esperti SEO sanno che non tutti i link vengono creati uguali. Gli ingegneri di Google dichiarano spesso nelle e in altri forum che Google possiede una cultura “spinta dai dati”. I professionisti del search marketing devono quindi pensare come Google e valutare ogni link per capire il suo valore relativo. I motori di ricerca principali, come Google, perfezionano continuamente i loro algoritmi – già Google effettua fra 300-400 cambiamenti ogni anno. Di conseguenza, la valutazione dei link non è una scienza esatta. Eppure ci sono attributi di base di ogni link, ciascuno dei quali può contribuire al valore globale del link. Consideriamo ora gli attributi principali, partendo da uno dei più importanti, l’attributo per i link nofollow. Tieni presente che l’effettiva ponderazione dei significati effettuata dai motori di ricerca è più complessa, quindi ciò che viene qui delineato – prenderà in considerazione altri fattori, come ad esempio il collocamento del link nella pagina (in alto / basso, in un modello o in contenuti), le parole in prossimità del link, e così via.

Il caso link nofollow

Alcuni link possono apparire nei report sui link in ingresso, ma sono scontati dai motori di ricerca a causa dell’utilizzo di una direttiva nofollow. Nofollow significa per i motori di ricerca che il sito che linka non si pronuncia sulla qualità del sito di destinazione indicato nel link. In principio, un motore di ricerca dovrebbe ignorare un link taggato con nofollow, ma il comportamento effettivo varia in certa misura da un motore di ricerca all’altro. È probabilmente sicuro dire che un link nofollowato avrà, nella maggior parte dei casi, un peso minore al confronto con un link normale.

Nofollow è stato adottato come una soluzione allo spamming dilagante nei commenti lasciati ai Blog. Molte persone senza scrupoli hanno cominciato a lasciare commenti falsi sui blog come pretesto per inserire un link o due verso uno o più siti che costoro volevano promuovere. Nel corso del tempo, si è perso ogni pretesto ed i commenti sono diventati più evidenti – a volte solo liste lunghe di link. Attraverso l’aggiunta automatica di rel=”nofollow” ai link inseriti nei commenti su un blog, gli autori di un blog apparentemente tolgono qualsiasi residua motivazione a chiunque di lasciare un link nei commenti su di un blog. L’impiego di nofollow è stato esteso alla maggior parte dei siti con contenuti generati dagli utenti (UGC). Wikipedia ne è probabilmente l’esempio più noto.

Il tag nofollow (più correttamente, attributo) può essere specificato sul link con l’aggiunta di rel=”nofollow” alla sintassi del link, oppure al livello di pagina con un <meta name=”robots” content=”nofollow” /> tag o attraverso l’uso di un’intestazione http X-Robots-Tag.

Quanto è diffuso l’attributo per i link nofollow?

Qui la risposta corretta è “dipendente” dal campione. In un esempio che ho appena guardato, di quasi 17.000 pagine solo circa il 5,5% utilizza qualsiasi tipo di nofollow per i link che ho controllato. 15 pagine hanno specificato una robots meta tag nofollow e solo una pagina impiega l’header http X-Robots-Tag. Ma se si guardano solo i commenti del blog, la percentuale sarà elevata.

Il testo “àncora” dei Link

Il “testo di ancoraggio” (anchor text) di un link, il testo sottolineato di un link su cui un utente clicca, è importante per aiutare i motori di ricerca a confermare l’argomento o tema della pagina di destinazione indicata nel link. Un testo che contiene le parole chiave, piuttosto che la famigerata “clicca qui”, sarà più utile sia agli utenti finali sia agli algoritmi dei motori di ricerca.

Questo è un tema ricorrente nella SEO – una gran parte delle attività della Search Engine Optimization viene spesso impiegata nel migliorare l’usabilità del sito!

L’età del sito ed il link: freschi o stagionati come un buon formaggio?

Sul web la vecchiaia del sito è un segnale della stabilità o meno del sito che ospita il link; il sito ha resistito alla prova del tempo, o rappresenta un progetto furbetto avviato appena l’altro giorno? I motori di ricerca significativi come Google probabilmente mantengono una profilazione per ogni sito web che tracciano. Questo profilo conterrà informazioni sulla registrazione del dominio, compresi i cambiamenti nella proprietà nel corso del tempo. Non è un caso che Google sia anche un registratore di domini (vedi no. 895). Il profilo di un sito si estenderà agli attributi di pagine e dei link. I motori di ricerca noteranno quando una pagina viene trovata per la prima volta su un sito, quando un link è stato aggiunto. Il modo più semplice per un professionista SEO nell’ottenere informazioni in modo automatizzato su un dominio è quello di acquistarle da una società come domaintools.com o tramite Alexa Web Information Services da Amazon. Esigenze occasionali possono essere soddisfatte attraverso un controllo whois (per gli utenti Linux basta poco più di un click) o tramite una delle tante toolbar, tra cui quella di Alexa.

Lingua della pagina col link

Implicita nel suggerimento che i link in entrata provengono da siti tematicamente correlati e comprendono parole chiave pertinenti alla pagina di destinazione è che i link provengono da pagine nella stessa lingua della pagina di destinazione. Ci sono di sicuro molte occasioni in cui un sito inserisce un link ad una fonte di informazioni in un’altra lingua, ma non è mai ideale – non vi è alcuna garanzia che il lettore possa capire la lingua della fonte citata. Ormai i motori di ricerca sono bravi nel riconoscimento della lingua di una pagina e, di conseguenza, la lingua della pagina di provenienza è un fattore che incide sul peso di un link. Da notare poi un altro esempio che ciò che è buono per gli utenti finali fa bene alla SEO e viceversa.

Un programma per l’analisi di link ha diverse opzioni per determinare la lingua dei link in arrivo a un sito. Un segnale è dato dal dominio di primo livello, ad esempio, spesso un dominio .fr ospita contenuti web in lingua francese. Purtroppo, questo modello, pur utile, si rompe molto rapidamente. Un dominio svizzero, .ch, può facilmente ospitare contenuti in una delle quattro lingue ufficiali, vale a dire tedesco, francese, italiano e romancio, per non parlare dell’inglese. Approcci più sofisticati aggiungono all’analisi tld un’analisi testuale della pagina web, alla ricerca di modelli che sono comuni ad una lingua specifica. L’analisi può essere automatizzata, spesso utilizzando l’interfaccia per l’analisi dei n-gram. Google fornisce un’interfaccia per il loro strumento di rilevamento (e traduzione) della lingua (è un buon punto di partenza!). Yahoo! ha dichiarato di considerare l’intestazione http Content-Language, disponibile anche come meta tag http-equiv, ad esempio, <meta http-equiv=”Content-Language” content=”it” /> dove it sta per il codice della lingua. Se ne può verificare la presenza, ma dubito dell’affidabilità di ciò.

La pagina con il link è indicizzata nei motori di ricerca?

Nei fatti, probabilmente, c’è un elemento particolare più importante dello stato nofollow di un link. La pagina che contiene, o potrebbe contenere, un link è effettivamente indicizzata nei motori di ricerca? Se il motore di ricerca target è Yahoo! e hai ottenuto le informazioni sui link da Yahoo!, non si tratta di un problema (salvo eventuali modifiche recenti). Eppure, proprio perché una pagina contenente un link interessante è stata indicizzata da Yahoo! non significa necessariamente che essa sia stata indicizzata da parte di Google, Microsoft o dagli altri motori di ricerca.

Si potrebbero incrociare in automatico i link rilevati da Yahoo! con l’indice Google per verificare se una determinata pagina è indicizzata in Google o meno, ma Google è parsimoniosa quando si tratta di condividere i dati raccolti sui nostri siti web. Per ulteriori dettagli su questo punto, vedi la mia critica sulla politica Google relativa agli API.

L’utilizzo del Google Page Rank nel valutare i link

I neofiti si lasciano facilmente distrarre dal richiamo della sirena PageRank. Sì, si può controllare il PageRank Google per le pagine ritenute interessanti per un link potenziale. È anche possibile effettuare un controllo in automatico. Ma tenete presente che i valori del PageRank Google, visibili al pubblico nella barra degli strumenti, sono gravati da alcuni limiti non indifferenti.

Innanzitutto, come già accennato, Google ed altri motori di ricerca, quando pesano un link nei loro algoritmi, prendono in considerazione molti fattori, come le parole chiave nel testo del link e l’età del sito. Questi fattori sono completamente indipendenti dal valore del PageRank. Il fatto che proprio il PageRank sia privo di un contesto tematico rappresenta un difetto enorme nella capacità del PageRank di prevedere l’importanza di una pagina per una query particolare.

Vale la pena notare in più che i valori pubblici del PageRank Google non sono quelli utilizzati internamente da Google. Sappiamo che il PageRank visibile nella barra degli strumenti Google viene aggiornato solo una volta ogni tre o quattro mesi. Sappiamo anche che Google talvolta penalizza un sito per la vendita “impropria“ di link, abbassando il valore del PageRank visualizzato. Eppure in molti casi il sito non subisce nei fatti un calo del traffico; pare che la penale sia simbolica. In questo caso serve per scoraggiare l’acquisto di link da tale sito.

Il PageRank Google è certamente un interessante segnale per la SEO. Ma non è un segnale attendibile e non è certamente il valore onnicomprensivo che molti vogliono credere.

A proposito, non pensare neanche di utilizzare il rank di Alexa. Il campionamento dei dati fatto da Alexa è altamente influenzato dalla natura auto-selezione del campione – particolarmente da parte dei webmaster che sono spinti ad installare la toolbar di Alexa per influenzare o altrimenti manipolare le statistiche Alexa.

Organizza i link per categoria, ad esempio, blog, directory, forum, articoli

Una volta che una lista di siti e pagine di interesse per i link sia stata identificata, può essere molto utile organizzare gli URL per categorie. Le categorie ci aiutano a capire a colpo d’occhio i tipi di problemi che possiamo aspettarci di incontrare quando cerchiamo un link su un sito o pagina. I blog hanno frequenti problemi di nofollow. i forum spesso non consentono la specifica del testo per un link, ecc. Altre categorie che possono essere utili comprendono i segnalibri collaborativi, spazi web gratuito, piccoli annunci, eventi, formazione, siti governativi, portali generalisti, gruppi, profili personali, URL abbreviati … questa è l’idea.

Trovare link “facili”: i siti che ci citano senza un link

Parte dell’analisi di link potenziali e comprende la ricerca di frutti a bassa altezza da raccogliere facilmente, cioè opportunità relativamente facili per ottenere nuovi link. Non c’è di meglio che cercare le persone che ci hanno già citato, ma non hanno pensato di mettere in quel momento un link a noi. Un programma di analisi dei link può verificare un elenco di pagine per citazioni e notare se le citazioni siano nei link o meno. Una volta che le citazioni senza link vengono trovate, possono bastare una email oppure una telefonata educata alla persona giusta per suggerire di trasformare la citazione in un link, in parte per aiutare i lettori della pagina, et voilà, un nuovo link è nato.

Comprare i link

Se i link risultano così importanti per la visibilità di un sito web in un ecosistema più esteso, non dovrebbe sorprenderci la comparsa di un mercato di compravendita dei link. Ci sono molti intermediari di link, come Text Link Ads e Link Lift.

Va detto che l’acquisto e la vendita dei link è controversa. I motori di ricerca ti diranno che tale atteggiamento è contrario alle loro linee guida visto che si contano i link inseriti in modo disinteressato per il funzionamento dei loro algoritmi. Essi ti diranno inoltre che i link a pagamento dovrebbero essere indicati come tali. Per gli utenti finali, si dovrebbe utilizzare una dicitura come annunci sponsorizzati – e per motori di ricerca la segnalazione viene attraverso l’impiego di nofollow. Infatti, in alcune giurisdizioni, la piena divulgazione può effettivamente rappresentare un obbligo giuridico.

Tutto bene sulla carta, ma nel mondo reale la situazione appare meno chiara. Lo stesso motore di ricerca che ti dice di non acquistare i link per migliorare il tuo traffico diretto e proveniente dai motori di ricerca è anche il più grande venditore di piccoli annunci che contengono, guarda a caso, link ipertestuali. San Google? No. Basti pensare che tuttora Google accetta l’arbitraggio AdWords da parte di Ask! Poi, quando Google Giappone è stato colta in flagrante mentre violava le sue regole sull’acquisto di link, si è capito che la battaglia sulla compravendita dei link è forse errata. Sì, i motori sono perlopiù trasparenti (L’express include da Yahoo! rappresenta un’eccezione insieme a Google), ma fa riflettere lo stesso. Sarebbe forse il caso che il web seguisse la tradizionale divisione anglosassone tra reparti commerciali ed editoriali nel settore della stampa? O è il caso che il web segua il modello hollywoodiano che prevede l’inserimento di prodotti senza avviso nel prodotto? La pubblicità può pagare le spese, sostenere lo sviluppo di contenuti web ma, come speriamo, senza essere troppo invasiva.

In un mondo ideale, mi sentirei a favore della trasparenza. Trovo l’inserimento di prodotti pubblicitari nei film molto fastidioso. Eppure, un cinico potrebbe facilmente sostenere che la stampa ha, per esempio, minimizzato l’effetto distruttivo dell’industria automobilistica all’ambiente (inquinamento, le guerre per il petrolio…), in modo da evitare di offendere gli inserzionisti. Credo che si fatichi a trovare una risposta sulla correttezza della compravendita di link o meno. Ma siete stati avvertiti.

Fonti di informazione sui Link

Ciascuna società che esegua la scansione del Web è una fonte potenziale di dati sui link ma, nei fatti, le dimensioni e la complessità del web limitano tale attività ad un numero molto ristretto di protagonisti, in gran parte i principali motori di ricerca.

Google

Google Logo Se il nostro obiettivo è quello di essere molto visibile in Google per una serie di parole chiave e frasi di parole chiave, sarebbe bello sapere quali link siano stati trovati dal robot Google, googlebot. Se Google non ha trovato un link, è piuttosto improbabile che il link possa contribuire al valore di una pagina della classifica di Google. Google possiede un comando speciale per una ricerca, link:<URL>, che restituisce le pagine che si linkano alla URL fornite insieme con link:. A titolo di esempio, link:www.google.com/analytics restituisce un elenco di pagine web con un link a www.google.com/analytics (non è necessario che venga specificata la parte http://).

Ci sono alcuni vincoli. I link restituiti probabilmente comprenderanno i link interni ad un sito. Non vi è alcun modo per escludere i link interni, tocca te a filtrarli da solo. I link segnalati sono solo un casuale sottoinsieme di tutti i link che Google conosce per un sito. Se stai cercando dati comprensivi, hai scelto il posto sbagliato. Google non vuole facilitare la scoperta di informazioni sui link verso siti di terze parti.

Google fornisce invece informazioni abbastanza comprensive per i propri siti attraverso Google Strumenti Webmaster. Un confronto tra le proprie informazioni in GWT e l’operatore link: fornisce un’idea di ciò che manca nei risultati forniti con link:.

Maggiori informazioni sui limiti dell’operatore link: possono essere reperite in un recente video dell’ingegnere di Google Matt Cutts.

Yahoo! Site Explorer

Yahoo! Site Explorer Logo Yahoo! offre un ottimo strumento per l’analisi competitiva di link, il Yahoo! Site Explorer. Basta inserire un URL da analizzare e dopo un paio di clic, Yahoo! fornisce un elenco di link in arrivo a quell’URL. Si può esportare la lista per un’analisi approfondita in un programma come OpenOffice Calc o Excel. Yahoo! offre anche un’API per facilitare il recupero dei dati da un programma automatico. Fin qui, tutto bene. Una limitazione notevole con Yahoo Site Explorer è che Yahoo! fornisce solo un massimo di 1000 link verso un URL. Dal momento che alcuni siti web possono includere un link nel modello di sito (su ogni pagina), come ad esempio nel blogroll di un blog, non è raro vedere i 1000 link provenienti da pochi domini. Questo problema può essere mitigato un po’ facendo un’analisi di più pagine del sito di interesse, ma non è una soluzione ideale.

Come per Google, le informazioni sui link che Yahoo! restituisce sono piuttosto limitate: l’URL della fonte del link ed il titolo della pagina. L’interfaccia web fornisce il formato del documento sul web, ad esempio, html, e le dimensioni del file, dati che non sono attualmente disponibili nell’API. Per eseguire l’analisi dei link, come minimo abbiamo bisogno di sapere il testo di ancoraggio del link (il testo su cui si clicca) e se c’è una direttiva nofollow in vigore tramite rel=”nofollow”, una meta-tag “robot” o una direttiva x-robots-tag nell’intestazione http restituita dal server web. Purtroppo Yahoo! non fornisce queste informazioni necessarie a valutare la qualità di un link.

Nella nostra esperienza, i dati restituiti dal sito web e l’interfaccia API possono variare. In particolare, alcuni dei link segnalati dall’interfaccia API sembrano essere duplicati visto che attualmente Yahoo! tronca gli URL a 192 caratteri. Alcuni URL sovraccaricati da parametri (che, a proposito, dovrebbero essere accuratamente evitati) supereranno facilmente tale lunghezza.

Majestic SEO

Majestic SEO Logo Alcuni i anni fa, durante l’aggiornamento del riconoscimento dei robot nello strumento per le Web Analytics AWStats, ho trovato il robot MJ12bot che mi ha portato ad un progetto in Gran Bretagna per un motore di ricerca, Majestic-12. Majestic-12 ha sviluppato un sofisticato database di informazioni sui link nel web al fine di acquisire una migliore conoscenza degli algoritmi di classificazione utilizzati dai motori di ricerca. Nel febbraio 2008 Majestic ha iniziato a fornire questa conoscenza sui link ai professionisti SEO come modalità di condivisione con la comunità web e per finanziare lo sviluppo ulteriore del motore di ricerca Majestic-12.

Le informazioni di base su un sito web sono disponibili presso il sito Majestic SEO o tramite un’estensione (plugin) per il browser. Come con Google Strumenti Webmaster, Majestic SEO fornisce ai proprietari di un sito l’accesso gratuito ai dati per i propri siti. I dati sui concorrenti sono disponibili a pagamento – che varia da un modesto 50p a ~ £600 nel caso di informazioni sui link per un sito di rilievo, come google.com. Majestic SEO utilizza un sistema di crediti che prevede sconti per acquisti più significativi.

Dati forniti e perché conta

Majestic SEO aggiunge alle informazioni di base sui link informazioni preziose come il testo di ancoraggio del link (anchor text) o il testo alternativo per un’immagine. Majestic SEO effettua il controllo per accertare la presenza di nofollow al link e, al livello di pagina, nelle meta-tag. Non viene controllata la presenza di X-Robots-Tag nella header http, ma non ho ancora visto molto impiego di questa tag e sinceramente non è che mi aspetti molto. Majestic offre anche un valore di classifica approssimativo, ACRank, anche se non è chiaro quanto questo sia utile al momento.

Frequenza di aggiornamento

Al momento della stesura di questa guida, i dati sono stati appena aggiornati; Majestic mi dice che la maggior parte dei loro indici risulta dai dati degli ultimi 12 mesi. Majestic mira ad arrivare ad un aggiornamento mensile.

Web copertura

Majestic è a conoscenza di 539 miliardi di URL unici e sostiene di aver scansionato circa 77 miliardi di pagine web uniche di tali URL, non male. La copertura geografica è ampia, Majestic afferma: “eseguiamo la scansione di tutti gli URL su cui possiamo mettere le mani“.

SEOmoz LinkScape Logo SEOmoz ha lanciato il suo servizio commerciale per conoscenza dei link, LinkScape, con molto clamore nel mese di ottobre, 2008.

Come ho già indicato nella mia guida per la selezione di parole chiave, gli strumenti di ricerca, nonostante quanto bella sia l’interfaccia utente, sono utili solo fino all’attendibilità dei loro dati di base.

Qui sta il problema con LinkScape. Non sono chiare la provenienza dei dati, la rappresentazione geografica e linguistica, né la freschezza. SEOmoz elenca le potenziali fonti di dati, ma questo elenco è troppo ambiguo per essere significativo. Vale la pena notare che l’accesso al servizio di Ask.com è stato spento diversi anni fa, ma quando esso funzionava, comprendeva i dati provenienti solo da Ask in inglese. Immagino che l’obbiettivo per SEOMoz a medio e lungo termine sia quello di diventare autosufficiente nella raccolta dei dati sui link (i dati whois per dotnetdotcom.org sono indicativi); pare che abbiano ancora un po’ di strada da fare.

Similmente a Yahoo! Site Explorer, LinkScape limita il numero di link che puoi visualizzare per ogni URL, anche se fino ad un più generoso 3.000. SEOmoz dice di essere a conoscenza di oltre 38 miliardi di URL (nel faq si parla di 36 miliardi di pagine) rispetto ai 350 miliardi di SEO Majestic (di cui 77 miliardi di pagine scansionate). Poiché molte pagine web possono essere semplicemente URL duplicati con lo stesso contenuto o di scarsa qualità, un miliardo qui e lì può essere non così rilevante. Quello che è importante è invece un’opportuna copertura geografica e linguistica per i mercati a cui siete interessati. Mentre credo che LinkScape sia uno strumento SEO promettente, ho la sensazione che il servizio, e la sua commercializzazione, hanno bisogno di maturare ancora un po’.

L’accesso a Linkscape è disponibile pagando un canone mensile o annuale. Il canone comprende anche l’accesso ad altre risorse SEO.

Alexa

Alexa Logo La divisione Alexa di Amazon esegue attivamente una scansione del web, fornendo cortesemente i dati utilizzati dall’Internet Archive (grazie Amazon!). I dati limitati ai link sono disponibili gratuitamente tramite un’interfaccia web e diverse barre degli strumenti. L’interfaccia web e le barre degli strumenti indicano il numero di domini linkati ad a un sito e non il numero totale dei link. Liste più estese di link in arrivo ad un sito sono disponibili attraverso un’API per un costo nominale – $0,15 per 1.000 richieste. Similmente a domain tools, Alexa fornisce informazioni sulla registrazione del dominio se esso è a disposizione del pubblico.

Exalead

Exalead Logo Exalead, un motore di ricerca internazionale con sede in Francia, offre l’operatore link: per la ricerca sul web. Il loro motore di ricerca serve come un banco di prova e di vetrina per la tecnologia “Enterprise” offerta da Exalead. Non sono a conoscenza di un’API disponibile al pubblico. Aggiornato il 2009-07-10. Exalead ha variato +link: in link:

Gigablast

Gigablast Logo Similmente a Exalead, Gigablast dispone di un motore di ricerca pubblico che serve anche per mettere in mostra la propria tecnologia di ricerca aziendale. Il loro operatore link: non sembra funzionale, il che è un peccato visto che offrono anche un’API XML, basta aggiungere &raw=8 alla query (limitata a 1.000 queries al giorno).

Microsoft Bing (già MSN / Windws Live Search)

Live Search Logo Un tempo Microsoft offriva le operatori di ricerca linkdomain: e LinkFromDomain:. è stato disabilitato e poi si è cominciato ad offrire informazioni sui link esclusivamente per i siti verificati nella Live Search Webmaster Center. Con l’impostazione predefinita Microsoft visualizza sia link in entrata che interni ad ogni pagina del tuo sito. I risultati possono essere filtrati dal sottodominio e/o cartella, utile per escludere i link interni. Si possono interrogare i link verso una pagina specifica o modello di URL. Fino a 1.000 i risultati possono essere esportati per ulteriori analisi in OpenOffice Calc o qualche altro programma famoso. Il file esportato contiene l’URL, il titolo della pagina, la classificazione Microsoft “Page score”, un codice per la regione e per la lingua. La guida in linea discute un monitoraggio dei risultati nel corso del tempo, ma questa funzionalità non è presente.

È un peccato che Microsoft non si avvalga di questa opportunità per conquistare i cuori e le menti dei web master offrendo dati sui link per ogni sito, come fa Yahoo!. Almeno questa mancanza dovrebbe servire ad una considerazione anti-trust per qualsiasi ipotesi di acquisto di Yahoo! da parte di Microsoft :-).

Ask.com / Teoma

Ask.com Logo Ask.com non ha mai fornito informazioni sui backlink, anche se a un certo punto essa ha avuto un grande API per l’accesso ai risultati della ricerca. Attraverso Keith Hogan, Vice Presidente di Ask, Ask è stato molto più comunicativa verso la comunità webmaster. Speriamo che Ask dimostri il proprio sostegno della comunità webmaster riattivando la sua API e mediante la fornitura dei dati sui backlink.

Altri principali motori di ricerca

Si possono trovare informazioni sui link presso altri motori di ricerca, ma spesso esse sono solo versioni di Google o Yahoo! con un marchio diverso.

Motori di ricerca internazionali

Naver (네이버), la Corea

Naver è un portale e motore di ricerca molto innovativo in Corea. Se ho ben capito, le Yahoo! Answers si basano sul lavoro svolto per primo da Naver. Detto questo, non ho potuto trovare un modulo di ricerca avanzata per il motore di ricerca Naver. Né gli operatori link:linkdomain: sembrano funzionare.

(Рамблер), Russia

Rambler offre un modulo per la ricerca avanzata, ma non c’è alcuna menzione di back link o sostegno per la ricerca di link. Né link:linkdomain: gli operatori sembrano funzionare.

Yandex (Яндекс), Russia

Yandex offre un modulo per la ricerca avanzata, ma ancora una volta, non c’è alcun segno di back link o supporto per la ricerca di link. Né link:linkdomain: gli operatori sembrano funzionare.

Baidu (百度), Cina

Baidu offre funzioni di ricerca avanzata ed una descrizione eccellente di operatori per la ricerca avanzata, ma ahimè, non c’è alcuna menzione di un link: o simile operatore.

Sogou (搜狗), Cina

Se qui noti la stessa cantilena, non sbagli. L’aiuto in linea di Sogou per la ricerca avanzata discute degli operatori site: e filetype:, ma non c’è alcuna menzione di un operatore link:.

Le fonti per i Link messi a confronto: il numero di link verso anteztea.it

La seguente tabella fornisce una rapida panoramica dei diversi servizi di informazione sui link, compreso il numero di link che segnalano per un dominio specifico, antezeta.it.

ChiDati sui ConcorrentiDati per Siti VerificatiEsempio di sintassiAPILink verso Antezeta.itNote
AlexaSì. Attraverso una interfaccia web, o, per un importo piccolo, attraverso un API.Non è necessariohttp://www.alexa.com/site/linksin/antezeta.it109Il conteggio dei link si riferisce ai domini.
ExaleadNon è necessariohttp://www.exalead.it/search/results?q=+link:www.antezeta.itNo332 
Google.comSì ma limitato ad un sottoinsieme di quello a conoscenza di GoogleGratuito con Google Webmaster Toolshttp://www.google.com/search?q=link:www.antezeta.itIn parte.76link: conteggio comprende ~35 link interni; GWT dice 19.167 link in arrivo
Majestic SEOSì; i dati di base sono gratuiti; dati dettagliati previa pagamentoGratuito previa registrazionehttp://www.majesticseo.com/search.php?q=www.antezeta.it19.370 
Microsoft BingNoGratuito con Microsoft Bing Webmaster ToolsNdNo12.100 
SeoMoz LinkScapeSì. Dati dettagliati richiedano abbonamento.Non disponibilehttp://www.seomoz.org/linkscape/intel/basic/?uri=www.antezeta.it 561i link sono verso la home page (72 domini).
Yahoo Site ExplorerSì. Fino a 1000 link per un Url.Non è necessariohttp://siteexplorer.search.yahoo.com/search?p=http%3A%2F%2Fwww.antezeta.it&bwm=i&bwmo=d&bwmf=s26.951

Prossimi passi

A questo punto, dovrebbe esservi chiaro che i dati disponibili sui link dalle fonti di cui sopra diventano molto più utili quando essi vengono arricchiti con ulteriori dettagli, come l’utilizzazione di nofollow, la lingua della pagina, l’età del dominio, le informazioni di contatto, ecc. Se avete bisogno di sostegno nella raccolta ed arricchimento di dati sui link per le vostre attività di web marketing, è forse il caso di parlarne! Puoi anche aggiungere questo blog al tuo lettore RSS per avere notifiche su articoli futuri.

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A proposito di Sean Carlos

Sean Carlos aiuta le aziende nell'ottimizzare i loro risultati di business online. La sua carriera spazia dalla gestione di campagne di telemarketing e direct mailing presso un'organizzazione con più di 10.000 soci ad una significativa esperienza a livello mondiale maturata presso la Hewlett-Packard. Nei primi anni 90 Sean ha sviluppato un applicativo enterprise search, comprensivo di tutte le fasi, dall'indicizzazione alla ricerca dei testi, per il Los Angeles County Museum of Art. Dal 2000 al 2004 Sean è stato IT Manager del sito immobiliare CasaClick.it, parte del gruppo Pirelli. Sean è un docente ufficiale della Digital Analytics Association. È Chairman dello SMX Search and Social Media Conference, 13 & 14 novembre p.v. a Milano. Collabora inoltre con l'Università Bocconi. Nato a Providence, RI, USA, Sean Carlos si è laureato in Fisica. Parla inglese, italiano e tedesco.

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